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A pochi giorni dal ballottaggio, e dopo il termine ultimo per gli apparentamenti ufficiali, anche la sinistra (Prc-Idv-Sel) resta sulla posizione pre-urne, scegliendo la strada dell’indipendenza dal partito maggiore del centrosinistra e contravvenendo alla linea intrapresa a livello nazionale; questo a conferma del fatto che ogni realtà conosce se stessa in casa sua. E mentre Giovanni Carlo D’Addabbo definisce “inquietante” lo scenario politico attuale, dalla coalizione “Ricomincio da 3!” fanno giungere chiaro il messaggio: “il nostro consigliere sarà il ‘pungolo’ per tutti e garanzia di trasparenza per l’intera cittadinanza”. Abbiamo incontrato Nica Lilli, con cui abbiamo scambiato qualche parola.
La sinistra si ripresenta divisa pure al ballottaggio. Dopo Rifondazione, anche voi decidete di restare sulla vostra posizione. Come mai?
Dire dopo rifondazione non è correttissimo, siamo una coalizione è vero, ma comunque questo non c'impedisce un’autonomia, abbiamo tempi diversi ma obiettivi comuni. Loro sono dei ragazzacci impulsivi (sorride). Scherzo ovviamente. Mi chiede come mai. Ritenevamo fosse giunto il momento di cambiare. Pensavamo sarebbe bastato l'amore e la passione del fare politica insieme all’orgoglio di sentirsi casamassimesi, provando a ripartire dalle persone per bene. Partire da persone "nuove" che non fossero i "professionisti" della politica. Credevamo che i cittadini si fossero stancati di pagare di tasca loro il conto degli sperperi perpetuati dall'ultima amministrazione, che avessero capito che gli interessi clientelari di pochi alla fine li paghiamo tutti, con minori servizi e con aumenti delle tariffe (vedi la Tarsu). Pensavamo, e ancora pensiamo, che non ci fosse altra alternativa se non la reale rottura con il passato se volevamo davvero aiutare Casamassima a uscire dall'emergenza civile in cui si trova. Abbiamo creduto fortemente in questo progetto, convinti che i cittadini erano ormai stanchi del modo in cui era stata gestita la cosa pubblica negli ultimi anni. Ecco perché, indipendentemente da tutte le bestialità che si sono raccontate abbiamo sostenuto e proposto Giancarlo (uomo raro per dignità, onestà trasparenza... e molto altro). Tutto questo non è stato possibile realizzarlo, perché c'è qualcuno che non è disposto a fare un passo indietro e riconoscere i propri errori.
Si respira, a livello nazionale, un recupero del centrosinistra sul centrodestra: non crede che un apparentamento avrebbe potuto innescare un meccanismo di rinnovata fiducia?
Io credo che non si possa e non si debba generalizzare. Perché un apparentamento – e non un accordo tacito (questo è quanto ci è stato proposto, noi non abbiamo chiesto nulla) – si possa verificare, devono esistere i presupposti e in questo momento io non credo ce ne siano, persino il dialogo è difficile. La posizione del PD resta "granitica" proprio come la candidatura del loro candidato sindaco. Atteggiamento tenuto sia durante le trattative che in quest'ultima fase, ancora più delicata. L'analisi del voto non è stata sufficiente per rendere consapevole il PD di quello che sta accadendo dalle loro parti.
Per dirla con una frase di Antonio Gramsci: “L'illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva, la storia insegna, ma non ha scolari”.

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Commenti
non lanciare la pietra nascondendo la mano, dicci il motivo per il quale Giovanni RELLA vorrebbe a tutti i costi occupare quella poltrona e da chi è pilotato, abbi il coraggio, tira fuori le .....
Di tutta questa stupidità ciò che non capisco è perchè dobbiamo pagarla noi per voi, per lei, per la lilli, il massaro (era penoso al comizio di ieri sera.Dopo quel manifesto contro una persona parlare di diffamazione in loro danno è disonesto intellettualmente e moralmente), l'orofino, il busco ecc.ecc.. Voi e le questioni, solo vostre, di principio che portano al buio.C'è chi dice che tutto questo origina dall'invidia che è un sentimento umano. Ma io mi rifiuto di credere che persone che la politica col cervello la fanno da decenni possano far prevalere un sentimento personale sul bene collettivo delle idee
Il suo ragionamento è chiaro! Che vinca il candidato di Bersani o quello di Vendola non deve importare, perché comunque sarà una vittoria di tutta la sinistra.
Basta coi personalismi!!!
Chi mai potrà salvare casamassima?
Una scenetta ridicola ma tutta casamassimese.
