
Un ragazzo di adozione professionale casamassimese ci offre lo spunto per tornare a parlare di musica, di jazz stavolta, visto che da poco si è conclusa la settima edizione di “Bari in jazz”, rassegna musicale promossa da Regione Puglia, Provincia e Comune di Bari.
Ci accostiamo alla manifestazione con la curiosità di chi vuol svelare qualche retroscena segreto e inciampiamo in una nota tipicamente campanilistica: Roberto Baratto, 31enne barese trapiantato a Casamassima nelle ore lavorative, da qualche tempo “per campare” si adatta a fare l’informatico, mentre il sogno di una vita è fare il musicista. “Il mio incontro con la musica è stato del tutto casuale – dice – da bambino mi hanno regalato una tastiera”.
Suona come tastierista, appunto, in un gruppo musicale che da 4 anni colleziona primi premi, citazioni e premi della critica, i Camillorè: la fantasia, a loro, certo non manca, la sensibilità sociale nemmeno. I Camillorè interpretano la vita quotidiana col sorriso che spesso manca alla gente comune, ironizzando sulle relazioni famigliari e dando un calcio all’estrema seriosità degli adulti, coinvolgendo i giovani in un’allegria spensierata ma impegnata, un ossimoro che chiarisce il tono irruento e gradevole dell’approccio in combinazione con il sentimento civile dell’abitare la comunità.
“Sono a Casamassima e lavoro con un caro amico – continua – vivo solo per scelta perché ho bisogno dei miei momenti di riflessione e ho una stanza che dedico interamente alla musica. Il mio rapporto con Casamassima: non è un paese che mi ha ispirato molta empatia, è carente di sensibilizzazione nei confronti dell’arte in generale; da cittadino ‘esterno’ vedo che il rapporto con il fenomeno artistico musicale è debole”.
Ma chi sono i Camillorè? Un gruppo che si ispira a un mondo di fantasia, ma le muse ispiratrici di Davide Ceddia, il cantautore, sono il Principe de Curtis e il poeta Edoardo: “tanto tempo fa Re Camillo I, prima di allontanarsi e perdersi nei cieli d’estate, consegnò nelle mani di pochi sognatori le folli chiavi del folk/rock, le ironiche chitarre del jazz e del teatro-canzone”, dichiarano. E ancora: “Da quella magica notte, aedi stralunati e cantautori mascalzoni, guidati dal Principe de Curtis e dal poeta Edoardo, si misero in marcia nel Felliniano Bosco di Sghisghigno, dove tutto si realizza e dove è d’obbligo sognare e brindare alla fantasia”.
Hanno all’attivo già un numero interessante di esibizioni e lo scorso anno sono saliti anche sul prestigioso palco del I maggio a Roma; ora portano in giro per l’Italia l’album ufficiale ‘Non mordere le ali alla cicogna’ ed entro l’anno è prevista l’uscita di ‘Graffi e perle’.
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