Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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ABUSIVISMO EDILIZIO, DALLA REGIONE MISURE DI REPRESSIONE

abusivismo edilizio

Un atto simbolico quanto emblematico quello della Regione Puglia che ha deciso di prendere posizione precisa sulla questione relativa al fenomeno dell’abusivismo edilizio.

Sono a buon punto i lavori della V commissione sul Disegno di legge n. 44 del 20/12/2011, “Norme in materia di funzioni regionali di prevenzione e repressione dell’abusivismo edilizio”.

Lo scopo di tale provvedimento è quello di fornire alla Regione e agli enti locali strumenti per prevenire e reprimere tale fenomeno che purtroppo risulta essere costante e non di poco conto. Esiste un monitoraggio che offre un quadro della situazione da cui si evince che l’abusivismo edilizio è notevole, che le sanzioni vengono inevase o sono tardive, che le amministrazioni comunali non demoliscono qualora chi deve farlo sia inadempiente anche per mancanza di soldi, e che l’azione sollecitatoria della Regione spesso non è efficace.

Sull’argomento è intervenuto l’assessore all’Urbanistica Angela Barbanente, che ha spiegato: “la necessità di un intervento legislativo regionale in materia scaturisce dall’analisi del fenomeno effettuata dagli stessi uffici regionali. Proprio negli ultimi anni – ha continuato l’esponente del governo – è stata svolta un’attività sistematica di monitoraggio e schedatura degli abusi, con riferimento agli anni dal 2008 in avanti”.

“Il messaggio che arriva all’esterno è negativo, la percezione è che non via sia controllo e che, comunque, l’azione di controllo e repressione sia scarsa”, ha precisato il consigliere regionale Franco Pastore del Gruppo misto-PSI. E ha continuato: “Con tale provvedimento, invece, verranno messi in campo nuovi strumenti operativi incastonati in una nuova organizzazione che vede una fitta rete fra Regione e amministrazioni comunali che ad essa potranno anche chiedere sostegno finanziario, accedendo a un fondo di rotazione a patto di restituire il ricevuto entro cinque anni. Questo a tutela della effettività delle sanzioni”. 

A tale scopo sarà attivato un sistema di rilevamento territoriale in grado di individuare le modificazioni avvenute e segnalarle alle forze dell’ordine, con una banca dati dell’abusivismo, a cura del segretario comunale che mensilmente invierà rapporto alla Regione. Sui criteri di priorità in base ai quali si decideranno i contributi ai Comuni deciderà la Giunta regionale. Se alla inadempienza dei provvedimenti dei responsabili di abusivismo dovesse subentrare anche quella del Comune per loro conto allora interverrebbe la Regione. Cosa già prevista ma ora diversamente normata. La Giunta regionale può nominare un commissario e compiere verifiche. Per istituire il fondo a copertura finanziaria sono stati stanziati 100mila euro. Invece per l’osservatorio e il catasto urbanistico ci sono convenzioni già esistenti e oltre 366mila euro già stanziati, anche grazie ai proventi delle indennità per le violazioni paesaggistiche. La previsione è di circa 200mila euro l’anno che serviranno a sostenere l’apparato di tale provvedimento”.

Il presidente della V Commissione, Pentassuglia, ha sentito anche l’Upi, dell’Anci, del Corpo forestale e delle associazioni ambientaliste. Sulla discussione sono intervenuti anche i procuratori.

In V Commissione è anche approdato il disegno di legge dell’assessore Fabiano Amati che contiene le disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni con l’istituzione del fascicolo del fabbricato. Attraverso la realizzazione dello stesso la Regione intende realizzare un sistema integrato e informatizzato del patrimonio edilizio esistente con particolare attenzione agli edifici strategici ai fini della protezione civile e del rischio rilevante in relazione alle azioni sismiche. “Tutto – ha concluso Amati – in ossequio ai principi di sussidiarietà e di leale collaborazione tra Regione e Comuni”.

Per il fabbricato di nuova costruzione sarà istituito ‘Il Fascicolo’, nel quale sarà annotata la situazione progettuale, urbanistica, edilizia, catastale, strutturale, impiantistica, nonché i dati dei relativi atti autorizzativi. Per i fabbricati esistenti, entro sei mesi dalla pubblicazione della legge, dovrà essere redatta, a cura dei proprietari, una ‘Scheda Informativa’, nella quale siano riportate informazioni che vanno dall’anno di costruzione al referto tecnico di verifica della condizione statica attuale, al certificato di abitabilità. Il Fascicolo e la Scheda dovranno essere aggiornati ogni dieci anni e comunque in caso di modifica dello stato di fatto o della destinazione d’uso dell’intero fabbricato.

A Casamassima, per esempio, pare che nel centro storico prolifichino i casi dubbi di costruzione e ampliamento delle volumetrie, e qualcuno di questi è ancora interessato da istanze di demolizione rimaste a oggi inevase.

Il fascicolo tornerà particolarmente utile per i controlli incrociati e le verifiche dirette, per effetto dell’abolizione del Cur (Comitato urbanistico regionale), organo intermedio.

Commenti 

 
#1 vito antonio vinci 2012-01-22 23:36
E quando è il comune a rilasciare permessi di costruire illegittimi (uffici e negozi in zona F1 a Gioia del Colle, regolarmente denunciati alle autorità competenti) che succede?
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