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La mostra artistica “L’Arte del Presepe” è curata dall’ACC Associazione Cartapestai Casamassimesi, che da cinque anni durante le feste dà vita al borgo antico allestendo presepi in cartapesta sempre diversi e sempre curati e rifiniti fin nei più piccoli dettagli.
Raffaello Magnifico, presidente dell’associazione, ci ha rivelato i segreti della cartapesta, un’arte che a Casamassima era viva da decenni -basti ricordare che nell’ormai lontano 1955 due cartapestai casamassimesi, Trizio e Iacovelli, vinsero la sfilata dei carri allegorici di Putignano- ma ultimamente stava scomparendo dalle nostre tradizioni.
Come nasce un presepe di cartapesta?
Prima da un abbozzo che viene fatto su normali fogli e di là poi si creano le prospettive, le scenografie, i paesaggi e le situazioni che si vogliono esprimere. Poi si inizia a lavorare su una base di legno su cui verranno posizionati i vari oggetti che utilizzano i materiali più disparati, non solo la cartapesta: legno, tronchi d’albero, pietra, materiale da riciclo. L’hanno scorso c’era un presepe di origami e quest’anno ce n’è uno fatto interamente -anche le statue- con oltre 102 forme di pasta che si trovano in commercio.
Quanto tempo va via per la lavorazione di un presepe?
Dipende dalla grandezza del presepe, dai materiali usati, dalla lavorazione. Lavorando nel tempo libero, possono volerci due mesi o due anni.
A che cosa ispirate il vostro lavoro?
A Casamassima la cartapesta è una tradizione molto antica che un po’ si era persa nel tempo e noi da qualche anno la stiamo riportando in vita. Abbiamo inventato questa mostra artistica proprio per riavvicinare i ragazzi a un’arte e per far capire alla gente che la cartapesta non è solo legata all’immagine dei carri allegorici o dei pupi di carta.
Quindi anche un modo per riprendere e riscoprire vecchie tradizioni.
Si, stiamo trasformando la nostra associazione in qualcosa che può essere utile al paese e alla popolazione.
Avete partecipato anche a dei concorsi con i presepi?
Abbiamo presentato un presepe alla mostra di Rutigliano e da due anni siamo iscritti alla Federazione Italiana dei Presepi. Durante l’anno ci aggiorniamo, partecipiamo a convegni e corsi per presepisti.
Cosa succede ai presepi una volta finita la mostra?
La proprietà dei presepi rimane ai costruttori e l’anno successivo viene organizzata una mostra nell’ipermercato Auchan in cui c’è la possibilità di venderli e utilizzare il ricavato per finanziare il nuovo presepe inedito che l’anno successivo sarà esposto nella mostra.
Come mai negli ultimi anni avete spostato la location dal borgo antico a Monacelle?
Atti vandalici. L’ultimo anno addirittura abbiamo dovuto saltare un giorno di esposizione perché durante la notte ci furono furti nei locali e danni all’amplificazione. La mostra si sta ingrandendo, nei primi anni esponevamo una ventina di manufatti nostri, quest’anno invece abbiamo oltre cinquanta presepi, alcuni di grandi dimensioni ed elevato valore e non si può conservarli nel centro storico con porte che non si chiudono o locali umidi e poco areati.
Ringraziamenti?
Soprattutto chi partecipa da altri paesi: una ventina di artisti da tutta la Puglia. Sicuramente parleremo della mostra al prossimo congresso nazionale.
Altre giornate di esposizione sono il 23 e 26 dicembre e il 2 e 5 gennaio. Dal 23 si inizia a votare i presepi, saranno date delle schede ai visitatori e il 5 gennaio ci sarà la premiazione ufficiale, con la discesa della befana da oltre 10 metri di altezza per una bella manifestazione finale.
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