
ESCLUSIVO: Un fondo privato nelle disponibilità del Comune di Casamassima per valorizzare Monacelle. Ai nostri microfoni l'assessore regionale alla Cultura, Silvia Godelli
Il nostro suggerimento, mesi fa
L'evento a Monacelle. Lunedì scorso, 7 novembre, ha avuto luogo presso l’ex Convento Monacelle di Casamassima Open day, un evento organizzato dal Servizio Mediterraneo della Regione Puglia e dall’associazione di promozione sociale «Learning Cities», in collaborazione con il Comune di Casamassima, Assessorato alla Cultura e ai Servizi sociali.
Gli “Open days”, le cosiddette “giornate di condivisione”, sono alcuni degli appuntamenti previsti nei sei diversi stati europei aderenti al progetto GOAL, Granting opportunities for active learning (Italia, Bulgaria, Albania, Grecia, Romania e Macedonia) e rappresentano, dallo scorso marzo, momenti di vero e proprio confronto collettivo sul tema caldo dell’immigrazione. Presieduti da enti e organizzazioni del settore, così come da liberi cittadini e dagli stessi immigrati, gli “Open days” si prefiggono lo scopo di dibattere questioni di fondamentale importanza affinché entrino nell’agenda politica dell’Unione Europea.
L’incontro svoltosi lunedì, presieduto, tra gli altri, dal sindaco di Casamassima Mimmo Birardi, dall’assessore al Mediterraneo della Regione Puglia Silvia Godelli e dal presidente di Learning Cities Antonio Massari, è stato scandito da tre diversi momenti.
La prima fase, quella introduttiva e di presentazione degli argomenti oggetto del dibattito, è stata caratterizzata da interventi su questioni che gravitano attorno al mondo dell’immigrazione. Il sindaco di Casamassima, a tal proposito, ha sottolineato la necessità di creare leggi, in un contesto di comunione di intenti, che possano offrire delle risposte concrete a problemi sociali come quello dell’illegalità dato che spesso per gli stranieri giunti nel nostro paese “vivere nell’illegalità significa alimentare quel tipo di mentalità”. Mondo del volontariato quale osservatorio diffuso dei tassi di immigrazione, ruolo di monitoraggio delle dinamiche sociali da parte dei Comuni, lavoro nero, barriere linguistiche, culturali e soprattutto religiose in relazione a tematiche come l’accoglienza e la condivisione, sono solo alcuni degli elementi sociali delineati dall’assessore al Mediterraneo e relativi alla realtà composita degli ultimi tempi offerta dal quadro nazionale e nello specifico regionale. “È inutile girare la testa dall’altra parte. Il mondo va nella direzione della multiculturalità”.

Durante la seconda fase della giornata dedicata all’immigrazione è stato creato un gruppo di lavoro sulle cinque aree tematiche di cui si occupa il progetto internazionale (Dialogo interculturale, Diritto ai servizi pubblici: complessità delle procedure legislative, Accesso al mercato del lavoro, Diritto alla partecipazione politica, Diritto alla casa) di modo da poterne affinare i contenuti e da poter procedere al completamento del documento relativo alle “Raccomandazioni” che verrà sottoposto all’attenzione dell’Unione Europea a Bucarest tra l’11 e il 13 novembre 2011 e poi consegnato entro l’anno nella versione definitiva.
La fase finale, conclusasi verso le 16,30, ha sancito la formalizzazione dei risultati della sessione tematica.
L’iniziativa “Open day”, per i contenuti espressi, avrebbe meritato un’ampia partecipazione di pubblico ma è passata un po’ in sordina forse perché poco promossa e pubblicizzata sul territorio casamassimese. È un peccato, poiché l’obiettivo specifico su cui si erge il progetto GOAL è proprio quello di sperimentare la metodologia dei “gruppi di cittadini” affinché tutti i soggetti sociali, senza alcuna distinzione, possano partecipare alla costituzione di “una Europa più unita, democratica e proiettata verso il resto del mondo, in grado di affrontare la sfida dell’immigrazione come una opportunità per sviluppare una più attiva partecipazione dei cittadini alla vita democratica e accrescere il senso di appartenenza all’Unione Europea, migliorando nel contempo la tolleranza, la solidarietà e la comprensione reciproca”.
Speriamo Casamassima possa presto acquisire una maggiore consapevolezza delle trasformazioni in atto nel tessuto sociale e del suo potenziale talvolta inutilizzato. L’auspicio è in un risveglio dal torpore nel quale, al di là dell’attenzione alle questioni prettamente politiche degli ultimi mesi, il paese appare adagiato.
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