Martedì 22 Maggio 2012
   
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2 GIUGNO, RITUALE O SENTIMENTO?

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Mettici un 10 davanti a 2 e diventa 12 (giugno 2011): 150 anni dopo torniamo a parlare di referendum.

Correva il 1946, anno della caduta del Fascismo, e in quei giorni, 2 e 3 giugno, si votava (in referendum istituzionale indetto a suffragio universale) per scegliere la forma di governo che gli italiani preferivano.

Preferivano, già.

Dopo 85 anni di “regno”, con 12.718.641 voti contro 10.718.502 (secondo i dati ufficiali della Camera), l’Italia approdava a Repubblica invitando Casa Savoia a fare i bagagli.

Così il 2 giugno italiano tende a evocare il 14 luglio 1789 e il 4 luglio 1776 americano (o meglio: statunitense), date ben incise nei libri di storia come note in tutto il mondo per la “presa della Bastiglia” e la “Dichiarazione di indipendenza”, ma è con il presidente Carlo Azeglio Ciampi (secondo governo Amato), con la legge n. 336 del 20 novembre 2000, che viene sancita in via istituzionale la “giornata festiva” (che prima per congiunture economiche non molto favorevoli era fissata alla prima domenica di giugno).

La percezione della nostra festa della Repubblica, tuttavia, non trasmette generalmente un’immagine “gratificante”: laddove si voglia riassumerne il significato nel corso del secondo dopoguerra, le prime riflessioni storiche tendono a tracciare un bilancio sconfortante. Per citare Maurizio Ridolfi (storico e professore di Storia contemporanea, autore di 1946. La nascita della Repubblica edito da Laterza): “Nella correlazione tra i fattori di integrazione e di conflittualità, occorre evidenziare sia gli elementi di continuità sul terreno formale (i rituali) sia di innovazione su quello simbolico (le feste della nazione democratica), mettendo in correlazione la “politica della festa” promossa dalle istituzioni statali, con l’invadente ideologizzazione della nazione perseguita dalle culture politiche dei partiti di massa”; in altre parole può essere opportuno indagare le ragioni per le quali la Repubblica non riuscì (riesce?) a condensare il significato morale dell’antifascismo nella dimensione pubblica.

Il primo festeggiamento, nel 1948, Via dei Fori imperiali ospitava la parata militare in onore della Repubblica, tradizione tuttora in vigore e che vede coinvolte tutte le Forze dell’ordine, in tutta Italia, inserita nel protocollo delle celebrazioni solenni.

Sarà interessante osservare le festività della ricorrenza dall’anno prossimo nel nostro comune; intanto buon lavoro di preparazione alla nuova amministrazione.

Commenti 

 
#1 Roland Freisler 2011-06-02 13:14
E' solo un inutile pomposo rituale di questa repubblica delle banane..
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