Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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PASSANNANTE, IL PUNTO DI VISTA DI UN LETTORE

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Passannante e il Re buono

Dopo 111 anni di quiete e di silenzio, improvvisamente, dal Pantheon proviene uno strano e inspiegabile rumore. Dapprima si era pensato a qualche ladro maldestro, poi a una clandestina comitiva di ratti, nulla di tutto ciò. Il crocchiare di ossa proveniva dal sarcofago di Umberto I, passato alla storia come il Re buono. Un mormorio confuso, adirato, fu interpretato da un Sig. Casirati (presidente dell’istituto della reale casa di Savoia). Il buon Umberto I non riposava in pace, protestava, chiamava a raccolta istituzioni e quarti di nobiltà, e si sentiva chiaramente il buon re che inveiva contro un certo Passannante e il suo apologeta tale Ulderico Pesce.

Detto fatto, ad affermare l’attivismo piemontese, il Casirati stila e invia ad agenzie e media una lettera, nobile nei contenuti velenosa nell’obiettivo da raggiungere.

Casirati invita a boicottare il film “PASSANNANTE”, è un incitamento alla violenza, un insulto alla giustizia. Passannante era un attentatore alla vita di un Capo di Stato. Insomma, come elogiare oggi le Brigate Rosse.

Ovvio che il Casirati non possa che cercare di difendere oltre tutto e tutti coloro che serve: i Savoia. Ma, dimentica alcuni piccoli grandi particolari della vicenda Passannante. Il Casirati chiude la sua lettera scrivendo: “Lo stesso Re che chiese ed ottenne la grazia per il Passannante”, quando all’art. 8 dello Statuto albertino si riporta: Il Re concede la grazia e commuta le pene. Umberto I avrebbe chiesto a se stesso la grazia per Passannante. Forse che il Casirati abbia mai letto lo Statuto albertino? Quanto alla bontà delle leggi savoiarde, forse se ne dovrebbe chiedere conto a Maria Fiore, alle tre sorelle e due fratelli del Passannante, arrestati e chiusi nel manicomio criminale di Aversa dove morirono (solo un fratello Pasquale riuscì a fuggire). E la pena di morte? Di fatto abolita e applicata solo per il codice militare. Passannante fu condannato a morte solo per aver attentato e non ucciso Umberto I, la commutazione nell’ergastolo fu pena ben peggiore della morte visto il trattamento cui fu sottoposto il Passannante. I lettori interessati possono trovare delle notizie inedite sul sito: “circolo culturale Sandro Pertini” il quale pubblica una pregevole tesina su Passannante a firma di Paola Rossi.

IL Re buono, Umberto I, non può essere ricordato solo per Passannante, ma anche per l’eccidio di Milano, dove il suo scherano Bava Beccaris (e che per questo si ebbe un’onorificenza) cannoneggiò una pacifica folla che chiedeva pane, 100, 200 morti? E i Fasci Siciliani organizzazione dei lavoratori che mai si era macchiata di qualsiasi atto di violenza, soppressi con l’esercito 200, 300 morti? Migliaia di anni di galera. Ma resta il re buono, almeno per il sig. Casirati.

Quanto al film “Passannante”, non è affatto apologetico del tentativo di assassinio di Umberto I, ma è una riscrittura dei fatti e degli avvenimenti dell’epoca inquadrati in un reale contesto economico, sociale e politico. Il film scorre grazie a una magistrale regia, la musica è divina, gli attori sanno come muoversi. Un film da vedere.

