
Fare il punto sulla situazione in cui imperversa Lama S. Giorgio l'obiettivo dell’incontro organizzato lunedì scorso a Casamassima dai partiti Prc, Sel e Idv. L’incontro si è caratterizzato per una serie di interventi affidati a Oronzo Lisi, già dirigente dell’Acquedotto pugliese, Nicola Martinelli, prorettore associato presso il Politecnico di Bari, Nicola Tedesco, docente di biologia e Antonio De Risi, giunto in qualità di sostituto dell’ospite più atteso in seno alla riunione, l’assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati.
L’evento, moderato da Giancarlo D’Addabbo, rappresentante in consiglio comunale della coalizione di sinistra, ha visto la partecipazione del sindaco Mimmo Birardi, dell’assessore Giuseppe Padalino, del Comitato per la difesa di Lama S. Giorgio (che per l’occasione ha esposto uno striscione indirizzato all’assente Amati ed esibito campioni di acqua prelevata dalla lama nella zona di Sammichele), di Kasamatta Disobbediente, di diverse associazioni ambientaliste, nonché di un nutrito gruppo di privati cittadini.

D’Addabbo apre il dibattito definendo l’incontro «illustrativo della situazione dei lavori concernenti il ripristino dell’impianto idraulico di Lama S. Giorgio», offrendo vari spunti di riflessione, accennando al significato del termine “lama” (un toponimo locale utilizzato per indicare un antico corso d’acqua), e facendo riferimento alla LR n. 19/1997, che individuò tra le aree naturali da istituire la zona A6, “Lama S. Giorgio e Lama Giotta”.
Il primo intervento è affidato a Tedesco, che informa sullo scenario attualmente offerto dalle lame pugliesi a proposito delle quali negli anni sarebbero stati apportati rimedi troppo modesti per poter riuscire ad arginare l’intero bacino idrografico e a gestire un apporto idrico di rilevante portata. A quanto pare le acque di Lama S. Giorgio, scorrendo su un piano inclinato e soprattutto liscio, raggiungerebbero velocità molto elevate e sarebbero solo in parte placate dal terreno, dalle piante e dagli alberi. «Nonostante tutto – dichiara Tedesco – il cemento non è il giusto rimedio da adottare per risolvere la questione, né per i reflui, né per la tutela della biodiversità, né tantomeno dal punto di vista della gestione dei costi e della tutela dal rischio di inondazioni».
Antonio De Risi, unico ospite referente della Regione Puglia, riferendosi al nuovo impianto, che chiama non depurativo bensì di sanificazione delle acque, afferma la necessità che la nuova struttura risponda ai criteri fissati dalla normativa a livello comunitario. «Le scelte adottabili in Puglia – sottolinea De Risi – sono poche, perciò dovendo scegliere tra scaricare i reflui nel mare o sul suolo, per quanto le decisioni prese possano sembrare forti, nel bilancio tra costi e benefici, costituiscono la miglior soluzione adottabile tra quelle perseguibili, data soprattutto la dichiarata inefficienza dell’attuale impianto».
Gli obiettivi della Regione Puglia sarebbero dunque un movimento di acque regimentato, il ridisegno della Lama laddove si presenta antropizzata, ovvero non funzionale allo scorrimento delle acque, e l’entrata in funzione del nuovo discusso impianto.
Verrebbe da aggiungere che partendo da una maggior disciplina e agendo secondo coscienza nelle pratiche legate allo scarico dei rifiuti forse in parte sarebbe praticabile la risoluzione del problema a monte. È evidente inoltre che la muratura cementizia mal si sposa con l’aspirazione a realizzare un parco naturale nella zona di Lama S. Giorgio.
Intanto, mentre le analisi di laboratorio realizzate negli scorsi giorni confermano la necessità di un intervento immediato contro l’inquinamento della lama, a chiusura dell’evento D’Addabbo annuncia che, dopo numerosi tentativi di proposta, finalmente sarebbe in programma nelle prossime settimane un consiglio comunale monotematico dedicato all’argomento “Lama S. Giorgio” in cui le parti politiche, assumendo la piena consapevolezza a proposito della problematica, potrebbero lavorare per apportare un contributo al lavoro delle istituzioni politiche regionali e all’impegno profuso delle associazioni ambientaliste. Per il bene degli abitanti della “Terra di Bari”.
