Sabato 07 Dicembre 2019
   
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LA PAROLA AI ‘FORESTIERI’

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Casamassima oggi conta 19.839 abitanti, tra i quali si onora di avere ben 8mila 'forestieri' di una 70ina di etnie diverse, divenuti a tutti gli effetti casamassimesi di adozione dal momento che molti di loro risiedono nel nostro paese da oltre 20 anni. Ma si sentono davvero casamassimesi, oppure vivono la nostra cittadina solo come dormitorio? Abbiamo chiesto ad alcuni di loro quali sono i cambiamenti maggiori che hanno riscontrato negli anni, i principali aspetti positivi e negativi del paese e quali invece le caratteristiche più evidenti dei casamassimesi. Infine ci siamo fatti dire perché hanno scelto di vivere qui, come si trovano a Casamassima, se si sentono integrati e come hanno provato ad integrarsi.

Ringraziando quanti di loro hanno colto lo spirito dell’intervista e con disponibilità hanno risposto alle nostre domande, rinnoviamo l’invito a quanti vorranno dire la propria sui prossimi numeri, argomentando i propri ragionamenti e provando a migliorare l’habitat che hanno scelto.

 

Marilina Pagliara

MARILINA PAGLIARA

“Vivo a Casamassima da 39 anni e provengo dal centro di Napoli. Ho conosciuto un casamassimese alla Facoltà di Architettura di Napoli, l’arch. Antonio Pastore, che ha preferito vivere a Casamassima per fare qualcosa per il suo paese, e io l’ho seguito dopo il matrimonio nel 1980. Sono architetto anche io e ho lo studio insieme a mio marito. Da principio è stata durissima passare da una metropoli internazionale a un piccolo paese agricolo delle Puglie, da buona napoletana cercavo di prendere il lato divertente del cambiamento.

Mi sento integrata, noi napoletani in specie abbiamo un notevole spirito di adattamento. Sono i casamassimesi che ci vedono sempre come forestieri. Mi sono subito mossa iscrivendomi a diverse associazioni, in primis la Pro Loco, e partecipando a quanti più eventi si svolgevano già al tempo e si svolgono ancora oggi in paese. Ho avuto anche delle bellissime amicizie, alcune delle quali purtroppo non ci sono più. Comunque mi sono sempre impegnata molto per la comunità. Il paese non è più un centro agricolo, ma per le realtà del territorio è una cittadina a tutti gli effetti con una economia mista e diversi stati sociali dovuti soprattutto ai tantissimi immigrati. Ha perso la genuinità, che a volte io stessa rimpiango. Le due realtà avrebbero dovuto convivere aiutandosi l’una con l’altra e integrarsi, con il contributo di tutti.

C’è stata una notevole evoluzione socio-urbanistica rispetto ai paesi del circondario sino ad un certo punto. Poi purtroppo anni di fermo perché né le amministrazioni né i cittadini si sono adeguati al cambiamento e hanno saputo ‘sfruttare’ le grandi realtà a beneficio della comunità. Inoltre non si sono resi conto delle peculiarità, uniche, che la cittadina ha come Il Paese Azzurro o il Cimitero Polacco il cui investimento avrebbe creato un notevole indotto economico, facendo sì che Casamassima brillasse anche di luce propria. Gli ultimi commissariamenti che si sono succeduti hanno provocato purtroppo un processo involutivo, che solo con una completa sinergia tra tutti i soggetti si può vincere e rimettersi in carreggiata, perché la cittadina lo merita.

Fra gli aspetti positivi non posso non citare il Paese Azzurro, nel quale ho sempre creduto, la bellissima piazza e il lungo corso da sistemare in modo adeguato, una leggera presa di coscienza dei cittadini delle peculiarità e necessità. Fra le cose negative invece inserisco i palazzoni sorti senza infrastrutture, la mancanza di un parco, la mancanza di un teatro e spazi pubblici adeguati per le attività socio-culturali. Fra le caratteristiche dei casamassimesi dico che a una apparente ospitalità si cela molta diffidenza, mancanza di orgoglio per il proprio paese, scarsa partecipazione alle iniziative che si svolgono, siamo sempre gli stessi, e poca voglia di fare gruppo. Le menti eccellenti ci sono in vari campi, ma sono veramente troppo pochi quelli che hanno la volontà di mettersi insieme per lavorare per la crescita socio-culturale della cittadina, che in questo momento, essendo Il Paese Azzurro ad esempio, sempre più sotto gli occhi di tutti, ne avrebbe davvero bisogno.”

