Martedì 22 Maggio 2012
   
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BARIALTO UFFICIALMENTE FALLITA. SI VA ALL’ASTA

barialto golf

La società Barialto è ufficialmente fallita. Base d’aste d’acquisto, 26 milioni di euro.

Pare che il concordato con i creditori non sia riuscito e il 13 dicembre prossimo verranno messi all’asta al tribunale fallimentare i beni: mini appartamenti, rustici, terreni edificabili, il ristorante e persino, sembra, anche una parte del campo da golf.

L’avviso del fallimento era stato pubblicato il 26 settembre scorso, e secondo quanto riportato da Repubblica, 31 erano state le pagine redatte dallo studio De Felice, insieme a perizie tecniche e documentazione fotografica, una sorta di inventario dei beni da sottoporre alla vendita coatta. Sono vecchie proprietà della società Irese, di proprietà di Giacoma Viterbi (moglie del defunto senatore Giuseppe Degennaro) che gestiva la zona residenziale alle porte di Casamassima.

I problemi finanziari erano cominciati circa un anno fa, quando la Irese non era riuscita a far fronte al pagamento di alcuni mutui. I consulenti nominati dal tribunale avevano proposto il concordato, ma non andando in porto era scattata la nomina di due periti che, sempre secondo quanto riportato da Repubblica, avrebbero riscontrato incongruenze: “proprio nella verifica delle carte sono stati posti dei dubbi dai professionisti incaricati di seguire la vicenda: avrebbero avuto difficoltà, per esempio, a ottenere tutte le carte delle autorizzazioni edilizie da parte del comune di Casamassima tanto che non è chiaro se, in particolare per i miniappartamenti, ci siano tutte le autorizzazioni urbanistiche in regola oppure no. Per il momento è escluso dalla vendita un importante lotto di ville che potrebbero però andare all'incanto in una seconda parte della vicenda”.

Pare che il tribunale fallimentare avesse sollevato sospetti su alcune operazioni immobiliari che avevano riguardato la Irese, soprattutto che i bilanci avessero subito modifiche non chiare. “Venivano segnalate – riporta ancora Repubblica - le operazioni condotte dall'avvocato e consigliere regionale dei Moderati e Popolari, Giacomo Olivieri e il docente di Demografia alla facoltà di Economia Umberto Salinas. Il primo con la moglie Patrizia Gadaleta aveva chiuso l'acquisto di quattro ville al costo complessivo di 800mila euro, 300mila dei quali sarebbero stati "compensati" con il valore di una consulenza professionale non pagata ma neanche contabilizzata nei bilanci della società. Salinas, invece, aveva firmato un preliminare per l'acquisito di due ville al prezzo di 225mila euro, rivendicando un credito di 195mila euro con la società per una consulenza sulla quale i tre commissari non trovano riscontri (anche se nei documenti contabili c'è un riferimento). Dopo gli appunti tutte le ville - tramite quella della Gadaleta - erano tornate nella disponibilità della Irese dopo la messa in liquidazione. Ma evidentemente l'operazione non è servita per salvare la società del fallimento”.

Il rovescio della medaglia. Al di là della gestione imprenditoriale (chiacchierabile o meno) di fatto un'azienda muore sul territorio di Casamassima, e - ironia della sorte - questa vicenda si ripercuote, irreversibilmente, sui casamassimesi, che già da tempo soffrono la mancanza di attività imprenditoriale o la morìa economica aggravata dalla crisi.

Sarà assai complicato 'portare' capitali in un luogo dove l'amministrazione fa poco o nulla per garantire la sopravvivenza di attori economici che producano sviluppo. Ripetiamo: al di là di qualsiasi chiacchierabile capacità gestionale. Casamassima, sarà anche per la sua posizione geografica strategica (ricordata dai candidati sindaci in campagna elettorale ma tuttora un aspetto da enfatizzare solo in certi contesti, evidentemente), produce un appeal non affatto indifferente per questioni logistiche, ma anche tanto timore: non si è mai visto che un ente comunale lasci fallire un'azienda sul proprio territorio.