***
Il Comitato per la difesa di Lama San Giorgio replica così: "'Ci hanno infognati e non sono venuti'. Potrebbe essere l’unica sintesi possibile dopo l’incontro svoltosi l’altra sera presso le Officine Ufo, dissertato dall’assessore Amati.
Ironie a parte, di certo saremmo stati curiosi di sapere cosa avrebbe detto il diretto interessato per autoassolversi. Peccato, ancora una volta, i dirigenti politici danno una palese dimostrazione di non amare il confronto con i cittadini e di essere lontani anni luce dalle loro istanze".

Nicola Martinelli, prorettore del Politecnico di Bari
Giancarlo D'Addabbo
Antonio Pastore indica alcuni dati relativi alle analisi delle acque sversate
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Commenti
Dalla diretta in estrema sintesi :
Consiglio Comunale di Rutigliano : 17-02-2012 0re 18,00
Ampio dibattito alla presenza dell’ass. reg. Amati , che ha esposto il progetto del versamento in Lama come unico possibile nella nostra provincia , per eliminare gli attuali versamenti diretti in falda . L’acqua sanificata e affinata , deve diventare una risorsa non uno spauracchio , l’agricoltura e le campagne limitrofi come il Parco stesso ne troveranno giovamento a costi zero. L’impianto di Sammichele non è ancora a regime e pertanto è naturale all’inizio qualche sfasamento nella sanificazione , l’ARPA è costantemente presente per prelievi mensili e ciò deve garantire tutti, ancora di più lo sarà quando si utilizzerà l’acqua per l’agricoltura , la stessa deve essere esente da inquinamenti nocivi alla salute umana.
Sindaco di Rutigliano Romagno : Propone una soluzione “ mista “, savanelle nei tratti della Lama San Giorgio deserti “ da vegetazione e non archeologicamente e ambientalmente importanti.”con bacini di raccolta , mentre un collettore nelle zone da rinaturalizzare a Parco , alimentate proprio dall’acqua sanificata magari raccolta nei tratti precedenti .
Mia opinione: era quello che abbiamo sempre chiesto in alternativa al colettore unico da Gioia a mare; dovevamo fare tante storie e far trascorrere tanto tempo e inquinare tanto prima di riesaminare il tutto colleggialmente con un pò di buon senso ? Alla fine , sperando non ci siano ripensamenti, dovrebbe coisistere il Parco San Giorgio alimentato dall'acqua sanificata e affinata dei depuratori e dai soldini della Comunita Europea . Sperando che il circolo sia virtuoso e non vizioso.
saluti a tutti ( inviato per caso)
A proposito a un certo punto c'è stata l'apparizione del nostro sindaco Birardi .
La soluzione definitiva è rappresentata dalla realizzazione di un collettore intercomunale, della lunghezza complessiva di circa 59 km che raccolga i reflui dei depuratori di Putignano, Gioia del Colle,Acquaviva delle Fonti, Casamassima e Sammichele di Bari, per convogliarli nella condotta sottomarina attraverso cui avviene attualmente l’allontanamento in mare dei soli reflui trattati nell'impianto di depurazione di Bari ovest. Il costo di tale opera è di circa 25 M€, ma si potrebbe inserire nelle opere di carattere strategico finanziabili con fondi europei.Inoltre, alla realizzazione del collettore deve essere associata la realizzazione di un impianto di affinamento per il riuso a fini irrigui delle acque convogliate.La progettazione della stessa è già alla fase definitiva, in quanto tale idea era stata portata avanti sino al 2005, quando è stata "improvvidamente" accantonata. già il fatto che concettualmente reflui e parco evidenziano un palese ossimoro ci porta a comprendere quanto le due tesi siano, anche per solo buon senso, INCOMPATIBILI.
