Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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TERRITORIO, MANCA UNA VISIONE DI SVILUPPO

antonello garzoni

L’Italia attraversa un momento storico delicato: a rischio – dicono – la stabilità finanziaria del nostro paese e l’economia reale, quella – per intenderci – della produzione e della ricchezza delle famiglie.

In Puglia, e più specificatamente nel sud est barese, dove Casamassima è collocata, quali sono le evoluzioni degli ultimi anni? Lo abbiamo chiesto ad Antonello Garzoni, preside della Facoltà di Economia dell’Università Lum Jean Monnet di Casamassima. 

Nel 2005 ha studiato il territorio sud est barese e ha pubblicato i risultati della ricerca. Sono passati un po' di anni: cosa è cambiato?

Il sud-est barese non ha una propria caratterizzazione produttiva, come appare in altri territori (dove le logiche distrettuali appaiono prevalenti), ma ha comunque una vocazione chiara in alcuni ambiti: l'agroalimentare (nell'interno), il turismo (prevalentemente verso la costa), alcune attività manifatturiere (nel campo della meccanica e dell'abbigliamento). Ciascun settore ha manifestato una crescente complessità, che provo a riassumere qui di seguito. L'agroalimentare richiede una grande capacità di rispondere alle logiche della grande distribuzione, che pretende qualità, uniformità del prodotto secondo caratteristiche precise, tracciabilità, una certa politica di marchio, un packaging adatto alla conservazione delle caratteristiche organolettiche, una capacità di organizzare la logistica verso le grandi direttrici di consumo (i mercati del nord Italia e del centro-nord Europa). Il turismo, pur avendo una dimensione più locale (le nostre sono spesso micro-imprese) richiede una capacità di attrarre flussi come sistema di aziende e territori, dove la logica di interazione e collaborazione tra aziende turistiche in diverse fasi passa dal miglioramento dei trasporti per i flussi incoming (i turisti che arrivano) e per servizi avanzati di gestione delle nuove tecnologie (presenza su motori di ricerca, presenza su on line travel agencies, miglioramento della qualità dei servizi informativi).

Le attività manifatturiere nell'abbigliamento scontano la difficoltà della competizione del Made in Italy sui mercati esteri, anche in ragione di un aggravamento della catena di costo e di una politica di branding non sempre sviluppata con efficacia. Le attività manifatturiere nel campo della meccanica richiedono un maggiore livello di innovatività per rispondere in maniera diversa e unica a quello che il mercato oggi richiede. Dunque, dal 2005 ad oggi, la situazione competitiva si è ulteriormente complicata, sebbene dal mio osservatorio veda alcune aziende che stanno crescendo, avendo interpretato correttamente i trend sopra descritti compiendo scelte difficili, innovative, di crescita di una politica di marchio e di sviluppo su nuovi mercati. In momenti di crisi, come questo, le aziende che sanno fare ordine al proprio interno e fanno investimenti mirati per rafforzare la propria posizione competitiva all'estero e identificare strategie di focalizzazione evoluta saranno maggiormente ripagate nel futuro.

 

Logistica-agricoltura-turismo-cultura. Potrebbe essere l'architrave sulla quale fondare le nuove politiche di sviluppo per il nostro territorio?

Esiste una dinamica di sistema che porta agricoltura, turismo e cultura a profonde interazioni, quantomeno sulla carta. Una chiara politica di valorizzazione e sviluppo del nostro territorio deve far leva sulle nostre caratteristiche, sulla nostra cultura, che viene sempre più apprezzata dai numerosi turisti che visitano la Puglia. Ciò che sembra mancare è, tuttavia, la reale configurazione di un sistema che vada oltre la politica del campanile; che possa avere la massa critica per farsi conoscere su territori che sono lontani; che stimoli attrazione di nuovi flussi incoming. Questo sarebbe un bene anche per la nostra politica agroindustriale, come lo è stato per la Toscana o per il Trentino. Regioni che hanno saputo affermare una propria immagine al di fuori dell'Italia, di grande importanza per lo sviluppo dell'export di prodotti agricoli (vino, in primis, ma anche olio e altri prodotti tipici). Tuttavia, anche le strutture agroindustriali sono cresciute, in queste regioni, con politiche di sistema e un buon equilibrio tra collaborazione e competizione. Una dinamica sistemica si caratterizza per un approccio moltiplicativo dei propri sforzi dove le pubbliche amministrazioni, le imprese, gli istituti di credito, le associazioni, le comunità lavorano congiuntamente per un obiettivo realizzativo più grande. Oggi, tuttavia, quello che manca, a mio avviso, è proprio una visione di sviluppo del territorio del sud-est barese, che è ancora troppo frammentato per riuscire a imporre una politica aggregante.

Per quanto riguarda la logistica, la Puglia ha sempre scontato uno svantaggio territoriale, collocata in fondo al tacco dell'Italia. Qui il problema risiede nelle infrastrutture, che dovrebbero migliorare in modo rilevante l'appetibilità della Puglia come nodo logistico e porta di ingresso in Europa per il mediterraneo ed in particolare per i Balcani. Tuttavia, le grandi scelte di infrastrutture richiedono tempi attuativi e miglioramenti significativi che non possono essere trascurati, se si vuole pensare ad una politica di rilancio del territorio. Oggi, peraltro, il tema della logistica si coniuga alla parola sostenibilità ambientale e un miglioramento - anche qui - del sistema delle infrastrutture e degli snodi portuali-ferroviari-stradali potrebbe comportare altresì una riduzione del traffico su gomma e un miglioramento anche rivolto all'ambiente. 

 

Biografia

Professore straordinario di Economia aziendale e preside della Facoltà di Economia presso l'Università LUM Jean Monnet di Casamassima, insegna Economia aziendale, Strategia e politica aziendale, e Pianificazione strategica e business planning.

Dal 2009 è direttore del master in Imprenditorialità e Strategia aziendale e membro del comitato di direzione master della SDA Bocconi.

Antonello Garzoni ha pubblicato Imprenditorialità risorse e sviluppo del territorio, edito da Egea nel 2006, nel quale si parla anche di Casamassima.

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