Lunedì 18 Novembre 2019
   
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Le conferenze all’Unitre: dall’EAAP all’AQP

Rosa Rizzi 2

Dall’Ente Autonomo Acquedotto Pugliese all’Acquedotto Pugliese S.p.a.

Interessantissima e coinvolgente è stata la conferenza tenuta lo scorso 15 aprile dalla chiarissima relatrice Rosa Rizzi. Numerosissimi i partecipanti, tra i soci e i concittadini convenuti nell’aula didattica della sede Unitre di Casamassima.

L’incontro si è svolto in un clima sereno e molto partecipato ed è stato naturale, da parte della relatrice, prendere per mano i presenti e condurli in uno storico e umano percorso inerente l’intera vicenda dell’acqua come bene primario, ma indispensabile per lo sviluppo di una terra sitibonda come appunto la nostra meravigliosa Puglia.

Dal sapiente ed esaustivo excursus si sono svelate tutte le vicissitudini, gli insuccessi, le delusioni, ma anche i successi e le grandi soddisfazioni di un’opera dell’ingegno umano veramente grandiosa. Si riporta la relazione che la stessa Rosa Rizzi ha voluto sintetizzare come segue.

LA PUGLIA E LA SUA ACQUA

Il grande poeta latino Orazio, duemila anni fa, definì la Puglia, nostra regione, come Puglia assetata (Apulia siticulosa)! Infatti la Puglia quasi interamente sprovvista di fiumi nel corso della sua “vita” ha sofferto la sete. Per secoli i pugliesi hanno in qualche modo rimediato ricorrendo all’acqua piovana raccolta in pozzi privati o in pubbliche cisterne. Ma, spesso l’acqua non era potabile e pertanto di frequente succedeva che tra le popolazioni si diffondessero gravi epidemie che decimavano la popolazione (peste, colera, tifo). La situazione diventava, poi, tragica nei periodi di siccità perché oltre ad accrescere la sete, la siccità distruggeva il “mondo” dell’agricoltura con i suoi prodotti apportando solo fame e miseria.

Rosa Rizzi 1

Il tragico problema della sete è stato risolto nel primo decennio del XX secolo attraverso la realizzazione di una delle più grandi opere di redenzione sociale compiuta da ingegnose menti e dalla mano dell’uomo: l’Acquedotto Pugliese, che a tutt’oggi rimane il più grande del mondo.

Il prezioso “oro”, l’acqua lo si andò a “prendere” alle sue sorgenti da un fiume del versante tirrenico, il Sele, e lo si costrinse mediante tubi e gallerie (tutti di grandissima portata), a devolvere le sue acque al versante adriatico. Per far ciò si costruì una gigantesca conduttura sotterranea che, si dirama in una fittissima rete di canali minori e di gallerie sviluppandosi, complessivamente per una lunghezza di quasi 3.000 Km. Apponendo il tutto in un grafico, ne vien fuori una intensa mappatura a mo’ di reticolo di vene ed arterie, perché l’Acqua dell’Acquedotto Pugliese, si diffonde nel corpo della Puglia al pari del sangue che circola nel corpo umano, dandogli forza e benessere.

L’Acqua vivifica in Puglia quasi 400 paesi (tra grandi e piccoli), con una popolazione complessiva di quasi 4 milioni di abitanti. Dal Gargano al Capo di S. Maria di Leuca, l’Acqua giunge preziosa in tutte le case.

A conclusione va annotato che il su indicato colossale lavoro dell’Acquedotto Pugliese, iniziò nel 1906 e fu ultimato nel 1939. Nell’aprile del 1915, a Bari in P.zza Umberto l’Acqua dell’Acquedotto Pugliese alimentato dal fiume Sele, zampillò per la prima volta in Puglia con uno splendido gettito dalla monumentale fontana.

Giuseppe Emilio Carelli
Rosa Rizzi

Foto di Nietta D’Innella - UNITRE

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