
La medaglia riconosciuta dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano quale suo premio di rappresentanza, ha dato lustro alla quinta edizione della mostra fotografica “La Puglia dei Polacchi dal ’44 al ’46: una storia in bianco e nero”.
La ricerca storica di indiscutibile valore, portata avanti dagli organizzatori Gianluca Vernole, Zaneta Nawzote e Stefania Castellano, ha goduto anche del successo di pubblico presente all’inaugurazione dell’evento e nei giorni seguenti di visita, nonché della presenza di personalità politiche e civili polacche e locali.
La permanenza del Secondo corpo d’armata polacco nella nostra Regione, è tornata alla luce attraverso documenti inediti dell’Archivio di stato di Roma, di Varsavia e della presidenza della Repubblica Italiana, fotografie concesse da familiari e reduci, oggetti d’epoca provenienti da donazioni e collezioni private. Preziosa la collaborazione con il Sikorki Museum of London che ha donato una divisa militare originale, con la regione Puglia e con l’associazione Famiglie combattenti polacchi in Italia.
Per rafforzare il legame che unisce la Polonia a Casamassima, giovedì 3 novembre presso la Chiesa Matrice, si è celebrato il matrimonio tra Magdalena Majchrzak e Przemyslaw Kapturski che hanno coronato il loro sogno d’amore nella nostra terra indossando divise militari originali del Secondo corpo polacco. Alta l’attenzione della stampa per l’evento e in particolare della TGR Rai Puglia che, ormai da tre anni, segue con grande interesse la mostra contribuendo a far conoscere una pagina di storia ancora poco nota a molti.

A questa storia di umanità e forti sentimenti, la testata giornalistica dedicherà uno speciale nella rubrica Il Settimanale in onda sabato 12 novembre. E se la mostra è ormai una realtà affermata, gli organizzatori sono già a lavoro per costituire una fondazione italo-polacca che ne salvaguardi il valore e le permetta maggiore visibilità come merita. Il sogno da realizzare poi, rimane il recupero e la riqualificazione delle due baracche presenti nel territorio di Casamassima, unica testimonianza dell’ospedale militare polacco del tempo che a tanti abitanti del posto offrì cure e ricovero, per trasformarle in un museo permanente e contenitore culturale di questa storia che continua a commuovere.
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