
È il caso di definirla 'maratona contro l'omofobia' quella che ha finalmente visto approdare a ‘palazzo’ una proposta di deliberazione (o mozione) firmata da realtà politiche, sindacali, di movimento, associazionistiche, regionali e provinciali impegnate nelle battaglie per i diritti LGBTQ (gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e queer) e presentata dal consigliere Giancarlo D'addabbo, al quale – ricordiamo – fu consegnata il 12 Maggio scorso dal collettivo Kasamatta disobbediente in occasione della presentazione dell'associazione 'Incomune' e dello sportello per i diritti.
Il 20 settembre scorso si è riunita la Commissione comunale (4 rappresentanti del consiglio) per discuterne i contenuti.
Al di là dell’inesperienza di parte dei consiglieri riguardo le direttive del regolamento comunale e, per l'esattezza, sul diritto dei cittadini di assistere alle riunioni di commissione (probabilmente l’ignoranza è il frutto del disinteresse della maggioranza dei cittadini, mentre Kasamatta è regolarmente presente) sorvoliamo anche sul pregiudizio che i giovani impegnati nel collettivo devono subire da certa classe politica, e tralasciamo pure – ahinoi – il livello di conoscenza rispetto agli accadimenti di attualità, parliamo di omofobia e transfobia. Vale la pena sottolineare, in tal senso, che la discussione si è conclusa con il rinvio al Consiglio comunale.
La proposta di deliberazione parte da quelle che sono le direttive della Comunità europea in materia di omofobia e identità di genere, cita la nostra costituzione in materia di uguaglianza dei cittadini e di impegno delle istituzioni a rimuovere “qualsiasi ostacolo di ordine economico e sociale, che, di fatto limitando la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (art.3), chiama in causa la Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea (art 1 “la dignità umana è inviolabile”) e la Dichiarazione Universale dei diritti umani.
I riferimenti esistenti e sopraccitati hanno portato la discussione, in Commissione, a essere altalenante tra improbabili sondaggi o ricerche statistiche, tentennamenti legati all'impossibilità di sostituirsi alle Camere parlamentari in materia legislativa, alla tesi della malattia, a quella di naturalità o all'aggravante per la pedofilia o la violenza sulle donne.
A questo punto e alla vigilia della discussione in Consiglio comunale vogliamo fare un appello a tutti i consiglieri e chiedere una presa di posizione che indichi buon senso.
Casamassima è stata già teatro di una grave violenza ai danni di un minorenne, perché gay.
Indagini statistiche a parte, ricordiamo che quella proposta di deliberazione è stata firmata all'unanimità dall'arcigay, dall'arcilesbica, dall'Agedo (associazione genitori omosessuali), dall'ass. Un desiderio in comune, dalle segreterie regionali di Prc e Sel, dal Partito democratico, dalla Cgil, proprio in seguito a quella violenza: episodio di bullismo 'nostrano'.
Il 17 maggio 1990, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito la cancellazione dell'omosessualità dalla lista ufficiale delle malattie mentali. Il 17 maggio si celebra la Giornata internazionale contro l'omofobia. Una data che non è meramente commemorativa di quello che, nel 1990, è stato un atto dovuto di civiltà, ma rappresenta bensì una bandiera sventolata a difesa delle comunità omosessuali che, ancora 20 anni dopo, sono oggetto di soprusi e pregiudizi.
Pregiudizio e odio del diverso, sentimenti che a volte scaturiscono da associazioni di idee infondate quanto pericolose.
In un momento come questo, non solo di crisi economica, ma di crisi della società stessa, di mancanza di coesione e solidarietà, diventa quantomai significativa la battaglia per una legge che sancisca l'aggravante della violenza omofoba, ma quello che abbiamo chiesto ai rappresentanti istituzionali del nostro paese non è chiaramente una legge, è un ordine del giorno che all'unanimità condanni a gran voce l'omofobia e la transfobia, fenomeno sociale in crescita e violento che rappresenta uno 'schiaffo alla dignità umana e ai diritti fondamentali’; quello che chiediamo è che attraverso questo processo culturale di sensibilizzazione si spinga il governo ad accelerare l'approvazione di una legge nazionale in sintonia con tutti i paesi europei, quello che chiediamo sono piccoli ma – determinanti – interventi istituzionali affinché si attivi un numero verde per il sostegno e l'ascolto e/o segnalazioni di eventuali abusi, violenza e soprusi subiti, al fine di sostenere iniziative di ricerca e sensibilizzazione sul nostro territorio. Segnali attenti e vigili.
È soltanto attraverso queste pratiche di mutua tutela e di accettazione delle differenze che si può sperare di comporre una società plurale e non normalizzante e discriminante.
Chiediamo, quindi, che il consiglio approvi l'ODG contro omofobia e transfobia, come accaduto nel vicino comune di Capurso, specificando ancora una volta che questa proposta di delibera è stata voluta e sostenuta dalla comunità casamassimese, discussa e firmata dalle tante realtà presenti il 3 novembre scorso nella piazza del nostro paese e di cui il collettivo Kasamatta e l'associazione Incomune si sono resi portavoce, anche attraverso le varie manifestazioni tenutesi finora.
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Questa è civiltà che purtroppo si respira in questo paese e non solo a Casamassima.