Martedì 10 Dicembre 2019
   
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Ecco a voi il racconto del musical “Footloose” di Erika Colella della 3A F

Musical (2)

La Scuola Media “D. Alighieri” ottiene successo per la messa in scena di un film cult degli anni ’80 in inglese

“Siete pronti a salutare il nostro Ren, giovani di Chicago?! Allora fatevi sentire!” E così il protagonista lascia per sempre la sua città natale e si trasferisce a Bomont: “Bomont? Where the hell is Bomont?!”, è quel che tutti si chiedono. Insomma, dove caspita si sta trasferendo il nostro playboy? Dopo che il padre di Ren se n’è andato via di casa, per Ethel, la sua mamma, non c’è altra soluzione se non farsi aiutare da sua sorella. Come? Trasferendosi in una cittadina di provincia.

“Cavolo, quanto è bigotto questo posto?” pensa Ren, sconsolato, seduto tra i banchi, durante la cerimonia domenicale. Sì…dalle discoteche di Chicago alla parrocchia di Bomont che, in effetti, non è una città accogliente. Tutti se la prendono con lui e lo accusano di azioni che non ha mai compiuto. Inoltre, ecco a voi una bellissima notizia: qui a Bomont non si può ballare da quando quattro ragazzi, rientrando da una festa fuori città, sono morti in un incidente stradale. Tra loro vi era il figlio del Reverendo Moore. Già…il Reverendo: “Lui è il potere! Lui è la legge!” È proprio lui che ha deciso di bandire il ballo, la musica e il divertimento, diventando più chiuso di cuore, anche con la sua giovane figlia Ariel che, bella e ribelle, fa perdere la testa al nostro protagonista. Non ve l’avevo detto? C’è anche una storia d’amore in serbo per il caro Ren, al quale però queste condizioni e regole non stanno bene. Così, il nostro protagonista sfiderà Bomont, il Reverendo ed il consiglio cittadino per poter organizzare un ballo per i ragazzi dell’ultimo anno del liceo.

Bene, questa è la trama di “Footloose”, film cult degli anni ‘80. Da tre anni a questa parte è tradizione, nella scuola media Dante Alighieri di Casamassima, l’organizzazione di un musical in inglese e quest'anno, penso si sia capito, abbiamo rappresentato proprio “Footloose”. Combinando elementi della versione stage e di quella cinematografica, abbiamo messo in scena uno spettacolo dal titolo “Cut Loose”. “Coff coff” - scusatemi, posso essere meno formale? No perché io mi sto annoiando. Dicevo, era ora che facessimo il musical! Dopo il successone di “Grease” dello scorso anno, tutti volevamo far parte di qualcosa di così “woow”. E con due mesi di ritardo, finalmente i casting sono stati aperti. Avete capito bene, “C-a-s-t-i-n-g!”. Non siamo di certo a XFactor, ma anche da noi servivano i migliori. Ecco a voi una piccola descrizione dei provini. “Aiuto adesso mi chiama, fammi ripetere questo”, “Cosa devo fare? E se lo faccio male? Non è che non va bene?”, “E se sbaglio?": erano i pensieri che tormentavano tutti. Arrivato il fatidico giorno, ci presentiamo tutti un'ora prima. E poi… delirio! Tutti che provavano, con il calore che percorreva tutte le tue vene per l'emozione, nonostante fuori piovesse a dirotto, emozioni uniche.

Una volta entrati nella stanza del “terrore”, ossia “l'aula casting”, c'è stato un freeze momentaneo. Io mi aspettavo soltanto l’organizzatrice, la professoressa Palma Loré, non quattro professoresse. Senza troppi se e senza troppi ma superiamo anche questa. E poi abbiamo aspettato, ansiosamente, molto ansiosamente, fino a quando gli elenchi degli ammessi al progetto sono stati pubblicati e l'atmosfera si è rilassata “circa del tanto %”.

Quindi, primo step fatto, passiamo al secondo: gli incontri che servivano a stabilire il personaggio che avremmo dovuto interpretare. Chi più chi meno eravamo tutti in imbarazzo. Sembrava fosse una riunione degli Alcoolisti Anonimi, poiché eravamo tutti seduti in cerchio. Eravamo tutti degli sconosciuti riuniti in una stanza, pochi si conoscevano o provenivano dalla stessa classe. Col tempo però abbiamo avuto le nostre parti e abbiamo iniziato a fare amicizia. Abbiamo conosciuto le nostre stranezze, i nostri difetti e i nostri pregi e stiamo parlando anche per lei, Miss Lorè! Abbiamo trovato l'ago nel pagliaio, anche lei ha dei difetti! Beccata! Cioè, voglio dire, è un po' folle, qualche volta, soprattutto quando la facciamo arrabbiare. Ma è normale, per seguire una banda di pazzi, il capo deve essere tostissimo. Pian piano, il nostro gruppo di attori, ballerine, ginnaste e cantanti è diventato affiatato. Siamo diventati tutti bravissimi, tra prove, consigli, grida, minacce… e anche qualche complimento!

È stata un’esperienza assurda, sentirsi parte di un progetto così importante è indescrivibile. Innanzitutto devi essere responsabile di ciò che fai, serve tanta preparazione. Devi recitare in tutti i momenti in cui sei in scena, sapere quando entrare e quando uscire, ricordare le battute, non sbagliare l'intonazione quando canti, conoscere a memoria il testo, sapere perfettamente i passi delle coreografie e recitare anche quando balli. Probabilmente mi sono dimenticata anche qualcosa, ma ciò che voglio dire è che serve molta più preparazione di quel che si pensa, è complicato. Però per un buon risultato ne vale la pena.

Aiuto! È arrivato il 7 giugno, il giorno del musical! Nessuno può capire che ansia, nessuno! Di mattina ci siamo svegliati e sembrava fosse l’alba dei morti viventi. Siamo pure dovuti andare a scuola! Arrivato il pomeriggio, tra un gridolino di gioia mischiato ad ansia, andiamo al teatro dell’Ipsia “Luigi Santarella” di Bari, circa due ore prima del fatidico spettacolo. Abbiamo provato qualcosina per riscaldarci e poi le porte del teatro si sono spalancate. Oddio, c’erano 255 persone in quel teatro, tra cui i nostri professori. H-e-l-p!

Il musical? È andato alla grande! L’ansia, una volta saliti sul palco, è sparita del tutto, lasciando il posto all’adrenalina. Eravamo tutti pieni di energia e sorridenti. Ognuno di noi ha dato il massimo.

L'ottimo risultato che abbiamo ottenuto non è stato solo merito nostro, ma anche del lavoro degli scenografi, che hanno realizzato oggetti scenici con grande creatività e precisione e che hanno passato tutto il tempo dello spettacolo dietro le quinte, al buio, con l’ansia di portare in scena gli oggetti giusti al momento giusto. Ma sono stati bravissimi e velocissimi. I cambi di scena a sipario aperto sono stati la chicca del musical di quest’anno. Merito dei ragazzi e del loro leader, la professoressa Elisabetta Fasano.

Per concludere, posso dire con orgoglio che la nostra è stata un’avventura fantastica. Tutti siamo stati super-felici, abbiamo creato una grande famiglia, un gruppo unito da un unico intento: rendere i nostri genitori e i nostri professori fieri di noi! Le emozioni provate ci mancheranno molto. È stata una delle esperienze più magiche della nostra vita.

ERIKA COLELLA

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