
Durante il Consiglio comunale dello scorso 28 novembre, durante una delle interpellanze proposte dall'opposizione, sono stati chiesti chiarimenti e soprattutto numeri relativi al tasso di disoccupazione, all’andamento del settore agricolo e commerciale nel nostro territorio. È intervenuto a riguardo Luigi Petroni, assessore alle Attività produttive: “La crisi tocca gran parte delle attività produttive. Lo Sportello unico che è stato da poco approvato – ha affermato Petroni – non può certo far fronte alla crisi; la ricchezza non si crea dal nulla, bisogna vedere quindi in cosa siamo carenti”. L’assessore ha inoltre sottolineato che il nostro territorio, ma il Sud in generale, è stato sempre penalizzato sia dallo stato che dalle istituzioni; ha continuato affermando che “Le amministrazioni hanno l’obbligo di supportare economicamente le fasce più deboli della popolazione, anche creando nuovi posti di lavoro”.
È anche vero però che i posti di lavoro non si creano dal nulla, né si possono inventare “però – ha proseguito Petroni – stiamo cercando di far arrivare nel nostro territorio nuovi insediamenti produttivi e stiamo valutando la nascita del Pip (Piano di inserimento professionale), sia per cerare nuovi posti di lavoro, che per aiutare le piccole imprese locali”.
Sulla valutazione dei numeri richiesta da D’Addabbo, l’assessore ha sottolineato che, contrariamente a quanto si possa pensare “la situazione non è poi così critica rispetto al resto d’Italia: nei primi dieci mesi del 2011, hanno trovato lavoro 1407 casamassimesi e la disoccupazione è scesa dalle 4647 unità del 2010 alle 3240 unità attuali”. Se la vediamo in termini percentuali, Casamassima ha l’1% in più di disoccupati rispetto al numero complessivo nazionale”.
Lo stesso assessore ha infine informato in Consiglio, che i comuni limitrofi hanno avanzato la richiesta di dar vita ad associazioni di agricoltori per creare nuovi sbocchi di produzione; è stato valutato che nel 2011, fino ad ora, su Casamassima sono state aperte quaranta attività e ne sono state chiuse 15: “Quelle che si sono aperte – ha concluso – sono prevalentemente a conduzione familiare, e vanno avanti perché ci si è adeguati alla concorrenza della grande distribuzione con promozioni e con l’inserimento di una vasta scelta di prodotti”.
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L'Assessore pensa che prima della fine del TERZO MILLENNIO la classe politica di Casamassima sia in grado di completare questo processo di "valutazione" ?