"Non c’è solo Milano. Il vento di mare che soffia da Napoli e da Cagliari è un buon vento. Vi proponiamo oggi due interviste, due ritratti: Giovanni Maria Bellu è a Cagliari con Zedda, l’enfant prodige di Sel che viene da una lunga trafila e da un’antica tradizione politica. Nessuno ci avrebbe scommesso, lui ne era sicuro e ci spiega perchè. Massimiliano Amato cammina per Napoli con Luigi De Magistris, l’autocandidato dell’Italia dei Valori che contro tutto e contro tutti (in buona parte anche contro Antonio di Pietro, per lo meno al principio) ha cambiato il volto di una gara data per persa: promette di liberare Napoli e di riportare sotto il Vesuvio Roberto Saviano, che sorride e ringrazia. Si potrebbe obiettare che, essendo anche Pisapia candidato di Sel, in nessuno di questi tre casi - se dovessero vincere ai ballottaggi - si tratterebbe di una vittoria del Pd di Bersani. Si tratta anzi di candidati in origine piuttosto invisi al segretario e al suo stretto entourage. Non c’è dubbio che sia così, ma chi dovesse ancora ragionare in questo modo darebbe mostra di non aver capito che cosa ci stanno dicendo queste elezioni amministrative: non solo che l’Italia è stanca del malgoverno della destra ma che è stanca, stanchissima anche della logica stantia di una politica tutta interna alle segrete stanze fatta solo di risse interne e di piccoli poteri contrapposti. E vedrete che alla fine la voce degli elettori prevarrà e che se dovesse vincere nell’urna dirà a tutti, ma proprio a tutti, che è arrivato il momento di voltare pagina, di passare la mano a chi sa lavorare fianco a fianco col vicino ed esultare insieme per la vittoria comune"
(http://www.unita.it/musica-e-molestie-1.297585)
Non chiedo un quaresimale o un'arringa d'assise ai miei incubi polemisti. Usata giudiziosamente, l'arnese risposta aiuta a capire i fatti.Dov'è "il tenebroso regime" inquinatore delle anime, alias Berlusca, se gli elettori non gli votano contro? Scusate questa mia osssesione per l'egoarca di Arcore.
Ripetiamolo: la partita non è destra o sinistra, finché abbiamo addosso lui; rimosso lui, l'Italia troverebbe una fisiologia politica.E ogni tatticismo politico, ogni titubanza, ogni astensione, risultano guerce e storpie.Vogliamo che lunedì sera dopo la vittoria di Birardi ci rivolgeremo a lui con:Carissimo nemico....Non basta! Lo so, il vostro pentimento sarebbe psicologicamente impossibile tanto siete legati alle disposizione dei vostri dirigenti di partito.Lo so: questa discrasia era già presente ai tempi di De Tommaso; covava sotto la cenere...Che tristezza. Comunque non comprendendo il significato logico del perché di una eventuale mancata risposta da parte vostra ne dedurrò quanto segue…
O il buon senso e l’attenzione del destinatario alle richieste di umanità è troppo superiore ai veri eventi della vita. O il candore di chi scrive è troppo al di sotto.
Gradirei appunto una risposta.
Nessuna pressione su di me. La scelta pubblica è scaturita dalla logica delle cose e dal confronto. Ancor oggi il PD non ha indicato un cambiamento di rotta, nè la possibile squadra di governo. Solo offerte di incarichi. Dovremmo quindi appoggiarlo e votarlo solo perchè questo, come dice D'Alema, è un voto contro Berlusconi? Lasciate a me, a quelli che mi sono stati vicini in questa campagna elettorale, a quelli che si riconoscono in questi valori, il diritto di un travaglio interiore perchè le scelte, quando sono consapevoli, non sono mai facili. Chiacchierando una sera, ho colto in altri che appena conoscevo, lo stesso travaglio. Purtroppo non è la prima volta che lo vivo. Sono stato capogruppo dei DS dal 2003 al 2008 quando la Giunta era composta da De Tommaso, Nitti, Vallarelli (l'assessore sempre assente ora nell'UDC), Susca (dal PD all'UDC), Tripoli e Loiudice (che stimo ma in passato a destra) ed ho dovuto lottare per affermare con gli altri consiglieri, sovente contro le indicazioni dei partiti, una politica di scelte per il bene del paese. Verificando in alto continui accordi di fatto con molti di coloro che sono stati sempre a destra: Columbo, Pignataro. Lavorando talvolta noi in basso con altri (Mirizio, N. Acito) che a destra non vedo più. Quante scelte difficili, talvolta partendo da dati parziali e distorti! Non ditemi, per favore, che eseguo gli ordini di qualcuno. Piuttosto, Togliete le maschere! e lavoriamo insieme. E lasciatemi il mio travaglio interiore: Nitti, Bianca o Nulla?