
Dopo le dichiarazioni del premier Mario Monti alla trasmissione Matrix, ieri sera, è scattata la bagarre: “Il posto fisso? Che monotonia – dice il professore – i giovani devono abituarsi all’idea che non avranno il posto fisso”.
Passano appena pochi minuti e in rete si scatena il popolo giovanile, fustigato dalla condizione di perenni disoccupati (o sfruttati), celebrando la super gaffe (secondo loro) del presidente del Consiglio.
Insorgono anche la sinistra e i sindacati: “Il posto fisso diventa monotono quando uno ce l’ha, e ti puoi guardare intorno”, ha ribattuto il leader del Pd Bersani, mentre il centrodestra sarebbe quasi d’accordo; addirittura il centrista Casini plaude: “la provocazione mira ad aprire un grande dibattito su questo tema nel paese”.
Nei giorni scorsi, c'è da dire, sono stati diffusi i dati relativi alla disoccupazione in Italia: circa il 9% di cui il 31% è rappresentato proprio dai giovani.
E il popolo casamassimese cosa ne pensa? Casamassima è in linea con le tendenze nazionali o la situazione è diversa?
Abbiamo lanciato un sondaggio sul social network face book, per partecipare cliccate qui e dite la vostra.
Ecco alcune immagini che girano in rete nelle ultime ore.

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Commenti
“tre sole banche controllano il 55,58% di quote della la Banca d’Italia: INTESA (27,2%), SAN PAOLO (17,23%) e CAPITALIA (11,15%)”, il 22,11% appartiene ad altre 5 banche, l’11,66% a 4 Gruppi assicurativi, il 5% all’INPS e rimane un 5,65% nelle mani di anonimi. E questo 5,65% di chi è ? Sono tutti debitori del popolo Sovrano, altro che “creditori”.
Il batter moneta, come anche il crearsi un esercito, è una prerogativa del Sovrano: del popolo. Come è anche Suo Diritto il ribellarsi al tiranno. Il Diritto economico del Popolo Sovrano è un Diritto “inalienabile”: non può essere né ceduto né affittato.
E’ anche uno dei Diritti previsti dalla Carta dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite, oltreché nel comma 2 dell’Art. 42 della Costituzione.
Tutto quanto sopra detto non può non essere a conoscenza di Carlo Azeglio Ciampi: ha lavorato per cinquant’anni nella Banca d’Italia, diventandone perfino governatore. Ciampi non può non sapere che ruolo lui stesso abbia avuto nello sfruttare il Popolo – non Sovrano, ma servo della gleba – rimasto all’oscuro dei propri Diritti. Continuando a fare l’omertoso, la sola deduzione logica è l’ipotesi, e non solo, di alto tradimento. Allo stesso modo, Romano Prodi e Giorgio Napolitano non possono non sapere della “truffa del signoraggio”. Quindi si può tranquillamente dedurre – come anche molti altri sostengono - che l’euro di Prodi è la rapina del millennio. Le dico solo, che con le privatizzazioni, all'Italia sono stati sottratti 457 MILIARDI di euro in 3 anni. Le ripeto di cercarsi "Il più grande crimine" di Paolo Barnard. Potrà aiutarla a capire meglio ciò che sto dicendo. Poi concludo con una domanda: di chi è l'euro?
Una notizia che, nonostante la gratitudine che provo nell’averla pubblicata, non posso credere che meriti l’attenzione che un lettore possa rivolgere ad una semplice “curiosità”. In base a quel piccolo, breve articolo si sta confermando una gravissima incompatibilità istituzionale; un tale conflitto d’interessi che oscura la tanto chiacchierata posizione dell’attuale Presidente del Consiglio. Una lampante contraddizione: la Banca d’Italia che dovrebbe garantire la validità della nostra moneta, non è un istituto del popolo o del governo per servire gli interessi dei cittadini, ma è costituito da soci privati (banche + assicurazioni private) per conseguire gli interessi di una grande società per azioni, il cui nome per esteso è Bankitalia S.p.A.
