Una colletta ‘privata’ ha permesso, ieri sera, a un migliaio di persone, di assistere al concerto dei Defunkt, uno dei gruppi musicali funk-jazz-rock più importanti del mondo.
L’orgoglio casamassimese si è percepito chiaro: nel gruppo musicale spiccava la presenza di un concittadino, Rocco Zifarelli, assurto a ‘ranghi superiori’ per aver permesso alla landa provinciale casamassimese di essere annoverata nell’agenda di musicisti abituati ai pubblici di New York, Parigi, Amsterdam, giusto per citarne qualcuno. Joe Bowie, cantante e trombettista della band – nonché fondatore della stessa nel 1978 – ha nominato e ringraziato Casamassima diverse volte, soprattutto come eco all’omaggio gastronomico che gli organizzatori hanno provveduto a disporre in onore della ‘visita internazionale’.
Rocco Zifarelli, il concittadino che da due anni suona nella band dopo un’audizione a Parigi, e che ha fatto da ponte in questa impresa, è anche da 15 anni il chitarrista di Ennio Morricone. Nato a Cisternino ma cresciuto a Casamassima, ora vive tra Roma e Parigi.
C’era il pubblico delle occasioni campanilistiche, qualche anziano signore che – per i ritmi forse un po’ sostenuti – si è ritirato prima della fine, ma c’erano anche, evidentemente, parecchi intenditori. Non è mancato, in chiusura di concerto, l’omaggio al re del pop, Michael Jackson.
La formazione di Bowie, negli anni vicini alla fondazione, ha stimolato una nuova era del jazz-funk, non soltanto rivolgendosi alla descrizione del degrado urbano e dei 'demoni' personali di Joe, ma soprattutto per la fertile reinterpretazione della collisione di stili musicali propri della New York del periodo. Audace, furiosa, chirurgicamente precisa e tagliente, brutalmente onesta e credibile per l’uomo della strada, la musica di Defunkt mise a soqquadro le esistenti categorizzazioni di jazz e funk.
La musica di Joe Bowie, infatti, si ispira a drammi famigliari o cadute sociali, a linguaggi popolari di scene quotidiane e amorosi, a riflessioni raffinate sul colore di quella pelle che ha condannato assai spesso (e forse non è ancora dimenticata la lotta per l’apartheid) il ‘popolo nero’ a subire angherie e persecuzioni, umiliazioni e segregazioni. La liberazione è percepibile e udibile nelle sonorità e nelle irruzioni linguistiche. Il pop-jazz-funk è lo street style, lo stile della strada.
Negli ultimi 25 anni Defunkt ha registrato 15 album e Joe Bowie è divenuto un officiante del funk in ogni angolo del pianeta.
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