Giovedì 16 Agosto 2018
   
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ANCHE NOI INVOCHIAMO 'ROSSELLA URRU' LIBERA

rossella urru

La nostra mobilitazione era partita già sui social network: tutti i nostri profili in rete, facebook e twitter, sono stati integrati con una foto dell'italiana Rossella Urru, rapita dai terroristi di Al Qaeda, ormai da oltre 4 mesi, in un campo dei rifugiati Saharawi dei progetti della Ong Cisp (Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli), di cui era coordinatrice. Il Cisp opera nei campi dal 1985, in coordinamento con organizzazioni internazionali - tra le quali la Comunità Europea, il Programma alimentare, l’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite - la cooperazione italiana e gli enti locali italiani. La Farnesina aveva chiesto il silenzio sulla vicenda per tentare di favorire le trattative internazionali. Ma qualcosa continua a non funzionare.

Il nostro settimanale ha preso la buona abitudine di dedicare una pagina del silenzio alle sciagure perpetrate nel mondo, a cominciare dallo sterminio nazista a quello italiano delle foibe, a quello attualissimo delle stragi in Siria e Libia. Questa settimana, in aderenza all'iniziativa del popolo della rete, vogliamo rompere il silenzio delle testate giornalistiche e dedicheremo la nostra pagina del silenzio alla nostra concittadina Rossella, cui ci accostiamo moralmente per l'inecccepibilità del ruolo svolto in rappresentanza dell'Italia.

Chi volesse unirsi alla nostra richiesta "Rossella Urru libera" può condividere questo articolo in rete e chiedere di condividerlo segnalando anche il blog dedicato rossellaurru.it.

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