Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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DOMANI IL TREKKING A LAMA S. GIORGIO

>trekking s. giorgio

Domani il trekking a Lama S. Giorgio organizzato dalla Coop Csise, nell'ambito del progetto "Oltre l'ostacolo".

Il gruppo trekking partirà dal guado Masseria San Nicola, in agro di Casamassima, alle ore 9.00, in compagnia degli asinelli. Il percorso si snoderà all’interno di Lama San Giorgio, per circa 4 chilometri, durante il quale è previsto un punto di ristoro sito nella dolina Guidotti, per concludersi presso la chiesa dell’Annunziata, in agro di Rutigliano, alle ore 12.30 circa.

Il progetto Oltre l’Ostacolo - finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Pari Opportunità - nasce dalla volontà di creare un momento integrato di attività utili e gradite ai partecipanti.

E’ stato ideato dalla Coop. Soc. C.S.I.S.E. onlus di Triggiano, in partenariato con l’Associazione per disabili “Insieme” onlus di Mola di Bari, sulla scorta di numerose esperienze positive già attuate dal Centro Diurno di riabilitazione psichiatrica, servizio gestito dalla stessa cooperativa in convenzione con la ASL BA, le quali  miravano ad  “utilizzare” l’asino in esperienze sia ludiche che di mediazione riabilitativa.

L’attività  proposta ha visto i partecipanti impegnati, sin dallo scorso marzo, in un percorso formativo di preparazione  al trekking someggiato”.

PERCHE’ IL TREKKING?

Perché non è solo un’attività fisica, ma anche una filosofia di vita, un’utile attività per imparare a vivere in gruppo e ad accettare gli imprevisti. E’ un buon metodo per liberarsi  dalle ansie della quotidianità.

Inoltre, il trekking someggiato in compagnia dell’asino introduce un nuovo concetto di turismo: è un riappropriarsi di tempi e spazi propri dell'uomo. Questo, infatti, spesso perde il contatto con la natura e con tutte le sue più poetiche creazioni, distratto dalla vita quotidiana con i suoi ritmi veloci e le sue preoccupazioni.

PERCHE’ L’ASINO?

Perché appartiene alle nostre radici; animale fortemente simbolico, è parte della nostra storia ed il suo operato è stato prezioso per le generazioni passate.

Altresì maltrattato, incompreso, spesso visto come testardo, andava e va solo compreso: questo, simbolicamente, rimanda al concetto di stigma nei confronti della malattia mentale e delle disabilità in genere.

Perché sa essere calmo, sa “stare”, contenere, accogliere, incuriosire per il suo pelo morbido, per le sue lunghe orecchie e, infine, per i suoi occhi grandi che calmano e inteneriscono.

Perché è un animale che ha ritmi lenti e permette di rallentare,  offrendo la possibilità di incontrare l’altro, di agire sugli sbalzi emotivi e di riscoprire canali comunicativi spesso persi. Quando si lavora con l’asino il linguaggio del corpo è fondamentale: “si deve sentire prima di chiedere”.

L’approccio e la conoscenza dell’asino è stata coniugata con la pratica sportiva del trekking, realizzata all’interno del contesto naturale della Murgia pugliese.

Durane l’attività formativa che ha preceduto l’evento odierno, con i partecipanti si è  realizzato un contesto educativo gradevole, ricco di stimoli, a contatto con la natura che non ha permesso di restare passivi o di isolarsi e ha facilitato processi di cooperazione e di lavoro di gruppo.

Si è partiti con il “conoscere” e “comprendere”  l’asino, le sue esigenze, il suo ambiente di vita, proseguendo con i primi approcci di accudimento gradito all’asino, avvicinamento empatico, di contatto   e di gioco.

Il tragitto, individuato per il 22 ottobre in collaborazione con l'Associazione Lega Ambiente di Noicattaro, si snoderà per “Lama S. Giorgio”, la lama più estesa sul nostro territorio che ne lascia ammirare il paesaggio “originario”, ormai profondamente mutato per via di trasformazioni agronomiche, ma ancora ricco di testimonianze della nostra storia.

Riteniamo importante  il coinvolgimento e la condivisione del percorso con la comunità di appartenenza e le famiglie dei partecipanti, poiché consapevoli che l’essere impegnati in attività gratificanti e vedere queste riconosciute comporta un allentamento delle angosce ed anche del rapportarsi in modo patologico all’interno del proprio contesto sociale, rendendo più facile l’inserimento dell’utente e garantendo una rete di rapporti più equilibrati da un punto di vista emotivo, cognitivo e di gruppo.

Siamo, altresì, convinti e sosteniamo che i percorsi tesi ad attivare la relazione uomo-animale, realizzate a contatto con la natura, sono educative e terapeutiche, poiché insegnano cose che spesso non si ha occasione di conoscere, ristabilendo un contatto con ciò che si è perduto nel tempo, così immersi nella frenetica vita cittadina.

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