Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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“La vita oltre la vita: oltre i confini dell’esistenza umana”

Casamassima- “La vita oltre la vita oltre i confini dell’esistenza umana”-Giuliano Falciani

 

Articolo pubblicato su “La Voce del Paese” in edicola la settimana scorsa

La conferenza di Giuliano Falciani: "Una testimonianza che dona speranza".

 

Puntuale come un orologio svizzero, alle 20.30 del giorno 30 ottobre u.s., il relatore pisano Giuliano Falciani, ha preso il microfono e con una naturalezza sorprendente, ha cominciato la sua conferenza su un tema che ha affascinato e catturato le circa cento persone presenti nel meraviglioso edificio barese “La Casa del Mutilato”. Il sorriso dolce e pacato del ricercatore e relatore nel campo delle scienze umanistiche, filosofiche e spirituali, ha condotto una sala gremita, ad affrontare un tema molto delicato ed anche molto discusso quale la morte come linea di confine tra il nulla o la prosecuzione di qualcos’altro.

 

L’oratore ha infatti cominciato ponendo alla platea la domanda: “chi ha paura della morte?” Ad essa è seguita una risposta per alzata di mano e buona parte dei presenti aveva il braccio sollevato. Molti altri, per fortuna, avevano il braccio abbassato ma desiderosi di comprendere quanto Giuliano Falciani aveva da dire.

Subito Falciani ha specificato la buona notizia e cioè che non bisogna temere la morte in quanto essa è un evento naturale non solo del corpo umano che nasce, si sviluppa e si deteriora col tempo ma anche dell’anima che decide di intraprendere l’avventura terrena per imparare delle lezioni, per evolvere e comprendere, per provare emozioni quali gioia e dolore ed infine ritornare alla forma iniziale ovvero energetica, più ricca, più consapevole e certamente diversa. Tutto questo a patto che si siano portate a compimento tutte le prove, tutti i compiti, tutte le situazioni che la vita di ognuno di noi deve affrontare e che pare siano individuate ed inserite nel nostro progetto di vita ancor prima di nascere. Se questo non dovesse avvenire e quindi se si dovesse lasciare qualcosa di irrisolto o non si sia riusciti a superare certe difficoltà, certe situazioni che si sono, poi, evitate, allora Falciani, paventava la possibilità di un ritorno in un'altra vita che presenterebbe lo stesso nodo da sciogliere affinché l’anima stessa non lo risolva. Di qui, dunque, la possibilità di incarnarsi diverse volte in quanto, una vita sola non sarebbe sufficiente per imparare tutto quello che c’è da imparare. A supporto di questa tesi, il ricercatore ha comunicato che a seguito di ricerche effettuate, leggendo i principali testi sacri di tutte le religioni è emerso un unico denominatore comune ovvero l’immortalità dell’essere, dell’anima. Pertanto se l’anima è immortale e dunque esiste da sempre e per sempre, come è possibile credere che con la morte finisca tutto? Finisce solo una parte della storia, un ciclo che comincia e finisce per diversi motivi (perché si è appreso quanto necessario, perché è il momento di tornare alla forma originaria ed altri). E dunque al momento del trapasso, così temuto dall’uomo, ci sarebbe una coscienza che continua ad esistere e a vedere tutto quello che succede attorno (molti, infatti, sono i casi di NdE – Near Dead Experience -  ovvero di premorte che ormai si ascoltano dai mass media), a provare un senso straordinario di leggerezza e beatitudine mai provate prima, incontri con entità di luce ed infine il film della propria vita che viene rivisto dal primo vagito all’ultimo respiro. L’anima che trapassa rivedrebbe, dunque, tutta la sua vita in un’ottica di autoanalisi e non di giudizio altrui (né tanto meno di Dio), nella quale, ormai onniscente, l’anima prova le emozioni generate dalle sue proprie azioni e quelle generate nelle persone che sono state coinvolte da quelle azioni o parole. Dunque l’anima prova anche i sentimenti che una persona, nei confronti della quale abbiamo sbagliato, ha provato. In base a questo processo, le persone che sono “tornate indietro”, rientrano nel corpo, trasformate e desiderose di correggere i propri errori, di mettere a disposizione dell’umanità la loro nuova conoscenza e coscienza e immancabilmente di aiutare gli altri.

 

In tutto questo discorso, Giuliano, il quale ha il dono di vedere oltre questa dimensione e comunicare con il più vasto universo, non ha mancato di raccontare esempi e aneddoti o esperienze particolari vissute in prima persona da lui in modo naturale e non a seguito di incidenti o traumi. Avendo avuto la possibilità di “affacciarsi” oltre quel limite, Falciani, ha spiegato che “l’oltre” assume le fattezze di come noi stessi lo vogliamo vivere e vedere pertanto alcune coscienze lo visualizzeranno come un giardino coloratissimo, altre lo assimileranno ai loro luoghi natii sulla terra, altre ancora come un paesaggio marino e così via. Tutti “luoghi” nei quali continuare a fare le cose che si amava fare in vita (es. dipingere, cantare, danzare, scrivere, addirittura per gli animali correre e scodinzolare) o fare cose che non si è riusciti a fare. Insomma una dimensione di libertà profonda dell’essere.

 

Falciani, infine, ha concluso la sua relazione esortando il pubblico a vivere la vita fino in fondo, nella serenità e nella felicità, perché l’avventura terrena è una proiezione di quella beatitudine che si prova quando ancora non si è incarnati e pertanto quando un essere umano, dopo i nove mesi di gestazione, viene alla luce, la gioia per questa nuova anima che sperimenterà la materia in tutte le sue sfaccettature, è incontenibile sia per gli esseri umani che per le entità celesti e per l’universo intero.

 

Per chi non fosse riuscito a seguire Falciani nella sua conferenza barese, alla quale sono seguite altre due conferenze pugliesi a Lecce e Brindisi, non c’è motivo di rimpianto in quanto il ricercatore ha comunicato che sarà di nuovo in Puglia nei primi giorni di marzo 2016.  Grazie alla disponibilità e sensibilità della Presidentessa provinciale dell’Associazione Nazionale fra Mutilati & Invalidi di guerra – Sezione di Bari – dott.ssa Anna Dentamaro ed il Presidente Regionale Avv. Nicola Bufi,  disposti ad accogliere il grande Conferenziere nuovamente nella storica sede testè citata, comunichiamo che Giuliano Falciani sarà di nuovo a Bari precisamente il giorno 4 marzo 2016 ore 20:00 (per tutte le info, visitare il sito: www.associazionesaras.it).

 

I riflettori si sono spenti con l’augurio agli ascoltatori, tutti presenti fino a notte fonda, di una buona notte e l’augurio di alimentare la  speranza della “vita oltre la vita” così come descritto e declamato anche in una lirica della poetessa bitontina Mariella Cuoccio che ha avuto l’onore di affiancare il suo amico e conferenziere Giuliano Falciani e condividerne contenuti, esperienze e speranze.

 

 

 

                                                                                                  Mariella Cuoccio

 

 

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