“Con gli Occhi di Amal”. Il Paese Azzurro set cinematografico della guerra in Yemen

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Il film uscirà il 1° febbraio a Roma in occasione della Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre e dei conflitti nel mondo

Nell’ambito della Giornata della cultura e dell’educazione alla pace, tenutasi presso la Fiera Del Levante, è stato presentato lunedì 16 Settembre, in anteprima a Bari, il nuovo film breve “Con gli Occhi di Amal”.

La presentazione e la proiezione sono avvenute nel corso dell’evento denominato “Il Volto Umano dei Conflitti”, organizzato da Giovanni Lafirenze, e promosso dalla Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra. Hanno partecipato all’incontro tutti i componenti del cast artistico e tecnico.

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Prodotta da Sinossi Film di Pietro Manigrasso, con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, e dall’Osservatorio-Research Centre on Civilian Victims of Conflicts, la pellicola nasce da un’idea di Josefina Ruospo Correa, coordinatrice dell’intero staff, mediatrice e rappresentante della stessa casa di produzione Sinossi Film, la quale ha beneficiato del contributo offerto volontariamente da un gruppo di cineasti, artisti e tecnici della comunicazione che, mettendo a disposizione la propria professionalità, sostengono la causa di Amal, ovvero: Mari de Jesús Correa (regia); Luigi Fabio Mastropietro (soggetto e sceneggiatura); Antonello Fico (direzione della fotografia); ancora Josefina Ruospo Correa (direttore di produzione); Ilaria Amoruso (segreteria di edizione); Ilaria Meo (segreteria di produzione); sempre Mari de Jesùs Correa (musiche originali); Daniel Medagli (operatore alla macchina); Gianluca Bonucci (fonico); Daniel Medagli e Dario Salamida (montaggio); Matteo Pappadopoli, Roberto Laruccia e Annalaura Gesario (fotografia di scena e backstage); Sebastiano Cascella (attrezzista); Michele Logreco e Giuseppe Clinca (scenografia); Stefano Del Buono (costumista); Eleonora Punzi e Annarita Macina (trucco); Eleonora Punzi (trucco effetti speciali); Rosamaria Sassi (responsabile della comunicazione); Sophia Baras (consulenza culturale); Giuseppe Clinca (progettazione grafica).

Nel cast: Camilla Augenti; Simona Greco; di nuovo Josefina Ruospo Correa, ma nella veste di attrice; Michele Logreco; Tommaso Citarella; Angelo Lorusso; Stefania Pugliese; Letizia Carrera; Rosamaria Sassi; Tatiana Busco; Lucrezia Maiorano; Gabriele Maiorano; Giuseppe Angelo Reale. Gli interpreti dei vari personaggi del film sono stati scelti dopo una selezione affidata alla direttrice di produzione, Josefina Ruospo Correa, alla regista, Mari de Jesús Correa, e al soggettista e sceneggiatore, Luigi Fabio Mastropietro.

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Per alcuni di loro, è stata la prima esperienza cinematografica, come per la giovanissima Camilla Augenti, di soli 8 anni di età, Michele Logreco e per la stessa Josefina Ruospo Correa, entrambi padre e madre della stessa Amal. Nell’interpretazione, gli attori hanno potuto contare sul supporto della yemenita Sophia Baras. Sophia ha trasmesso, infatti, la conoscenza autentica della realtà storica in cui vive suo paese di origine. I casting si sono svolti lo scorso aprile in vari centri della provincia di Bari, compresa Casamassima. Saranno state le case azzurre dall’aria arabeggiante di Chiasso Buongustai nel centro storico di Casamassima a colpire Mari Correa, che ha scelto di ambientare nel nostro borgo antico alcune scene del suo ultimo lavoro, il cortometraggio intitolato “Con gli occhi di Amal”.

Il soggetto e la sceneggiatura del film si ispirano liberamente alla tragica biografia di Amal Hussain, la bambina simbolo della sofferenza dei bambini e dell’intero popolo yemenita, morta il 1° novembre 2018 di fame e di stenti, col piccolo corpo divorato dall’inedia. Amal Hussain è una bambina di sette anni che abita a Hodeida, una delle città portuali più grandi dello Yemen, insieme alla madre Maryam, al padre Mohammad e al fratello Naif di dieci anni. La vita di Amal è quella di tutti i bambini della sua età, che dividono la giornata tra la scuola, la routine familiare e il gioco con i coetanei. Una vita relativamente tranquilla, considerati il contesto ambientale e culturale e la modesta estrazione familiare, con il padre che si occupa di commercio ittico e la madre, sarta esperta. Da qualche tempo, tuttavia, la famiglia Hussain deve fare i conti contro la minaccia incombente della guerra civile che dal 2015 insanguina il paese. Il terrore per gli incombenti bombardamenti della coalizione saudita si insinua come un veleno letale in ogni piega della giornata, e intossica la luce del giorno e il buio della notte.

Il progetto deriva dalla necessità di denunciare il colpevole silenzio dei media e la complice indifferenza della comunità internazionale riguardo al crimine contro l’umanità che si sta perpetrando in Yemen ormai da più di cinque anni, e che colpisce in particolare i soggetti più deboli, le famiglie dei civili, le bambine e i bambini yemeniti, che sono combattenti inermi in prima linea, e vengono quotidianamente uccisi due volte. Una prima volta dai bombardamenti, dalla mancanza di acqua e di cibo e dalle malattie, la seconda volta dal grande mare nero dell’indifferenza che li circonda. Il cinema, in quanto impegno civile, può far resuscitare Amal, rendendola finalmente presente e tangibile nel mondo. Chi era veramente Amal, e che cosa resta di lei in chi l’ha conosciuta, o in chi per la prima volta guarda al cinema la morte con gli occhi di Amal? La sfida è quella di girare un film interamente raccontato dagli occhi e dal cuore di Amal. Un film che, attraverso la soggettività assoluta dello sguardo di Amal, narri la sua esperienza, un calvario comune a milioni di altri bambini.

Francesca Valentino