PS A MARCEDD SIAMO CRESCIUTI, VISSUTI. non ce lo può insegnare il solito crozza-lone di turno
Le due cose non sono sovrapponibili , o l'una o l'altra . Per la prima un corsozio/associazione dei Comuni interessati estesa alla Regione e alla Provincia , per l'altra un collettore unico interrato con ulteriore impianto di controllo e depurazione a valle prima dello sversamento in mare .... La soluzione mi pare fattibile e garantirebbe anche qualche anomalia degli impianti a monte .... ma siamo in Italia e per giunta nel sud e tutte le cose si complicano perchè siamo da un lato estrosi dall'altro sciocchi e forse imbroglioni.... a proposito delle pubblicità in onda in questi giorni in TV ... è vero che se pagassimo tutti le tasse staremmo meglio , ma questo avverrebbe anche se cambiamo i nostri attuali governatori ...ne hanno fatte tante compreso questa della Lama San Giorgio ....
Già nella ns terra, perchè in altri luoghi del ns paese, in val di susa per esempio, assistiamo ad un diverso modo d'intendere l'impegno e di difesa del patrimonio ambientale e dei beni comuni, modalità e impegno sinceramente votati alla difesa del proprio territorio con un alto prezzo da pagare e sacrifici da sostenere in nome di un futuro per i propri figli.
A triggiano chi rappresentava le istituzioni sintetizzava che sviluppo e ambiente devono essere affrontati e programmati seguendo complicati processi di concertazione politica,tecnica e istituzionale, relegando al ruolo di comparse cittadini e comunità residenti. Se tutto questo serve a determinare quello fino ad ora dimostrato, ben rappresentato dalle bottigliette di acqua amati, ma anche dai 30 anni di sversamento in falda, siamo convinti prima o poi, anche voi converrete, che solo i cittadini, le comunità residenti, chi ama l'ambiente, chi lotta per i diritti e difende i beni comuni, chi riesce ancora oggi a contestare l'esistente, nonostante l'asservimento generalizzato ad un unico modello di sviluppo, potranno, FORSE, impedire che venga sacrificato un patrimonio ambientale, archeologico, storico,un bene comune; tutelato da una sfilza di norme, direttive comunitarie, studi e pubblicazioni, leggi internazionali, documenti di indirizzo istituzionale.
Ci scusi professore ma qui di chiaro c'è solo il fatto che si istituirà un parco protetto che prevede al suo interno la raccolta di oltre 450.000 litri al giorno di reflui, come abbiamo visto inquinati, con modificazioni dell'ambiente e costruzioni in calcestruzzo.
Per tutte queste motivazioni che nascono dal buon senso e della nostra convinzione che la difesa di un bene comune è un dovere sociale, insieme ai comitati, alle organizzazioni ambientaliste,insieme ai movimenti e sopratutto con il comitato in difesa della lama san giorgio di casamassima, nel nostro piccolo, con umiltà ma con convinzione e determinazione sosteniamo e sosterremo sempre più IL BLOCCO DEGLI SVERSAMENTI E L'ISTITUZIONE DEL PARCO SENZA REFLUI(inquinati o meno).
La soluzione è semplice. La lama è una area protetta vincolata, e lei lo sa meglio di noi, gli enti preposti si devono impegnare, e nel caso trovare i finanziamenti necessari per rispettare il vincolo di quest' area e per dotarci di un sistema di raccolta dei reflui garantito dal punto di vista sanitario ed ambientale. Ad oggi, ci risulta non è stata fatta alcuna valutazione dell' impatto ambientale in piena attuazione dei dettati dell'agenda 21. Inoltre è emblematica la situazione di Acquaviva delle Fonti da alcuni anni i reflui vengono sversati nella lama Picone per questo sono emerse importanti criticità: la formazione continua di una copiosa vegetazione che deve essere frequentemente ridotta per evitare che ostruisca il cammino delle acque reflue; la creazione di ristagni con conseguente massiccia presenza di insetti di vario tipo oltre che del pericolo derivante dalla profondità degli stessi; presenza di maleodoranti olezzi che rendono difficile la vita alle aziende agricole limitrofe; danni provocati dagli scarichi alle proprietà private; in caso di presenza di scarichi non conformi si possono avere malfunzionamenti con conseguente sversamento di acque inquinate
Questo determina gravi conseguenze di tipo igienico e sanitario per le persone, le colture adiacenti e per l’ambiente in generale. Le problematiche spaziano dall’emergenza sanitaria al deturpamento di aree di notevole valenza naturalistica e paesaggistica, alle difficoltà di carattere finanziario legate ad una continua e onerosa manutenzione ordinaria dell’alveo.
