Domenica 25 Agosto 2019
   
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L’Archeoclub rinnova l’appuntamento con la notte più stellata dell’estate

Statua di San Lorenzo

Festa di San Lorenzo 2019 in collaborazione con le parrocchie Santa Croce e Santa Maria Delle Grazie

L’Archeoclub d’Italia, sede di Casamassima, è lieta di invitare la cittadinanza a partecipare alle manifestazioni religiose e folcloristiche che si svolgeranno venerdì 9 e sabato 10 agosto presso la Badia di San Lorenzo situata in via Turi al kilometro 2.

Il fitto programma di iniziative avrà inizio venerdì 9 agosto, quando dalle ore 18 i soci dell’Archeoclub saranno a disposizione di chiunque volesse visitare la badia. Alle ore 20, seguirà la proiezione del film “L’albero degli zoccoli” di Ermanno Olmi. Alle ore 6 di sabato 10 agosto, il suono della bassa musica aprirà ufficialmente i festeggiamenti in onore di San Lorenzo. Mezz’ora più tardi, alle ore 6.30, don Carlo Lattarulo e il padre domenicano Savino Somma celebreranno la prima messa del giorno. La celebrazione eucaristica della sera, alle ore 19, sarà officiata invece da Padre G. Distante, priore della Basilica di San Nicola di Bari.

L’Archeoclub ha ricevuto in affido l’immobile dalla Basilica di San Nicola di Bari, che ne è la proprietaria. Il recupero della Badia di San Lorenzo de Autò e delle tradizioni ad essa collegate è stato il primo obiettivo che l’Archeoclub si è posto fin dalla sua costituzione.

Badia di San Lorenzo

I restauri alla badia San Lorenzo iniziati il 1996, anno di costituzione della sede Archeoclub di Casamassima, si sono concretizzati in una serie di interventi auto finanziati con i proventi ricavati dalle varie attività promosse dall’associazione e dalle libere offerte di concittadini sensibili all’azione di tutela e valorizzazione del proprio patrimonio culturale. Tra i lavori effettuati ricordiamo il risanamento dei muri perimetrali esterni e la ricostruzione del campanile parzialmente crollato, il rifacimento della copertura con nuove tegole previa inpermealizzazione della solettina in c.a. sottostante, l’installazione di due nuove porte, il recupero dell’abside, il restauro degli affreschi dell’abside e delle pareti laterali, la realizzazione di un altare conforme alle regole della nuova liturgia, rispettando il vecchio modello è stata rifatta la statua in cartapesta di San Lorenzo, il ripristino dei muretti a secco e la realizzazione di un palco in muratura per le manifestazioni all’aperto, la fusione di due campane. La prima fu trafugata appena tre anni dopo la sua installazione, la seconda viene esposta nel giorno della festa di San Lorenzo.

Di anno in anno, Padre G. Distante è testimone dell’opera di recupero condotta dall’Archeoclub sulla Badia di San Lorenzo, non mancando di apprezzare, tutte le volte che si reca all’oasi nell’agro di Casamassima, gli interventi visibili compiuti dall’associazione dall’affidamento sino a oggi.

Tornando al programma della manifestazione, alle ore 20 di sabato 10 agosto, dopo il successo riscosso alla quarantaduesima edizione della Pentolaccia Casamassimese, alla ventesima edizione del Balcone Fiorito e alla Festa Della Musica, ritorna a Casamassima la Crew Salvatori. I cantanti, diretti dal Maestro Lorenzo Salvatori, animeranno la serata di San Lorenzo proponendo al pubblico un tuffo nella musica pop italiana e straniera. A conclusione dei festeggiamenti, scherzi pirici “Le lacrime di San Lorenzo”.

 

Il culto di San Lorenzo

Il culto di San Lorenzo a Casamassima ha avuto inizio nel X secolo. Un gruppo di monaci benedettini edificò sul costante roccioso della lama “San Giorgio” un piccolo cenobio con chiesetta annessa, dedicata al Santo Martire. Per perpetuare il ricordo di questa antica consuetudine orientale, ogni anno, all’alba del 10 agosto centinaia di devoti affollano l’area antistante la piccola badia per ascoltare la Santa Messa, mentre il sole nascente fa capolino tra le chiome degli alberi.

