
Ai commercianti casamassimesi l’idea della liberalizzazione degli orari dei negozi proprio non va giù. Che si tratti di un supermercato, di un negozio di abbigliamento o di un ferramenta, l’idea dei titolari è sempre la stessa: “I miei orari continueranno a essere gli stessi”. E anche chi è disposto ad adattarsi ai nuovi orari, ha non poche perplessità: “Potrò chiudere alle 14.30 la mattina e alle 22.00 la sera – dice Giuseppe Cristantielli, titolare di un market – ma non sono disposto ad altro per una serie di motivi. Prima di tutto non si può abituare un cliente che per trent’anni ha fatto la spesa sempre i determinati orari, a uno stravolgimento radicale, resterei aperto per niente”.
Già, e una cliente abituale del supermarket interviene dicendo: “Noi che usciamo la mattina presto o all’imbrunire per fare la spesa, non cambieremmo i nostri orari, abbiamo le nostre abitudini”. “C’è poi il problema sicurezza”, secondo Cristantielli che ha subito diverse rapine, anche a mano armata, nella sua storia trentennale da commerciante: “Restare aperto di notte o nel primo pomeriggio, quando cioè in paese non gira nessuno, è un rischio”. Lui però, come altri del suo settore, si mostra disposto a un accordo: “Sono disposto a fare dei turni con i colleghi che gestiscono supermarket: una domenica al mese ciascuno o un giovedì pomeriggio, che è il nostro giorno di chiusura”.
Più convinta dell’inutilità della liberalizzazione degli orari, è invece Stella Anatilopan, titolare di un negozio di abbigliamento, che dice: “con gli orari che facciamo ultimamente per me non è più vita: nel mese di dicembre per ovvi motivi siamo stati aperti anche la domenica; un mese di lavoro continuo senza un giorno di riposo”. Non si potrebbe pensare, per esempio, a fare dei turni con le sue dipendenti? Chiediamo noi. Ma anche qui si tocca il tema della sicurezza: “Noi siamo tre donne – continua Anatilopan – e già così stiamo sempre attente, figuriamoci se una di noi dovesse rimanere da sola, di sera poi”. Anche lei è convinta: “La mia è una clientela fissa, abituata a determinati orari, che non cambieranno”.
Il tema delle abitudini dei clienti e della sicurezza sono argomenti che accomunano gran parte dei commercianti casamassimesi, e c’è anche qualcuno che sostiene: “La liberalizzazione degli orari dei negozi può andar bene per le grandi metropoli – secondo Mery Acito, titolare di una piccola bottega alimentare – ma non nei paesi. La città ha più vita: una persona che finisce di lavorare alle 20 o chi per esempio fa il turno di notte, ha la comodità di uscire dal lavoro e andare a fare la spesa. In paese è molto più difficile che ciò accada: anche chi lavora ormai sa sempre come organizzare il proprio tempo, sa quando andare o chi mandare a fare la spesa. È anche vero che qualcuno può ricordarsi all’ultimo momento che serve il burro o il prezzemolo, ma al commerciante conviene restare aperto per una tavoletta di burro?”. Domanda retorica.
Per ora la proposta di liberalizzare gli orari dei negozi è al vaglio delle singole Regioni; la Puglia si è da subito dimostrata contraria, lasciando poco spazio all’immaginazione: vedere negozi aperti anche di notte, resterà forse solo un’idea nel tacco della penisola. Ma sappiamo per certo che, qualora la proposta dovesse essere accettata anche in Puglia, non riguarderà Casamassima, i cui commercianti, rispettando le abitudini dei clienti, continueranno con gli orari di sempre.
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Commenti
Caro tonio ieri sera è andata in onda una puntata delle IENE in cui illustravano bene come lavorano i dipendenti statali , timbravano il cartellino e poi via di corsa
chi al BAR chi a fare spese varie.
Perciò di tempo per fare acquisti ne avete fin troppo.
Dovreste essere gli unici ha non parlare dei commercianti che cercano di andare avanti lavorando anche 14 ore al giorno.
Sono un dipendente di un'azienda privata casamassimese è tengo ha dirti che basta andare nei vari bar di casamassima durante gli orari di lavoro per vedere DIPENDENTI COMUNALI - TECNICI - è molti altri intenti ha banchettare.
NON VOGLIO FAR LA PREDICA (sono convinto che non siete tutti uguali ) MA RIMANGO INDIGNATO QUANDO SI PUNTA IL DITO CONTRO QUALCUNO.
percio e inutile fare di tutta un erba un fascio ...anche i commercianti possono organizzarsi in turni e giornate lavorative per far fronte a esigenze di tutta la comunita
Io ho una piccola impresa e credo che in molti non sanno mettersi nei panni degli altri e pensino solo al proprio interesse, il contrario di quello che dovrebbe essere il senso di comunità. Mi spiego i tanti impiegati, dipendenti, d'azienda, o chi ha un ufficio(secondoquintoprimo ad esempio) non capiscono che molti piccoli non possono permettersi dipendenti e, quindi, per rimanere aperti dovrebbero rinunciare a famiglia, hobby, tempo libero. Vi chiedo sareste disposti A RINUNCIARE ALLA VOSTRA DOMENICA. Voglio allora uffici statali aperti di domenica, uffici di avvocati, notai, etc aperti di domenica, così anch'io che dovrei lavorate 7 giorni su 7, 24 ore al giorno potrei magari rivolgermi da loro. Un altro aspetto: io penso anche ai dipendenti dei centri commerciali che hanno il loro diritto a passare la domenica con i loro figli e di non essere ricattati con l'obbligo di lavorare di domenica. In molti paesi la domenica è il giorno della famiglia, della comunità e del giusto RIPOSO PER TUTTI. Trovo squallido che diventi il giorno dello shopping di massa!
si lamentano perchè ADESSO DEVONO COMINCIARE A LAVORARE???
SI CONTRAPPONGONO ALLA LIBERTA'?? È ASSURDO!!!
DOVE SI È MAI VISTO UN PAESE I CUI NEGOZI APRONO DOPO LE 17????? MA DOVE????
Poi si lamentano dell'auchan.. ma siate piu' flessibili ed abbassate sti prezzi!!
E non possono dire che le persone non vanno a spendere da loro perchè sono sempre pieni di gente.
Invece di lamentarsi possono lavorare... si lamentano solamente vendendo merce di scarsa qualità a prezzi pazzeschi!!!
Uno che lavora tutta la settimana quando deve fare la spesa?