Sa bene, che siamo informati sulla questione dell'attuale smaltimento dei reflui, anche per il suo incomiabile e generoso lavoro, MA PARLIAMOCI CHIARO, se un esponente politico, cons. comunale e ambientalista come lei, dichiara che è inevitabile sacrificare un bene comune e patrimonio ambientale a causa degli elevati costi e della lungaggine dei tempi di attuazione per un alternativa, visto anche la drammaticità del sistema attuale che da 30 anni ( ma quante responsabilità politiche emergono?) sversa i reflui in una grave fognatura con pericolo per l'inquinamento delle falde, PER NOI NON E' COSA DI POCO CONTO.
Francamente non trovo nulla di contraddittorio nella locale posizione di SEL, IDV, RF espressa da Nica LILLI, è la posizione politica di una struttura che sicuramente porterà ai reciproci provinciali e regionali per verificare la coerenza con il Governo Regionale. A me cittadino, invece, interessa cosa farà il Sindaco e la sua maggioranza per risolvere il problema, cosa risponderà a quei cittadini che gli hanno affidato il proprio consenso per risolvere il problema effluvi fognari che inondano periodicamente la zona di via Taranto, che si organizzino in Kasamatta o meno. A Kasamatta chiedo se si siano sentiti con i Kasamattimesi di Bari.
Per anni Comune, Provincia, Regione, Stato non sono riusciti a risolvere il problema. Nel 2000 l'Europa ha detto: "Vi aiuto finanziaramente, ma se non risolvete il problema vi applico una sanzione di 100.000 € al giorno". L'Amministrazione De Tommaso ha trovato 2 progetti diversi per depuratori: 1 della Regione, 1'altro dell'Acquedotto Pugliese. Ha fatto parlare questi due enti ed ha prodotto una condotta per collegare via Adelfia al depuratore ed un depuratore modernissimo. Dove sversare le acque depurate? Ricordiamoci che il problema non riguarda solo Casamassima, ma anche Sammichele, Gioia e Putignano. Le trincee drenanti qui costano 5 milioni di euro per una soluzione provvisoria che porterebbe ad un lago maleodorante in prossimità del Cimitero dei Polacchi. La fitodepurazione in superficie richiede spazi enormi. La condotta intercomunale con scarico in mare sarebbe una buona soluzione, ma richiede tempi lunghi e dovrebbe comunque prevedere forme certe di controllo della qualità delle acque sversate: quello che oggi possiamo fare a Sammichele e non sulla via di Adelfia a Casamassima. Il prof. Tedesco ed il prof. Martinelli hanno chiarito che lo sversamento in Lama (senza lo scempio di savanelle e ponti) reso ecocompatibile favorendo in loco la fitodepurazione con una gestione attenta di un Parco Naturale finalmente realizzato può essere una soluzione, non quella ideale, ma quella al momento migliore per l'ambiente. Questo intervento non è del consigliere SEL-IdV-RC, ma dell'uomo che si batte da tanti tanti anni per la Lama, per il depuratore, per il Parco, per Casamassima e non teme di dire quello che pensa in piazza, in Consiglio Comunale, ai partiti, a Vendola, all'ass. Amati, ma cerca di trovare con tutti una collaborazione per risolvere seriamente i problemi, senza posizioni di facciata o barricate che lasciano le cose invariate ed il trascinarsi dei problemi nel tempo, mentre qualcuno lavora silenziosamente solo per i propri interessi.
E poi non ho nessun problema a firmarmi. Comunque poiché ho una dignità di certo non mi do' alla politica che e tutta una caricatura ,se oggi l'italia e nella cacca e grazie ai nostri pagliacci politici.Sai cosa gli frega al tuo Lider NIKI di te e della tua marced E I FATTI LO DIMOSTRANO,e poi NIKI usa la bandiera SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA' e firma un progetto contro l'ecologia e la libertà della natura del nostro territorio.Ipocrisia a VALANGA, SVEGLIATEVI.Premesso che io non sono ne di destra e ne di sinistra il problema del nostro paese e che in politica ci sono solo zimbelli ,che pensano solo a farsi le garze ,il sistema politico e malato e noi gli diamo alito e come caproni ci buttiamo nel fosso.