Fino a non molto tempo fa, era consuetudine percorrere a piedi i due chilometri che separano la chiesa dal paese. Alle prime luci dell’alba, si udiva il risveglio della natura, il sommesso salmodiare provenire dalla chiesa affollatissima, il cinguettio degli uccelli e il frinire delle cicale, che si mescolava alle note della bassa musica, mentre il suono argentino della campanella del piccolo campanile a vela, echeggiando nella contrada, chiamava a raccolta i numerosi cittadini, i quali, prima di iniziare una giornata di duro lavoro, partecipavano in assoluto raccoglimento alle celebrazioni religiose. Era possibile assaporare le gustosissime more ancora fresche di rugiada, le cui piante costellavano i caratteristici muretti a secco. La festa per decenni era stata soppressa. Il merito va all’Archeoclub di Casamassima per averla riproposta, e per la cura che costantemente pone nel recupero dell’intera struttura architettonica.


La Badia San Lorenzo de Autò

Presumibilmente, la Badia San Lorenzo de Autò risale al X secolo, e costituisce, insieme alla chiesa di Santa Maria di Monticella, la più antica testimonianza di architettura sacra rurale di Casamassima. L’antichissima origine di questa chiesa viene desunta da documenti d’affitto conservati nell’archivio della Basilica San Nicola di Bari e dagli atti di una causa tra il Capitolo di San Nicola e alcuni affittuari inadempienti di Casamassima. Il Capitolo, per dimostrare il proprio diritto feudale ad esigere il “terraggio”, presentò una memoria storica nella quale si affermava che tale diritto era sancito da due bolle dei Pontefici Bonifacio VII e Alessandro III. Considerando che il primo anno di pontificato di Bonifacio VII va fissato intorno al 984 d.C., è storicamente attendibile che la chiesa sia stata edificata prima di tale data.

“Autò” aggiunto al nome del Santo Martire, secondo la lingua greca dell’Alto Medioevo, voleva dire “orecchio o struttura concava”. Nel caso specifico, stava ad indicare che la chiesa di Casamassima era dotata di superfici curvilinee sulle pareti laterali simili a “orecchie” (absidi). Le strutture absidali nelle chiese hanno avuto origine nell’epoca bizantina presso le antiche ed evolute popolazioni cristiane dell’Europa Orientale. Quindi, San Lorenzo de Autò di Casamassima fu costruita nel periodo storico in cui i greci erano presenti nel nostro territorio, e quando la lingua greca era diffusa e comprensibile fra la popolazione locale.

Un documento conservato nell’archivio della Cattedrale di Bari, risalente all’anno 962, è certamente una delle poche tracce esistenti in merito alla presenza dei Bizantini in Casamassima. Originariamente, la chiesa aveva la pianta a croce con tre absidi, una centrale e due laterali, un martyrion, una chiesa tipica dell’architettura bizantina, costruita sulla tomba di un santo oppure luogo per custodire le reliquie del santo titolare. Secondo la consuetudine orientale, le due absidi laterali costituivano il diaconicon, che era adibito a sacrestia e la prothesis, destinata a contenere le reliquie del santo. La copertura doveva essere a cupola.

Con l’occupazione dei Normanni, la chiesa passò ai benedettini che sopraelevarono il tetto realizzando una copertura a capriate, e allungarono l’unica navata alle dimensioni attuali. Per l’edificazione della chiesa, i monaci costruttori tennero ben presente la simbologia del Cristo legata al sorgere del sole in un particolare periodo dell’anno, quello cioè del solstizio d’estate. La chiesa, perfettamente orientata secondo l’asse longitudinale Est-Ovest, presenta al centro della parete absidale una finestrella che permette al sole nascente di penetrare all’interno e proiettare un raggio di luce sull’altare. Verso la seconda metà del cinquecento, causa terremoto, crollò il tetto a capriate. Sono visibili all’esterno le murature dove poggiava il tetto di legno, che venne sostituito con la volta a botte.

“La salvaguardia di un bene culturale - afferma Angelo Campanella, presidente Archeoclub d’Italia, sede di Casamassima - è un dovere per ognuno di noi, perché il patrimonio culturale è il patrimonio di tutti. L’importanza della tutela e del restauro di un’opera risiede nella possibilità di poterla tramandare alle generazioni future. La cultura passa attraverso la valorizzazione del passato e, per far ciò, occorre fermarne il degrado senza cancellare le modifiche apportate dal tempo”.

Francesca Valentino

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