Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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IL CIGNO, 7 SPOSE PER 7 FRATELLI CERCA ATTORI E BALLERINI

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33 anni fa nasceva “Il cigno”, l’associazione di danza più antica presente sul territorio e finora ha portato in scena un centinaio di spettacoli. È Giulia Volturno a riferircelo, direttrice e insegnante della scuola dove ha messo i primi passi di danza e dalla quale non si è più staccata, nonostante i sacrifici che comporta il dover essere sempre aggiornati e preparati: “Per me è importante l’informazione e il confronto – ci dice – occorre sempre mettersi in discussione, guai a sentirsi ‘arrivati’, finisce tutto. Amo molto l’innovazione e ogni anno mi invento qualcosa di nuovo”. E ricorda: “la prima volta che ho portato in scena “Cats”, il mio primo musical, abbiamo finito alle 2 di notte, un successo inaspettato. Da allora ho continuato a lavorare studiando, approfondendo il canto, la recitazione, l’interpretazione: è un continuo imparare e insegnare, un ciclo inarrestabile che favorisce la rigenerazione”. Occorre disciplina, soprattutto nel relazionarsi con gli altri, questa è la prima regola che si impara calcando i pavimenti di questa scuola: “Se una compagna sbaglia non sappiamo perché è accaduto, quindi è sbagliato riprenderla in pubblico”, continua l’insegnante che sottolinea quanto sia importante concentrarsi sul comportamento: “è qualcosa che insegno anche a scuola” (durante i progetti Pon, ndr).

Quest’anno “Il cigno” ha portato in scena “Alice in the wonderland” al Palazzetto: oltre 500 le presenze, ma Giulia ricorda gli anni Novanta, quando il teatro permetteva di esibirsi in maniera ‘più emozionale’ (diremmo noi ‘professionale’) e centinaia di persone, abituate a frequentarlo per le stagioni storiche delle grandi compagnie, andava a teatro anche a vedere il balletto. Anche se si trattava del saggio di fine anno di una locale scuola di danza.

Da circa 10 anni “Il cigno” promuove la cultura del musical, da “Il gobbo di Notre Dame” a “La bella e la bestia” a “Peter Pan”, a “Giulietta e Romeo”, a “Pinocchio”, oltre a quelli già citati. Tutto è fatto più o meno “in casa”, compresi i costumi e le pettinature.

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Ma il programma televisivo “Amici” di Maria De Filippi ha una qualche influenza sulla frequentazione dei giovani? Ci viene spontaneo chiedere. “All’inizio sì, poi l’interesse è andato scemando e sono rimasti quelli interessati, ma il fattore positivo è che si avvicinano alla danza persone che ‘sentono’ di voler ballare, pur senza velleità di notorietà”.

Ad accoglierci, nel giorno in cui visitiamo la scuola, incontriamo anche alcuni allievi (quelli più grandi) di Giulia. Sono Giuseppe Rella di 18 anni (balla da 10 anni), Ketty De Iure di 19 (anche lei da una decina), Daniela Vitelli di 22 (da una quindicina), Teresa Fortunato, trentenne (danza da 20 anni) e Valentina Gargano di 25, laureata in lingue straniere e insegnante “in seconda” (collabora con Giulia a tenere le lezioni): tutti si dicono emotivamente coinvolti e decisi a continuare.

Obiettivo dell’anno accademico 2011-2012 è ampliare il coinvolgimento agli adulti in vista del musical “7 spose per 7 fratelli”: “mi farebbe piacere integrarli nel corpo di ballo, ma mi piacerebbe anche collaborare con altre associazioni del territorio”, svela Giulia. E noi ci auguriamo che il messaggio – ormai lanciato – arrivi a destinazione.

Per ifno e dettagli rivolgersi a Giulia Volturno, mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ; T. 349-1381007

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