
La società Barialto è ufficialmente fallita. Base d’aste d’acquisto, 26 milioni di euro.
Pare che il concordato con i creditori non sia riuscito e il 13 dicembre prossimo verranno messi all’asta al tribunale fallimentare i beni: mini appartamenti, rustici, terreni edificabili, il ristorante e persino, sembra, anche una parte del campo da golf.
L’avviso del fallimento era stato pubblicato il 26 settembre scorso, e secondo quanto riportato da Repubblica, 31 erano state le pagine redatte dallo studio De Felice, insieme a perizie tecniche e documentazione fotografica, una sorta di inventario dei beni da sottoporre alla vendita coatta. Sono vecchie proprietà della società Irese, di proprietà di Giacoma Viterbi (moglie del defunto senatore Giuseppe Degennaro) che gestiva la zona residenziale alle porte di Casamassima.
I problemi finanziari erano cominciati circa un anno fa, quando la Irese non era riuscita a far fronte al pagamento di alcuni mutui. I consulenti nominati dal tribunale avevano proposto il concordato, ma non andando in porto era scattata la nomina di due periti che, sempre secondo quanto riportato da Repubblica, avrebbero riscontrato incongruenze: “proprio nella verifica delle carte sono stati posti dei dubbi dai professionisti incaricati di seguire la vicenda: avrebbero avuto difficoltà, per esempio, a ottenere tutte le carte delle autorizzazioni edilizie da parte del comune di Casamassima tanto che non è chiaro se, in particolare per i miniappartamenti, ci siano tutte le autorizzazioni urbanistiche in regola oppure no. Per il momento è escluso dalla vendita un importante lotto di ville che potrebbero però andare all'incanto in una seconda parte della vicenda”.
Pare che il tribunale fallimentare avesse sollevato sospetti su alcune operazioni immobiliari che avevano riguardato la Irese, soprattutto che i bilanci avessero subito modifiche non chiare. “Venivano segnalate – riporta ancora Repubblica - le operazioni condotte dall'avvocato e consigliere regionale dei Moderati e Popolari, Giacomo Olivieri e il docente di Demografia alla facoltà di Economia Umberto Salinas. Il primo con la moglie Patrizia Gadaleta aveva chiuso l'acquisto di quattro ville al costo complessivo di 800mila euro, 300mila dei quali sarebbero stati "compensati" con il valore di una consulenza professionale non pagata ma neanche contabilizzata nei bilanci della società. Salinas, invece, aveva firmato un preliminare per l'acquisito di due ville al prezzo di 225mila euro, rivendicando un credito di 195mila euro con la società per una consulenza sulla quale i tre commissari non trovano riscontri (anche se nei documenti contabili c'è un riferimento). Dopo gli appunti tutte le ville - tramite quella della Gadaleta - erano tornate nella disponibilità della Irese dopo la messa in liquidazione. Ma evidentemente l'operazione non è servita per salvare la società del fallimento”.
Il rovescio della medaglia. Al di là della gestione imprenditoriale (chiacchierabile o meno) di fatto un'azienda muore sul territorio di Casamassima, e - ironia della sorte - questa vicenda si ripercuote, irreversibilmente, sui casamassimesi, che già da tempo soffrono la mancanza di attività imprenditoriale o la morìa economica aggravata dalla crisi.
Sarà assai complicato 'portare' capitali in un luogo dove l'amministrazione fa poco o nulla per garantire la sopravvivenza di attori economici che producano sviluppo. Ripetiamo: al di là di qualsiasi chiacchierabile capacità gestionale. Casamassima, sarà anche per la sua posizione geografica strategica (ricordata dai candidati sindaci in campagna elettorale ma tuttora un aspetto da enfatizzare solo in certi contesti, evidentemente), produce un appeal non affatto indifferente per questioni logistiche, ma anche tanto timore: non si è mai visto che un ente comunale lasci fallire un'azienda sul proprio territorio.
Certamente, d'ora in poi, un bigliettino da visita pessimo. Staremo a vedere come reagirà l'amministrazione attuale.
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Commenti
Vito Fatiguso
03 giugno 2010 "Sarà assai complicato 'portare' capitali in un luogo dove l'amministrazione fa poco o nulla per garantire la sopravvivenza di attori economici che producano sviluppo. Ripetiamo: al di là di qualsiasi chiacchierabile capacità gestionale. Casamassima, sarà anche per la sua posizione geografica strategica (ricordata dai candidati sindaci in campagna elettorale ma tuttora un aspetto da enfatizzare solo in certi contesti, evidentemente), produce un appeal non affatto indifferente per questioni logistiche, ma anche tanto timore: non si è mai visto che un ente comunale lasci fallire un'azienda sul proprio territorio." a me sembra che si sia tentato di venire incontro alla IRESE ,la quale ha trovato sul nostro territorio terreno politico ed economico fertile per svilupparsi,se non è riuscita come diceva Manzoni "chi è cagion del suo mal pianga se stesso" !La speranza e che dal fallimento essendo l'ente comunale creditore per oltre 1.400.000 euro possa rientrare in possesso di questa cifra,ossigeno per le asfittiche casse comunali.
Se tutti pagassimo le tasse in modo corretto, di sicuro tutte le amministrazioni non avrebbero interesse ad aumentarle visto che sono già molto alte.
Non mi sembra che garantire l'uguaglianza di tutti i cittadini sia un pessimo biglietto da visita per il nostro paese