Perrucci Antonio

 

La trama del film (ndr): PASSANNANTE ripercorre le vicende del cuoco anarchico che attentò alla vita di Umberto I con un coltellino. Un attentato dimostrativo che ebbe come risultato una pena ancor più dimostrativa. Condannato a morte, distrutta la casa, rinchiuse in manicomio la madre e la sorella, Passannante si vide poi commutare suo malgrado la pena in carcere a vita da scontare in una minuscola e buia cella sotto il livello del mare. In seguito, su interessamento di un parlamentare, da quella cella venne tirata fuori una larva d'uomo. Cieco e fuori di testa, venne rinchiuso in manicomio, dove morì poco dopo. La sua testa mozzata venne richiesta dal Lombroso, che isolò cervello e cranio per i suoi studi. Esposti poi al Museo Criminale di Roma, i resti di Passannante troveranno riposo nel paese natale, Savoia di Lucania, solo nel 2007 per il lungo e caparbio interessamento di tre idealisti, tre semplici cittadini che hanno incalzato per anni ben quattro ministri dell'interno, fino ad ottenere – contro la stessa volontà del sindaco – la sepoltura di quei miseri resti, e di questa straordinaria vicenda racconta anche il film.

Commenti 

 
#9 Perrucci Antonio 2011-07-15 19:50
Egr. Direttore
i dogmi non investono il solo campo della religione, ma ahimè anche gli editti dei rappresentanti di casa Savoia. La contestazione delle verità savoiarde assume per questi signori la veste di un sacrilegio.Ebbene da sacrilego attendo che qualcuno emani una "scomunica?",un RD che commini un internamento in qualche manicomio criminale? Potrò appellarmi all'ONU, potrò invocare a mia difesa la Dichiarazione Universale dei diritti umani? O l'ostracismo lanciato da depositari delle verità farà di me un morto civili? Dovrò recarci cappello in mano a chiedere grazia e sperare in un reale perdono? Ridicolo questo sig. Vicini, il quale chiude un'impossibile (per lui) discussione, usando le stesse parole del Sig. Casirati, saranno la stessa persona? O forse il sig. Vicini tra i tanti errori definiti refusi, non fosse capace di trovare proprie parole per chiudere in modo elegante il tutto?
Distinti saluti
Dr. Perrucci Antonio
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#8 Giovanni Vicini 2011-07-14 21:59
Suvvia, dr. Perrucci, strumentalizzare così un banale refuso! Che senso ha? Certamente, e nuovamente, non quello di entrare nel merito del nostro comunicato. La validità del nostro assunto rimane infatti inalterata ed oggettiva.
Una cosa, però, la sua risposta la dimostra: non è possibile un contraddittorio serio, corretto e costruttivo. Per questa ragione, per noi la discussione finisce qui. Non desideriamo perdere tempo.

Giovanni Vicini
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#7 Perrucci Antonio 2011-07-14 15:52
Egr. Dir
si scriveva di Passannante di UmbertoI,dell'ordinamento giudiziario basato sul Codice del regno di Sardegna, esteso agli Stati conquistati, dovremo aspettare la riforma del Zanardelli del 1889, ed ecco che ci ritroviamo con un "Francesco II" già re nel 1848,con i neo borbonici che lo accusano di strage.Procedendo di questo passo potremmo arrivare ad Attila, o se il Vicini preferisce ai campi di sterminio nazisti o ai gulag staliniani.Confusione e nel re e negli accusatori.Ulteriore confusione: Passannante avrebbe attentato alla vita del re buono (?) per i fatti di MIlano, il Passannante era già da un decennio ospite di una cella che al soffitto misurava 1,40 metri e il derelitto era alto 1,60 metri.Ma onde rafforzare lo scarso rispetto che viene manifestato verso chi frequenta nobili ballerini o casuali ospiti delle galere lucane,ecco che il Sig. Vicini,"noblesse oblige" definisce il lavoro e l'opera di attori e regista: "un giocattolo ideologico e i relativi incassi dei suoi promotori,,," .Noto che cambiano i tempi, i modi ma certamente resta una costante di casa Savoia e dei suoi rappresentanti la pretesa superiorità (di origine divina e quindi unti dal Signore) e la conseguente spocchia che è comune ai loro comunicati. Quanto al sig. Vicini, non me ne voglia, forse si sentirà anche lui un unto dai Savoia (non direttamente dal Signore, solo ai re)ma con olio di sansa.
Grazie per l'attenzione
Dr. Perrucci Antonio
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#6 Giovanni Vicini 2011-07-14 14:58
Chiedo scusa per il banale refuso. Ovviamente, mi riferivo a Re Ferdinando II. Ringrazio per la precisazione.
Naturalmente, la sostanza rimane...