 

Sara Mosca

SARA MOSCA

“Vivo a Casamassima dall’aprile del 2010. Mi sono trasferita qui per amore in quanto ho sposato un casamassimese. Dopo aver lavorato nel mondo del turismo per diversi anni a Bari, ora lavoro a Casamassima per un’azienda che si occupa di fornire percorsi formativi per imprenditori. Ammetto che dopo un primo momento di shock per l’adattamento ad una realtà di comunità più piccola rispetto a quella che lasciavo e dopo un lavoro su me stessa per aprirmi al mondo che mi circondava, oggi posso dire di vivere bene in questo paese. Certo, con tutti i suoi limiti, il tuo luogo di nascita resta sempre la tua terra, il luogo dove lasci un pezzettino di cuore, ma questa che ho trovato qui credo di poterla definire un’accogliente “terra d’adozione”. Quando ho capito che nessuno sarebbe venuto a bussare alla mia porta e a tirarmi fuori da casa mia, ho cercato di inserirmi nel tessuto culturale e associativo del paese, entrando a far parte dell’Acca, e diventandone, con tanto orgoglio, addirittura presidente lo scorso anno.

La cosa, infatti, che subito mi ha colpito, molto positivamente, di Casamassima è la florida presenza di associazioni, gruppi, “momenti di aggregazione”, a differenza dei luoghi di aggregazione, che, nonostante la piccola realtà, sono numerosi ed attivi. Gruppi musicali di ogni genere, associazioni sportive per adulti e bambini, associazioni con fini culturali e sociali: mi hanno subito dato la testimonianza dell’esistenza di una fervente generazione di cittadini attivi. Il termine “paese” per me non significa nulla: ciò che fa un paese sono i suoi abitanti e io posso dire di aver incontrato, quasi sempre, brava gente, accogliente, disposta alla collaborazione, amante della propria terra e delle proprie origini. Dalla vicina di casa che si preoccupa di portarmi inaspettatamente un regalo per il matrimonio dicendomi: “se hai bisogno di qualsiasi cosa, io sono qui di fronte!”, ai giovani che dalla parrocchia, agli scout, alle associazioni, donano tantissime energie per fare di questo “ameno paesello” un luogo più vivibile e dove si possa trovare un po’ di casa seppur da “forestieri”.

Negli anni ho notato un grande sforzo nel tentativo di aprirsi al mondo esterno, di far conoscere Casamassima al di fuori dei suoi confini, un costante lavoro di valorizzazione soprattutto del suo centro storico, delle sue peculiarità e unicità, reso possibile da un lavoro di squadra di tutte le associazioni. Questo credo sia l’elemento vincente: aver capito che i risultati di una squadra moltiplicano sempre quelli del singolo, fosse anche il più zelante. Parlerei quindi sicuramente di un processo di evoluzione, ancora agli inizi certo, ma sicuramente avviato nella giusta direzione.

3 cose positive di Casamassima sono la disponibilità e la bontà di cuore di gran parte dei suoi abitanti, gente del sud e quindi per definizione accogliente; il processo di valorizzazione del suo centro storico e i suoi giovani e le associazioni, che essi, a titolo gratuito, animano per arricchire di eventi e momenti i suoi cittadini. 3 cose da migliorare invece sono i pochi luoghi di aggregazione ben strutturati per accogliere cittadini e associazioni; assenza o quasi di spazi verdi, ben gestiti, che favoriscano l’aggregazione e il benessere psico-fisico dei suoi abitanti, penso ad esempio ad un’area verde con una piccola pista, anche un anello, dove poter correre; scarsa attenzione alle periferie. Un paese civile si deve preoccupare di valorizzare il centro storico, ma anche le sue periferie! A volte sento qualcuno che non apprezza ciò che ha attorno e riesce a vedere solo le mancanze di questo paese apprezzando invece “l’orto del vicino”, io spero che prevalgano sempre coloro che, pur partendo dalla constatazione delle mancanze, trovino la forza di mettersi in gioco e provare ogni giorno a migliorare il loro “piccolo orticello”.

 

Antonella De Simone

ANTONELLA DE SIMONE

“Madre barese e padre faetano. Vivo qui da 17 anni perché lavoravo come agente di commercio in uno showroom al Baricentro. Ho avuto per 10 anni un centro lampade UVA. Mi sono occupata di marketing ed eventi a Casamassima collaborando con la Pro loco e altre associazioni di volontariato. Da sempre in prima fila per iniziative e problematiche del territorio che ho adottato e nel quale si conduce una vita tranquilla anche per mia figlia adolescente. Purtroppo ci si scontra sovente con la mentalità indigena la quale, pur avendo tradizioni splendide e notoria cultura agricola, non sempre è avvezza allo sviluppo turistico.