Certamente, d'ora in poi, un bigliettino da visita pessimo. Staremo a vedere come reagirà l'amministrazione attuale.

Commenti 

 
#4 battista luca 2011-11-11 18:25
«È una situazione molto complicata — afferma Domenico Vito De Tommaso, sindaco di Casamassima da sette anni— frutto di stratificazioni passate. Abbiamo dato mandato ai nostri legali». Per tentare un estremo salvataggio la Barialto spa aveva proposto un atto di transazione abbinato all’approvazione di un piano di lottizzazione denominato «Nuova Barialto» che prevedeva la costruzione di altre ville di tipologia più piccola (prettamente bifamiliare) pari circa a 270mila metri cubi (l’indice dell’area è un metro quadrato a un metro cubo). Partner dell’iniziativa Fieno dei Cavoli srl e Geval srl. A tal fine furono versati 413mila euro. Ma la corsa al mattone non ha prodotto gli effetti desiderati e la convenzione è scaduta.

Vito Fatiguso
03 giugno 2010 "Sarà assai complicato 'portare' capitali in un luogo dove l'amministrazione fa poco o nulla per garantire la sopravvivenza di attori economici che producano sviluppo. Ripetiamo: al di là di qualsiasi chiacchierabile capacità gestionale. Casamassima, sarà anche per la sua posizione geografica strategica (ricordata dai candidati sindaci in campagna elettorale ma tuttora un aspetto da enfatizzare solo in certi contesti, evidentemente), produce un appeal non affatto indifferente per questioni logistiche, ma anche tanto timore: non si è mai visto che un ente comunale lasci fallire un'azienda sul proprio territorio." a me sembra che si sia tentato di venire incontro alla IRESE ,la quale ha trovato sul nostro territorio terreno politico ed economico fertile per svilupparsi,se non è riuscita come diceva Manzoni "chi è cagion del suo mal pianga se stesso" !La speranza e che dal fallimento essendo l'ente comunale creditore per oltre 1.400.000 euro possa rientrare in possesso di questa cifra,ossigeno per le asfittiche casse comunali.
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#3 CITTADINO 2011-11-11 11:45
salve a tutti, io non giudico nessuno però una cosa voglio dirla: non è più possibile tollerare che a Casamassima ci siano aziende di amici, parenti, amici politici o altro che con la scusa di aver dato lavoro negli anni passati o di aver, lecitamente o illecitamente, aiutato amici degli amici (considerando che parliamo di fine anni 80 e anni 90), negli ultimi anni non abbiamo più fatto fronte agli obblighi che ciascun contribuente ha nei confronti dello stato italiano o dell'ente regionale o comunale: PAGARE LE TASSE!!!! Con queste persone negli anni passati si è tentato di tutto pur di non arrivare al fallimento, ma tutte le soluzioni prospettate erano a favore dei proprietari e non del Comune. quindi io mi domando perchè i cittadini onesti debbano pagare fino all'ultimo centesimo altrimenti facilmente scoperti e queste persone possono permettersi di evadere parecchi milioni di euro? Che poi è un danno che fanno all'intera comunità casamassimese. NON E' GIUSTO!!!! dispiace anche a me che la società sia fallita, ma sinceramente non si poteva più tollerare un comportamento simile. Nei confronti dello Stato italiano tutti siamo uguali, tutti abbiamo gli stessi diritti e gli stessi doveri.
Se tutti pagassimo le tasse in modo corretto, di sicuro tutte le amministrazioni non avrebbero interesse ad aumentarle visto che sono già molto alte.
Non mi sembra che garantire l'uguaglianza di tutti i cittadini sia un pessimo biglietto da visita per il nostro paese
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#2 ilrisolutore64 2011-11-07 15:42
cùs pàis ìè mùert.Sciamanin.
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#1 tonio 2011-11-06 22:54
ma và f***...politici di merda..ladri
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