Giovanni Vicini
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#5 Franco Laricchia 2011-07-14 08:10
Caro Signor Vicini lei è...lontano dalla realtà storica perchè nel 1848 era regnante Ferdinando II. Francesco II salirà al trono solo nel 1859 alla morte del padre.
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#4 Giovanni Vicini 2011-07-13 16:40
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I neoborbonici accusano Re Francesco II di assassinio
Nel mese di giugno è stato proiettato in alcune sale cinematografiche un film dedicato all'anarchico ed aspirante omicida Giovanni Passanante. Va così, di questi tempi, nel nostro povero paese: si propongono figure che nulla hanno di buono, presentandole, almeno a giudicare da quanto riportato da diversi organi di stampa, come degli eroi o degli idealisti che non abbassano la testa. Con buona pace delle regole di convivenza civile.
L'Istituto della Reale Casa di Savoia ha reagito a questo modo distorto di presentare le cose e così la polemica è divampata. Si capisce: il doveroso comunicato rischiava di rovinare il giocattolo ideologico, ed i relativi incassi, ai suoi promotori...
Nelle tante repliche, quasi tutte fuori tema, al comunicato dell'IRCS, campeggia l'accusa di assassino a Re Umberto I, motivata dagli accusatori con i fatti occorsi a Milano nel 1898, che comportarono la morte di 80 persone (inclusi i militari intervenuti per ristabilire l'ordine).
Ma i neoborbonici che cavalcano questa accusa assurda non si rendono neppure conto che si danno la zappa sui piedi. Sì, perché con il loro stesso ragionamento accusano di assassinio anche il loro beneamato Re Francesco II, regnante il quale, a titolo di semplice e singolo esempio, ben 114 reclusi vennero fatti uccidere il 25 gennaio 1848, al Molo di Girgenti (oggi Porto Empedocle), dal maggiore dell'esercito borbonico Ignazio Sarzana. Nessuno dei poveretti era stato condannato a morte da alcun consesso giudicante. All'episodio, che per la sua gravità e gratuità non può neppure essere paragonato ai fatti milanesi, ha dedicato un libro anche Andrea Cammilleri, intitolandolo "La strage dimenticata". Dimenticata, a quanto pare, soprattutto dai neoborbonici!

Giovanni Vicini
Tricolore, associazione culturale
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#3 Perrucci Antonio 2011-07-10 15:34
Egr. Direttore,
confido sulla sua bontà e nello spazio che potrà concedermi per una risposta al Sig. Casirati.
Alcuni anni orsono, tra il PdR Ciampi e il Ministro Castelli, onde chiarire in modo definitivo se concedere la grazia fosse atto sostanzialmente o formalmente presidenziale. La grazia è atto sostanzialmente presidenziale, ovvero è il PdR che la concede in modo autonomo e indipendente da altri poteri. Quindi che UmbertoI fosse unico titolare dell'esercizio di concedere la grazia è molto chiaro. Ovvio che poi tale atto venisse controfirmato dal ministro di giustizia.Quanto agli "standard europei" richiamati dal Casirati, non ho mai letto su alcun testo che quegli "standard" vigessero in Svizzera,in Inghilterra,nell'Impero Austro-Ungarico, salvo che per il Casirati, l'Europa fosse quella fatta da Stati come il Montenegro,vari banati e comunque della penisola balcanica. Quanto a considerare il Passannante un eroe, ebbene ho riletto la mia lettera e in essa ho forse definito eroe il Passannante? Un idealista sì, e ancor più una vittima del sistema di potere e di una giustizia pilotata.Quanto all'ideologia "criminale" del Passannante, non era certo paragonabile a quella di UmbertoI e dei suoi governi. Milano che protestava per l'aumento del pane (cosiddetto sciopero dello stomaco vuoto)si ebbe Bava Beccaris e un centinaio di morti, i fasci sicliani (mai violenti) furono soppressi con altrettanti morti e migliaia di anni di galera.Era un re buono? Forse per il Sig. Casirati, il quale di fronte al crudele trattamento subito dal Passannante e dai suoi familiari (e chissà a quante migliaia di persone) si limita a citare gli "standard" piemontesi e non a inorridire per tanta ingiustizia e prevaricazione verso chi veniva considerato un oggetto e non un soggetto.
Distinti saluti
Dr. Perrucci Antonio
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#2 Franco Laricchia 2011-07-09 21:23
Ancora un bel colpo dell'amico Perrucci.
Per chiosare quanto magistralmente scritto aggiungo una poesia che inchioda la sabauda marmaglia per le stragi di Genova che spinse il re "buono" a decorare il suo feroce generale Bava Beccaris:

