
I Planet Groove, unica cover band italiana del gruppo statunitense Earth Wind and Fire (abbreviato nell’acronimo EWF), nascono nel 2009 da un progetto del casamassimese Riccardo Ottomano (tastiere e voce) e del valenzanese Francesco De Natale (chitarra e voce).
Gli EWF, formatisi a Chicago nel 1969, hanno movimentato la scena musicale degli anni ‘70-‘80 spaziando dal R&B al Funk, dal Soul alla Disco, i Planet Groove portano già nel nome il loro programma: trasformare il pianeta Terra in un pianeta ‘where you can groove’, dove puoi divertirti ballando. Sono stati proprio gli EWF a usare per la prima volta l’espressione groove, che in musica indica una serie ritmica che si ripete ciclicamente, come verbo nella loro celebre Let’s Groove. Il modo di dire "ha un bel groove", intende una musica o un musicista in grado di creare una potente empatia con l'ascoltatore tramite il solo linguaggio ritmico, ed è questo quello che i Planet Groove vogliono fare, desiderano entrare in contatto con il pubblico e farlo divertire ballando la musica degli EWF.
Abbiamo intervistato Riccardo Ottomano, classe 1975, per chiedergli da nove nasce la sua passione per la musica e per il gruppo USA.
Da ragazzino rubai letteralmente a un mio compagno una tastierina sulla quale trascorrevo giornate intere. I miei genitori notando questa passione, a 12 anni mi condussero dall’avvocato Mimmo Orofino che è stato il mio primo maestro di pianforte. Poi, dopo soli due anni, entrai a far parte della prima band con cui componevo brani inediti. Ritengo che quelle prime esprienze siano state un’ottima palestra per la carriera musicale e per la vita in genere.
Quando si è esibito la prima volta in pubblico?
Il primo concerto vero l’ho fatto a 17 anni da solo con la mia tastiera e con la mia voce. Cantando in quegli anni ho scoperto di avere una buona capacità vocale che è andata migliorando grazie alle numerose serate. Esibirsi sul palco resta il miglior esercizio che un musicista possa fare per vincere i timori e per perfezionarsi.
Parliamo del progetto Planet Groove, quando nasce e come?
Il progetto nasce tre anni fa dopo un lungo periodo in cui suonavo prevalentemente da solo o con formazioni occasionali di due, tre elementi. Confidandomi con Francesco De Natale, emerse il desiderio di ritrovarsi per suonare in un gruppo la musica preferita. Così abbiamo deciso di mettere su una cover band perchè la maggioranza dei locali, ahimé, preferisce queste ai gruppi inediti. Però ci siamo sempre obbligati ad eseguire brani ricercati come Casiopea, Level 42, Supertramp, brani di musica suonata per mettere in luce le nostre doti. In un secondo momento, verificando il consenso del pubblico per i brani degli EWF abbiamo deciso di focalizzarci su questi e Stevie Wonder. A fine 2010 il progetto ha preso una rotta ben più definita diventando un tributo ai soli EWF, anche perchè abbiamo scoperto di essere i soli in Italia.
Il nome scelto non è il titolo di una canzone degli EWF, cos’è?
Abbiamo immaginato di fondare un nuovo pianeta sul quale ci deve essere solo il meglio della musica, almeno quello che secondo noi è il meglio. Una musica che deve prendere il pubblico, farlo divertire e farlo ballare. Ai nostri concerti si ascolta buona musica e si balla molto.
Noto molta umiltà nelle sue parole, qualità rara purtroppo nei nostri giorni.
Penso che l’umiltà sia fondamentale per continuare a crescere e a migliorarsi. Io sono in costante ricerca ed esercizio. Preferisco ripetermi di non saper fare nulla per puntare sempre più in alto.
Avete difficoltà nel trovare serate?
Non è semplice perchè pochissimi gestori dei locali conoscono il gruppo statunitense, la maggiorparte delle volte siamo costretti a canticchiare i brani più celebri come Let’s Groove o Boogie Wonderland per far capire di chi si tratta. Oltre ai pezzi più popolari gli EWF hanno composto brani stupendi e difficilissimi, la nostra mission è far conoscere gli EWF nella loro completezza e gli amanti del funk, soul e R&B non possono non apprezzare i nostri concerti.
Nel 2010 siamo stati chiamati ad esibirci al Cross Roads di Roma, locale dove si sono esibiti, fra gli altri, gli Yes, Frank Gambale e i Marillion. A fine 2011 il club romano ha ospitato la band del chitarrista degli EWF, Al McKay, e quindi per noi non c’era spazio, ma quel concerto è stato fenomenale.
Avete mai visto dal vivo gli Ewf?
Gli EWF continuano a suonare, fra non molto uscirà il loro nuovo album, ma in Italia non vengono mai con la loro formazione originale. Personalmente però ho assistito al concerto del chitarrista Al McKay con un’altra formazione. Proprio per la difficoltà di ascoltare dal vivo le canzoni degli EWF ci siamo convinti della riuscita del progetto.
Qual è il target dei vostri concerti?
Il pubblico va dai 30 anni in su, ma ci capita spesso di trovare dei ragazzi più giovani, prevalentemente musicisti. Chiaramente nei locali trovi tutti i generi di persone e senza presunzione dico che ballano tutti.
Quand’è il vostro prossimo live?
Siamo questo venerdì, 20 gennaio, al Ueffilo – Cantina a sud di Gioia del Colle. Mi auguro davvero che siano tanti i casamassimesi che verranno a sentirci. Mi piacerebbe avere il loro sostegno.
La formazione attuale dei Planet Groove è:
Riccardo Ottomano – voice and keyboards
Francesco De Natale – voice and guitar
Bruno Tassone – saxophone
Diosvany Hernandez – trumpet
Beppe Sequestro – bass
Felice Di Turi – drums
PLANET GROOVE – unico tributo agli Earth Wind & Fire in Italia
Sito Internet: http://www.planetgroovetribute.com/
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