Domenica 25 Agosto 2019
   
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I migliori diplomati di Casamassima

100 casamassima 2019

Nomi, volti e interviste al nostro futuro

Con l’inizio di agosto sentiamo tutti aria di ferie, relax, vacanze. Che siano al mare, in montagna, in qualche capitale del mondo o semplicemente fuori dal contesto lavorativo, abbiamo bisogno di staccare la spina dalla routine quotidiana e dalla frenesia dei risultati da raggiungere.

Ma c’è una categoria di persone della nostra comunità che la beata sensazione del ‘dolce far nulla’ la sta provando già da un intero mese e al contrario nostro vede agosto come il mese della ripresa degli studi e dell’ansia in vista di qualcosa di molto grande in arrivo da settembre. Parliamo dei giovani e delle giovani che si sono diplomati quest’anno e in particolare abbiamo scelto di intervistare i ‘cervelloni’, quei ragazzi che hanno ottenuto il massimo dei voti agli esami di Maturità dell’anno scolastico 2018/2019.

Al momento pubblichiamo nomi, volti e interviste dei primi quattro ‘geni dello studio’, ma sappiamo che nel nostro paese ce ne sono altri. Ci farà piacere parlare di loro anche a settembre, quindi continuate a segnalarceli!

Ecco che, dopo gli auguri e le doverose congratulazioni, abbiamo raggiunto in vacanza Davide Borreggine, Costantino Fortunato e Francesco Pinto, tre fiori all’occhiello fra i nostri giovani, e a loro abbiamo chiesto un commento generale sull'esperienza dei 5 anni al Liceo, un commento sugli esami di maturità, sogni per il futuro e progetti a breve termine.

 

Davideo Borreggine

Davide Borreggine, 100 al Liceo scientifico “Simone-Morea” di Conversano

“In maniera complessiva i cinque anni sono stati un insegnamento di vita, la scuola che ho frequentato mi ha permesso di avere una preparazione globale. Il biennio è stato affrontato da me in modo superficiale non avendo compreso la difficoltà degli studi che avevo deciso di intraprendere. Non è stato neanche facile ambientarsi ad un nuovo sistema. La differenza dalle scuole medie è notevole. L’approccio è stato difficile. Dal terzo anno invece ho compreso il giusto metodo di studio e ho compreso anche ciò che gli stessi professori richiedevano da noi, è stato l’anno della svolta, l’importanza dei voti era propedeutica al risultato finale e per me è stato uno stimolo in più studiare di anno in anno per avere un risultato dignitoso al termine del percorso. Il raggiungimento massimo dei crediti era divenuto per me la motivazione per studiare con maggiore intensità, entrare con profondità nelle lezioni che intanto divenivano sempre più complesse. Al quinto anno, invece, ho raggiunto una maggiore consapevolezza di ciò che mi aspettava. Però le difficoltà non sono mancate e anche cambiare diversi professori durante gli anni non mi ha aiutato.

Gli esami di maturità sono al centro dell’intero quinto anno, però personalmente ho realizzato la vicinanza solo a inizi giugno e questo mi ha permesso di arrivare senza troppa ansia. Non mi mancherà svegliarmi la mattina presto e ripetere per tutto il giorno qualcosa che non sapevo neanche come sarebbe stato. Gli esami in generale sono stati un’esperienza molto importante, soprattutto il parlare avanti ad una commissione che non ti conosce, non sa chi sei, ma in poco tempo deve valutare il tuo sapere, la tua esposizione, il tuo carisma e carattere. E questo in ottica universitaria mi servirà molto. Quest’anno hanno modificato gli esami ad anno in corso e questo ha creato ansia nei docenti in primis e di conseguenza anche negli studenti. Non era chiaro come si sarebbe dovuto svolgere l’esame orale. Le tracce di italiano non erano troppe complesse, ho scelto il testo argomentativo e filosofico che riguardava il post seconda guerra mondiale e guerra fredda e ho parlato del progresso scientifico dell’uomo che non è coinciso con un progresso morale. La seconda prova prevedeva l’ingresso della fisica nell’esame di matematica, ma non l’ho trovato impossibile da svolgere. La difficoltà era più nella novità. Dal punto di vista emotivo il 29 giugno, ultimo giorno dei miei esami, mi è stato difficile credere di aver finito. Il passaggio dall’intensità dello studio ad uno stato di totale relax è stato quasi traumatico. Sono assolutamente soddisfatto del risultato conseguito, specie se considero il mio percorso dei cinque anni, tutte le dinamiche dell’ultimo anno e dei cambiamenti avvenuti per gli esami. L’ansia è stata una costante. I professori dei Licei sono davvero esigenti, quindi le ore di studio erano tante.

Il mio sogno non riguarda ciò che voglio diventare perché ancora non lo so esattamente, vorrei avere un ruolo prestigioso per contribuire con la mia conoscenza e future competenze nella gestione della nostra società. Riconosco che devo mantenere un certo atteggiamento verso lo studio.

A breve inizierò a studiare per i test di ingresso, non ho ancora deciso se Ingegneria gestionale al Politecnico di Torino o Bari, o se andare a Trento per studiare Economia, la prima Università in Italia in questo settore, dipenderà anche dai risultati dei test.”