I poteri della Bankitalia,attualmente, sono passati alla Banca Centrale Europea BCE, la quale e' il SOLO ente a poter emettere carta moneta in Europa. Nel 2011, il 94% della Banca d'Italia è in mano a privati. I due maggiori azionisti, Intesa Sanpaolo e UniCredit, detengono il 52% della Banca d'Italia).
Una domanda che lei dovrebbe porsi, scansando per un momento la P e la D che le soffocano il pensiero, per comprendere da dove vengono i nostri soldi è:
- Chi è il proprietario della moneta al momento dell’emissione ?
- E poi a chi dobbiamo pagare quel tanto citato Debito Pubblico ?
Ogni banconota – da 5 a 500 euro – costa tra stampa, carta, inchiostri, ecc. 0,03 centesimi di euro. In realtà, invece di cederle al popolo dell’Unione Europea al prezzo di costo aggiungendo un minimo di margine utile, la Banca Centrale Europea le presta e le affitta al valore di facciata e, in più, aggiunge un interesse annuo chiamato “tasso di sconto”.
In questo modo una banconota da 100 euro che potrebbe essere ceduta a 0,05 euro, viene a costare alla Comunità 102,50 euro: più del valore della facciata.
Questa è USURA LEGALIZZATA, la più grande truffa nella storia dell’Umanità. Lo Stato a cui la banconota viene PRESTATA, non sarà mai in grado di restituirla alla BCE, anche facendo un programma draconiano sulla spesa ed un investimento speculare e sempre vincente, poichè altrimenti non potrebbe fare lo stato sociale! Dunque, si spiega, in maniera molto elementare eppure tanto nascosta, il perchè il debito pubblico può solo aumentare (od al più rimanere costante, in un'utopica quanto didattica situazione artificiale). Chi si bea che il sig.Prodi abbia ridotto il debito pubblico è un grande ignorante, perché, egli ha ridotto il TASSO di aumento del debito pubblico, non il debito in se per se.
Dal 1998 è parte integrante del sistema europeo delle banche centrali (SEBC).
La Banca d'Italia è un istituto di diritto pubblico, come stabilito dalla legge bancaria del 1936, ribadita anche da una sentenza della Corte Suprema di Cassazione.
Le quote di partecipazione al suo capitale sono per il 94,33% di proprietà di banche e assicurazioni private, per il 5,67% di enti pubblici (INPS e INAIL).
A metà degli anni '30 le tensioni che avrebbero portato al nuovo conflitto mondiale si manifestarono sul piano monetario e valutario nella cessazione di fatto della convertibilità della lira in oro e nella sospensione dell'obbligo della riserva aurea (che non e' stato più ripristinato).
In questo contesto di preparazione alla guerra (nel 1935 iniziò l’aggressione all’Etiopia) venne elaborata, in ambito IRI, la legge di riforma bancaria del 1936.
Una prima parte (tuttora in vigore) della legge definì la Banca d'Italia “istituto di diritto pubblico” e le affidò definitivamente la funzione di emissione (non più, quindi, in concessione); gli azionisti privati vennero espropriati delle loro quote, che furono riservate a enti finanziari di rilevanza pubblica; alla Banca fu proibito lo sconto diretto agli operatori non bancari, sottolineando così la sua funzione di banca delle banche. Una seconda parte della legge (abrogata quasi interamente nel 1993) fu dedicata alla vigilanza creditizia e finanziaria: essa ridisegnò l'intero assetto del sistema creditizio nel segno della separazione fra banca e industria e della separazione fra credito a breve e a lungo termine; definì l’attività bancaria funzione di interesse pubblico; concentrò l'azione di vigilanza nell’Ispettorato per la difesa del risparmio e l'esercizio del credito (organo statale di nuova creazione), presieduto dal Governatore e operante anche con mezzi e personale della Banca d'Italia, ma diretto da un Comitato di ministri presieduto dal capo del Governo)".