Per quanto concerne gli aspetti negativi, troppo amministrazioni si sono avvicendate partorendo lotte intestine a scapito di migliorie, mancano spazi verdi attrezzati, centri polisportivi comunali, igiene pubblica, strade dissestate o inesistenti, senso civico, case popolari ecc, ecc. Meno male che molti di noi "forestieri" si associano a gente locale per il rilancio di Casamassima.”

 

Giacomo Loconsole

GIACOMO LOCONSOLE

“Vivo e lavoro a Casamassima da circa 20 anni, ho scelto di vivere qui per l’aria buona che offre l’altopiano casamassimese e la tranquillità. Lavoro presso il Comune di Casamassima e in paese mi trovo benissimo e nel mio piccolo ho consigliato ad amici e parenti di venire a vivere qui.

Mi sento a volte fin troppo integrato, scherzo! Ma è davvero un piacere! Pensate che talvolta mi son trovato per così dire a rappresentare e con onore Casamassima al di fuori del nostro territorio e finanche all’estero. Sin dall’inizio ho socializzato con i cittadini e le associazioni e anche organizzando eventi culturali con il blog culturale no profit Puglia Free Flight. Negli anni fra i cambiamenti maggiori che ho notato c’è stata la trasformazione urbana, come ad esempio le ottime migliorie del centro storico e cittadino in genere, come i ponti che attraversano la rete ferroviaria, la riqualificazione degli edifici scolastici, ecc., e soprattutto lo splendido insediamento dell’IPPSEOA Alberghiero ‘E. Majorana’, ecc.

Parlerei indubbiamente di evoluzione. Fra le cose positive annovero l’ria buona, l’istituto superiore e il centro storico; fra gli aspetti negativi invece solo la mancanza di una grande piazza/villa centrale chiusa completamente al traffico. I casamassimesi sono persone ospitali e generose.”

 

Lucia Creatura

LUCIA CREATURA

“Sono giunta a Casamassima 29 anni fa, nel 1991. La prima impressione è stata ottima, siamo stati accolti da una piazzetta festosa e colorata, nel periodo della festa. Era un paese davvero tranquillo a quel tempo, oggi molto meno. Nel tempo Casamassima ha perso un po' della sua autenticità, forse in concomitanza con l’arrivo del centro commerciale, inoltre ho registrato aumento della delinquenza. Ma bisogna convivere anche con i cambiamenti. Qui è nato il mio secondo figlio ed entrambi sono stati qui a scuola.

Ci siamo sentiti accolti, abbiamo tantissimi amici. Una delle caratteristiche forse è proprio l’essere restii al forestiero. In generale noi ci siamo integrati da subito, ma ho notato che il casamassimese è un po' restio a dare i meriti a chi non è di qui. I casamassimesi tifano per i casamassimesi. Inoltre i casamassimesi non sono innamorati del proprio paese, anche chi si mette in politica spesso. A me piacerebbe davvero che chi vive a Casamassima si dedichi a valorizzare i tanti aspetti meritori. Le associazioni, la Pro Loco, fanno un lavoro eccezionale, ma non basta, è la cittadinanza e la politica che devono muoversi. Io mi trovo bene, vita serena, vivo in periferia.

Sono un’agronoma, per cui mi è venuto spontaneo prodigarmi per valorizzare quello che credo sia il prodotto d’eccellenza casamassimese, la ciliegia. Ho trovato pochi amministratori sensibili all’argomento, nonostante io sia certa che questo prodotto possa essere davvero un volano per l’economia. Valore aggiunto. Mi rammarico molto. Non offre molto per i giovani.”

 

Pasquale Moramarco

PASQUALE MORAMARCO

“Sono nato ad Altamura e vivo a Casamassima da oltre 30 anni dopo aver sposato una casamassimese che già operava sul territorio. Io mi trovo bene, mi sono integrato come andrebbe fatto in qualsiasi luogo. Mi sono stati utili un po' di faccia tosta e inoltre avevo già delle conoscenze di colleghi di scuola che nel tempo mi hanno presentato i loro amici. E certamente anche la professione di mia moglie e la sua famiglia hanno contribuito ad allargare le mie conoscenze. Negli ultimi anni si è aggiunta l’attività della Fondazione ‘Mons. Sante Montanaro’ e la frequentazione di circoli ed eventi. Chi è giunto a Casamassima a quel tempo ha visto riempirsi le periferie vuote di palazzi, strade e famiglie, due centri commerciali enormi con il loro indotto e il loro movimento. Ogni aspetto della vita è connotato da lati positivi e negativi, mi piace guardare il bicchiere mezzo pieno, quelle negative le evito, quelle positive le perseguo per quello che posso. Infine non amo esprimere giudizi sulle persone, amici e conoscenti vanno accettati con pregi e difetti.”

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