
Nella notte tra il 15 e il 16 luglio scorso l’imprenditore barese veniva ucciso sulla statale 100
Su ordine di custodia cautelare - emesso dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura del capoluogo - i Carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo del Comando provinciale di Bari hanno arrestato Giovanni Lazzari, 43 anni, e Domenico Cristallo, 36 anni, entrambi di Altamura. Sono accusati di concorso in omicidio premeditato e detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Un’altra ordinanza è stata notificata a Raffaele Lazzari, fratello di Giovanni, 47 anni, sempre di Altamura, in carcere dal 18 luglio scorso accusato degli stessi reati.
La notte fra il 15 e 16 luglio scorsi, in una piazzola di sosta sulla statale 100 in località Capurso, veniva ritrovato il cadavere di Raffaele Pirro, 73 anni, imprenditore barese, colpito con un colpo alla nuca da una pistola calibro 7.65 sparatogli a distanza ravvicinata. Oggi, secondo gli inquirenti, responsabili dell’efferato delitto sono i due fratelli Raffaele e Giovanni Lazzari e Domenico Cristallo, tutti di Altamura; i primi due piccoli imprenditori edili, il terzo installatore di condizionatori e amico fraterno di Raffaele Lazzari.
Il commando entra in azione nella tarda serata del 15 luglio: insegue la vittima fin dal momento in cui lascia un noto circolo ricreativo nel centro di Bari per far rientro nella sua villa in un residence a Casamassima. Secondo gli inquirenti Raffaele Lazzari alla guida di un furgone tampona volutamente la Jaguar di Pirro e lo costringe a fermarsi. Qui Raffaele Lazzari viene raggiunto dal fratello e dall’amico e viene eseguita l’esecuzione dell’imprenditore barese.
Ad armare la mano degli assassini la paura che Pirro portasse a termine l’azione giudiziaria intentata contro un’impresa edile materana per la quale i fratelli Lazzari lavoravano in sub appalto. Pirro, infatti, aveva comunicato, anche tramite il suo avvocato, che aveva intenzione di procedere all’iscrizione di ipoteche su alcuni immobili costruiti a Gioia del Colle dall’impresa materana, impedendo così di fatto la vendita dei manufatti completati. Un disagio economico che si ripercuoteva anche sulle piccole imprese subappaltatrici, in un momento in cui i fratelli Lazzari si trovavano in difficoltà economiche. Di qui, secondo gli inquirenti, la decisione di uccidere l’imprenditore barese, con la complicità di Cristallo che, oltre che essere un amico fraterno era anche lui interessato alle sorte dell’azienda materana in quanto spesso e volentieri provvedeva all’installazione dei condizionatori nelle abitazioni e nelle ville costruite dalla suddetta impresa.
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faccio i complimenti a colui che ha fornito la targa del furgone,dovremmo imparare da gente cosi' a comportarci,che siano stati presi i colpevoli o no!