“…La Banca d’Italia è la banca centrale della Repubblica italiana ed è parte del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e dell'Eurosistema. E’ un istituto di diritto pubblico. Persegue finalità d’interesse generale nel settore monetario e finanziario: il mantenimento della stabilità dei prezzi, obiettivo principale dell’Eurosistema in conformità del Trattato che istituisce la Comunità europea (Trattato CE); la stabilità e l’efficienza del sistema finanziario, in attuazione del principio della tutela del risparmio sancito dalla Costituzione (Art. 47 – La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito), e gli altri compiti ad essa affidati dall’ordinamento nazionale.
Nell’ambito dell’Eurosistema, di cui è parte integrante, la Banca d’Italia concorre alle decisioni di politica monetaria attraverso la partecipazione del Governatore al Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea e quella di propri esperti ai Comitati e Gruppi di lavoro dell’Eurosistema ai fini della relativa istruttoria tecnica.
Svolge tali compiti e funzioni ai sensi del Trattato CE (art. 105) e dello Statuto del SEBC (art. 3).
La Banca d’Italia emette le banconote in euro, in base ai principi e alle regole fissati nell’Eurosistema, ed ha il controllo di tutta la circolazione monetaria presente nel Paese.
Nell'ambito dell'Eurosistema, la Banca d'Italia produce il quantitativo di banconote in euro assegnatole, immette le banconote nel circuito degli scambi e provvede al ritiro e alla sostituzione dei biglietti deteriorati, partecipa all'attività di studio e sperimentazione di nuove caratteristiche di sicurezza dei biglietti, contribuisce alla definizione di indirizzi comuni per quanto riguarda la qualità della circolazione e l'azione di contrasto della contraffazione.
In Italia le monete in euro sono coniate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, in qualità di ente emittente, provvede alla loro distribuzione sul territorio nazionale avvalendosi delle Sezioni di Tesoreria dello Stato coesistenti presso le Filiali della Banca d'Italia….”
Comunque mi farebbe piacere se mi dicessi qualcosa sui quesiti del mio post n° 7 giusto per rientrare in argomento.
Abbiamo pubblicato quanto riportato nella casella. Non c'è altro.
professore tipico parassita dell' università ed incapaci lasciassero loro il posto fisso. E' una vergogna sentire una simile frase da una catagoria lavorativa come i docenti universitari che sono massoni, parassiti ed incapaci. Ringraziamo il popolo Italiano e la stampa intera che hanno dedicato 3 anni di opposizione alla Ruby, ed al bunga bunga, adesso bunghiamoci il Monti e quell' altro giovincello di michel Martone.
Ma è o no la Banca d’Italia che decide quanti a quando stampare gli euro italiani? Siamo o no compartecipi in quanto nazione a definire il portafoglio della BCE? Da acuto e preparato economista quale sicuramente lei è, mi può far capire quale sia la differenza tra chiedere un prestito da un miliardo di euro a 10 anni al 7 % e uno al 5 %? Se l’inflazione è una bufala come mai qualche anno fa tanta gente si è imbestialita nel vedere la rata del proprio mutuo diventare impagabile? Se il debito pubblico è una bufala perché non propone di emettere 1900 miliardi di euro in titoli e lei si impegna a comprarli, così finalmente lo eliminiamo questo debito?
In quest'ottica il lavoro è inquadrato come una componente, seppur importante, della vita. E' assolutamente sbagliato identificare lavoro è vita. Si può anche avere un lavoro monotono, ma una vita assolutamente interessante.
In realtà a me piace completare la frase precedente con questa:
" .... ma meglio lavori meglio vivi". Le soddisfazioni in campo lavorativo aiutano certamente ad avere una vita soddisfacente.
Monti non sa che molta gente, soprattutto al sud, non trova soddisfazioni solo nel lavoro, ma anche in tante altre situazioni di vita.