Martedì 07 Luglio 2020
   
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LA NOTTATA DI SANTA LUCIA

Notte di Santa Lucia

La notte casamassimese più lunga dell’anno, usi e ricetta tradizionale

Una delle tradizioni più recondite della storia di Casamassima, è la “Nottata di S. Lucia”, celebrata il 13 dicembre. Non a caso, un tipico proverbio in dialetto casamassimese, recita che: “A Santa Lucia, la giornata si allunga di una zampa di gallina”. Questo sta a significare che dal 13 dicembre il cielo inizia a schiarirsi poco alla volta durante la sera, e quindi la giornata ad allungarsi.

Santa Lucia

Tempo fa, la tradizione di questa ricorrenza consisteva nel riunirsi di sera tutti in famiglia, nonni, genitori, figli, cugini, nipoti, zii; come se fosse la Vigilia di Natale o Capodanno. Si cenava e si trascorreva il tempo giocando a carte o intrattenendosi a raccontare aneddoti e barzellette. Nel frattempo, le donne di casa, preparavano l’impasto per le pettole. La mattina, di buon’ora, ci si recava a piedi alla Chiesa di S. Lucia in via Acquaviva, per assistere alla Santa messa. La strada era ricalcata da tantissima gente, sembrava per l’appunto una vera festa. Finita la messa, si ritornava a casa, dove si era trascorsa la nottata precedente, e si friggevano le pettole per far colazione in compagnia. Inoltre, per la gioia dei bambini, si preparavano o acquistavano i tarallini di S. Lucia: sono dei taralli ricoperti di glassa bianca o rosa, tenuti insieme da uno spago, a formare una collana oppure un bracciale. Successivamente ognuno riprendeva i propri ritmi e ci si recava a lavoro.

Adesso i tempi sono leggermente cambiati, e non tutti tramandano alle nuove generazioni questo folklore casamassimese. Ciononostante, nessuno rinuncia ai nostri dolcetti squisiti; e nel pomeriggio del 13 dicembre, dalla Scuola Marconi, ha inizio la “fiaccolata” verso la Chiesa di S. Lucia, che vede riunirsi grandi e piccini, per ricordare insieme la vecchia tradizione.

Ad inizio delle festività natalizie, è consuetudine preparare i dolci tipici pugliesi, e tra questi vi troviamo per l’appunto le “pettole”. Un piatto semplice ma molto gustoso: vanno mangiate appena fatte, ancora calde, per apprezzare il contrasto tra la morbida pasta e la crosticina dorata e croccante esterna.

Ingredienti:

  • 500 gr di Farina;
  • 400 ml circa di acqua;
  • 1\2 gr di lievito;
  • 1 cucchiaino di zucchero;
  • 1 cucchiaino di sale;
  • 1 patata lessa.

Preparazione:

Sciogliere in una ciotola il lievito e lo zucchero, insieme a circa 200 ml di acqua tiepida. Aggiungere una patata schiacciata, precedentemente lessa (l’uso della patata è facoltativo). Versare poco alla volta la farina ed il sale, continuando ad aggiungere l’acqua rimanente. L’impasto risulterà molto lento, quindi bisogna lavorarlo energicamente a mano, 5-10 minuti circa. Di conseguenza è necessario lasciarlo riposare per 3-4 ore coperto, in un ambiente caldo. Riempire una pentola con abbondante olio di semi. Prendere con l’ausilio di un cucchiaio l’impasto, in modo tale da formare delle sfere, e versatele nell’olio bollente, finché non saranno belle dorate. Trucchetto della nonna: per far sì che l’impasto non si attacchi al cucchiaio, bagnatelo con un po’ di olio di semi. Una volta fritte, le pettole possono essere gustate in vari modi, cosparse di zucchero, miele, vincotto, e crema di nocciole. Saranno apprezzate da tutti e, una alla volta, spariranno in un baleno! Buona pettolata!

FEDERICA CAPOZZO

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