Alle grida strazianti e dolenti
di una folla che pan domandava,
il feroce monarchico Bava
gli affamati col piombo sfamò.

Furon mille i caduti innocenti
sotto al fuoco degli armati caini
e al furor dei soldati assassini
"morte ai vili!" la plebe gridò.

Deh non rider sabauda marmaglia
se il fucile ha domato i ribelli,
se i fratelli hanno ucciso i fratelli,
sul tuo capo quel sangue cadrà!

La panciuta caterva dei ladri,
dopo avervi ogni bene usurpato,
la lor sete ha di sangue saziato
in quel giorno nefasto e feral

Su piangete mestissime madri
quando oscura discende la sera
per i figli gettati in galera,
per gli uccisi dal piombo fatal.

Sono onorato di aver sollecitato, in parallelo con i tre cittadini di Salvia di Lucania (nome proprio del comune poi divenuto Savoia di Lucania perchè dopo l'efferato attentato ai danni del re, i notabili lecchini del paese omaggiarono i savoia cambiando nome al loro comune),una petizione in rete per arrivare alla pietosa sepoltura dei resti del povero Passannante nella sua terra. Resti che dopo 100 anni erano ancora "detenuti" nell'unico carcere-museo postmortem del mondo: il cosiddetto museo Lombroso di Torino. Per la chiusura del quale numerosi meridionalisti del sud ci siamo ritrovati a sfilare a Torino l'8 maggio 2010.
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#1 IRCS 2011-07-09 16:04
Mi sia consentita una replica allìintervento del sig. Antonio Perrucci.
La grazia all’attentatore Giovanni Passanante non fu concessa con motu proprio del Sovrano, bensì con Regio Decreto, un provvedimento legislativo simile all’attuale D.P.R. (Decreto del Presidente della Repubblica). A questo alludevo con la frase che il mio detrattore strumentalizza.
Il trattamento riservato a Passanante ed alla sua famiglia non fu certamente umano, come scrivevamo nel comunicato stampa, ma corrispondeva allo standard dei tempi. Anche nella repubblica francese, quella stessa repubblica che il Passanante ammirava.
Ricordo anche che il "codice Zanardelli", che abolì la pena di morte nell'Italia unita, operava in ambito civile, non militare.
Noto infine che il sig. Perrucci evita accuratamente di entrare nel merito del nostro comunicato, che verte sul fatto che un aspirante assassino non può essere presentato, come invece è accaduto a giudicare da quanto riportato da diversi organi di stampa. come “un eroe” o “un idealista che non abbassa la testa”. Passanante perseguiva un’ideologia che prevedeva l’omicidio, cioè un’ideologia criminale.
Grato di una pubblicazione, porgo cordiali saluti.
Dr. Alberto Casirati
Presidente
Istituto della Reale Casa di Savoia
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