
Tra le proposte del Consiglio comunale dello scorso 17 novembre, quella di Giancarlo D’Addabbo (Sel-Idv-Prc) sul tema omofobia e transfobia. Sintetica ma esauriente, la relazione ha illustrato le problematiche legate ai temi sopraccitati, con riferimento alla necessità di una educazione adatta nei contesti scolastici e dell’istituzione di una rete telefonica gratuita per gli utenti omosessuali oggetto di scherno o violenze da parte di altri individui. Le posizioni della maggioranza non sono state del tutto favorevoli. Nello specifico i consiglieri Vallarelli e Pignataro, la cui non condivisione partirebbe dal fatto che ogni proposta in tal senso dovrebbe prendere in considerazione ogni forma di violenza verso la persona, chiamando in causa anche i casi di stalking, bullismo (citato dal sindaco Birardi), violenza contro le donne, o gli stranieri, o le religioni diverse dalla propria. Non avendo dunque, chiara la richiesta del consigliere D’Addabbo, la maggioranza ha preferito rinviare la decisione.
Forse ogni aspetto dovrebbe essere preso in considerazione separatamente per poter intervenire a livello educativo. E non è neanche pensabile una legge comunale, che non risolverebbe il problema dalla radice, anche perché dal punto di vista penale ogni atto violento è già sanzionato secondo leggi nazionali.
Sarebbe il caso di iniziare dalla definizione di omofobia, bullismo e stalking, esaminando brevemente i risvolti psicologici a essi connessi.
L’omofobia è la paura e l’avversione irrazionale nei confronti dei soggetti omosessuali, bisessuali e transessuali, basata sul pregiudizio (ricordiamo che il pregiudizio è figlio dell’ignoranza, nel senso proprio di ignorare, non sapere).
L’Unione Europea la considera alla pari del razzismo, della xenofobia, del sessismo e dell’antisemitismo. L’omosessualità non è una malattia, ma una variante normale della sessualità. L’Associazione Psichiatrica Americana (APA) ha sancito che “L’omosessualità in sé non implica un deterioramento nel giudizio, nell’adattamento, nel valore o nelle generali abilità sociali o motivazionali di un individuo”.
Durante l’adolescenza gli omosessuali si percepiscono come diversi e inadeguati e molti di loro scelgono il ritiro dalla vita sociale, l’isolamento. Consapevoli di vivere in un contesto omofobico, molti soggetti omosessuali temono che gli altri vengano a conoscenza del proprio orientamento sessuale e quindi diventano più sensibili alle offese dei loro coetanei. La paura del rifiuto fa sì che spesso molti giovani omosessuali diventino dipendenti da un piccolo gruppo di persone ai quali hanno rivelato il loro orientamento sessuale.
Dalle ricerche scientifiche sull’argomento è emerso che gli omosessuali presentano un’elevata percentuale di disturbi psichiatrici conseguenti al pregiudizio di cui sono vittime, tra cui depressione, attacchi di panico, ansia generalizzata, tentativi di suicidio.
Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo, fisico o verbale, che implica metodi di coercizione e intimidazione in situazioni in cui vi è una asimmetria di potere. Il soggetto vittima di bullismo potrebbe manifestare: ansia, nervosismo, disturbi psicosomatici, segni fisici e/o danni materiali, richieste continue di soldi (per soddisfare le richieste dei bulli), chiusura in se stesso, sentimenti di inferiorità, tentativi di suicidio nei casi più gravi e ripetuti. Il bullo, d’altra parte, è un soggetto con evidenti problemi di personalità, che ha bisogno di farsi rispettare e riesce a farlo solo attraverso la violenza.
La stalking è un atteggiamento persecutorio da parte di un individuo verso un’altra persona (arrivando ad attenzioni esagerate e spropositate), con la generazione di ansia e paura nel soggetto perseguitato che possono influenzare il normale svolgimento della quotidianità. Lo stalker risulta incapace di accettare la perdita o l’assenza nella sua vita della persona desiderata, o brama vendetta perché ritiene di essere stato deriso e umiliato. Si arriva così a una fissazione patologica, a tratti ossessivo-compulsivi, con pensieri intrusivi e continui. Ovviamente questo succede in alcuni casi particolari, in soggetti con una personalità disturbata. Non esiste comunque un profilo psico-comportamentale definito dello stalker; ognuno ha le sue motivazioni, i suoi obiettivi.
Si potrebbe partire dagli aspetti brevemente citati per una discussione più approfondita e arricchita da ricerche specifiche sui temi. Potrebbe risultare un ottimo argomento di confronto, per la ricerca di un modo per fronteggiare e ridurre l’incidenza di questi fenomeni.
[da La voce del paese del 19 novembre scorso]
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Commenti
Intanto vanno fatte delle specificazioni, poichè quell'ordine del giorno sostenuto dal consigliere D'addabbo, è stato fortemente voluto il 3 novembre scorso, quando all'indomani di un pestaggio di chiara matrice omofoba, scendevano in piazza decine e decine di associazioni, tra cui arcilesbica, arcigay, undesiderio in comune, agedo puglia, kèbari, e tutte le realtà politiche dal movimento queer a rifondazione comunista. realtà che hanno dato vita ad uno sportello antiviolenza, contro omofobia e degrado sociale. le stesse realtà hanno firmato quel docummento e lo hanno sostenuto e lo faranno ancora. Mi sembrano abbastanza per poter parlare di cittadinanza attiva, la stessa che ha voluto, anche in occasione del 9 settembre a monacelle con l'associazione in comune, ancora una volta sostenere e seguire l'iter dell'ordine del giorno. Allora, di cosa stiamo parlando? sbagliamo o il consiglio comunale dovrebbe rappresentare i cittadini? sbagliamo o i consiglieri si sono tappati le orecchie di fronte a quanto chiesto dai loro concittadini?
( chiaramente sono ironico).
A me è parso che invece qualcuno non volesse sbilanciarsi tento sul tema e si è inventato cavilli e interpretazioni che non erano ne in cielo ne in terra...raccapricciante