 

Costantino Fortunato

Costantino Fortunato, 100 al Liceo scientifico “R.Canudo” di Gioia del Colle

“Gli anni del liceo hanno rappresentato per me un percorso di crescita non solo sul piano della formazione individuale ma anche su quello delle emozioni. La scuola è stato un luogo di incontri, di discussioni di tematiche attuali, problemi matematici ma anche filosofici. Tutto questo ha contribuito a farmi diventare la persona che sono oggi.

Gli esami di maturità sono stati portatori di un cambiamento; io penso che i cambiamenti non debbano spaventarci, al contrario bisogna cercare di coglierne gli aspetti positivi e fare leva su quelli per raggiungere il miglior esito. Indubbiamente ci vuole anche molto impegno, serietà e costanza nello studio. I giorni delle prove sono stati intensissimi di emozioni, tensione, paura ma anche consapevolezza della fine di questo percorso scolastico.

Per quanto riguarda l’esito, sono felicissimo e pienamente soddisfatto ma la gioia più grande è quella di aver acquisito molte capacità che mi consentono di vivere appieno nella società come sostenere dialoghi e condividere idee con gente più grande di me.

Il mio sogno è quello di viaggiare tanto e venire a contatto con culture diverse dalla nostra come quella asiatica.

A partire da settembre inizieró a studiare Economia, una facoltà che mi consentirà di guardare ad ampi orizzonti lavorativi.”

 

Francesco Pinto

Francesco Pinto, 100 e lode al Liceo scientifico “A. Scacchi” di Bari

“Comincio dicendo che questi sono stati 5 anni fantastici in cui ho avuto la possibilità non solo di costruirmi un futuro, ma soprattutto di conoscere persone che non vorrò e non potrò mai dimenticare. Molti pensano che il liceo sia una scuola difficile e che costringa i ragazzi a uno studio matto e colossale, ma in realtà se affrontato con giusto impegno e motivazione regala enormi soddisfazioni. Sono il primo a dire che non c'era un giorno in cui fossimo liberi da interrogazioni, compiti o quant'altro eppure la sensazione di ansia e paura prima di una qualsiasi prova mi mancherà.

Quest'anno ho affrontato il nuovo esame che in realtà risulta assai più facile rispetto al precedente, ovviamente mi riferisco per chi studia con costanza, poiché premia il percorso di tutto il triennio e non solo l'ultimo anno. L'esame in tutte le sue tre parti è stato da molti temuto e quasi evitato, ma la felicità che si prova ad uscire dall'aula al termine dell'orale è impagabile e non me ne dimenticherò mai. Ancora non ci credo di essere uscito con 100 e lode se devo essere sincero tuttavia provo un misto di soddisfazione e paura, perché dovrò lasciare la mia casa e il mio paese per andare all'università al nord. Io vivo a Casamassima da 18 anni, un paesino si piccolo ma che mi ha reso quello che sono e lasciarlo mi rattrista, però questo è l'unico modo per costruirmi un solido futuro studiando all'università.

Il mio sogno era di fare l'astronauta, ma con il passare del tempo sono cresciuto e ho mostrato un interesse sempre più marcato per la matematica tanto da sceglierla come materia di laurea. Il mio unico obiettivo da qui a settembre è superare il test per la facoltà, un esame si complesso ma che spero supererò come tutto il resto.”

 

Piero Marotti

Piero Marotti, 100 al Liceo scientifico “ Simone-Morea” di Conversano

“Sono stati 5 anni bellissimi ma anche molto impegnativi. Un buon voto finale é indubbiamente specchio del percorso generale , non é solo legato al risultato degli esami, quindi é importante impegnarsi durante tutto il quinquennio . Ho studiato 4 ore al giorno in media cercando di non togliere mai tempo ad altri aspetti fondamentali nella vita di un adolescente, come gli amici e lo sport.

Gli esami nuovi di Maturità puntano molto sulle capacità oratorie di uno studente e su quanto ha studiato negli ultimi 3 anni. Una pecca è stata il fatto di non essere stati preparati ad afforntarli, ad esempio la seconda prova di matematica e fisica insieme prevedeva un approccio diverso rispetto agli anni precedenti. Le due simulazioni fatte durante l’anno, a casa, erano totalmente diverse, molto più semplici. La prova finale l’ho trovata molto dura. L’orale poi punta tutto sulle capacità oratorie e dipende anche molto dal tema che si trova nella busta, il ragazzo si deve adattare ad una situazione incognita.

A settembre mi iscrivo a Marketing e management, ramo di Economia, e poi vorrei specializzarmi o fare un master in Fashion management per lavorare nell’industria della moda. Anche se attualmente anche lavorare in banca non mi dispiacerebbe. Amo la matematica. La soddisfazione del 100 allo scientifico è enorme, anche se mi rendo conto che alla fine non serve a molto per il futuro e neanche per le tasse universitarie. É un voto che mi rende felice ma non indica nulla sulla mia persona, non siamo il nostro voto di maturità ma quello che abbiamo imparato durante i 5 anni, la cultura accumulata e le esperienze fatte. Il liceo mi ha permesso sicuramente di avere una conoscenza globale e questo vale: la formazione acquisita in tutte le materie e che ci permette di affrontare qualsiasi università.”

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