Gli antifascisti e antirazzisti della terra di Bari che includono, tra le altre, le realtà casamassimesi del collettivo Kasamatta Disobbedienti e i Giovani Attivisti del circolo Peppino Massaro Rifondazione Comunista, durante il comizio del presidente della regione Puglia Nichi Vendola, tenutosi in piazza Monacelle a Casamassima lo scorso venerdì pomeriggio, hanno esposto uno striscione in sostegno delle comunità Ferrohotel ed ex Socrate, occupate rispettivamente lo scorso ottobre e lo scorso dicembre a Bari.
La protesta ha avuto come bersaglio l’indifferenza che le istituzioni manifestano da sempre nei confronti di queste comunità, occupate da cittadini somali, eritrei, sudanesi ed etiopi residenti a Bari, riconosciuti rifugiati politici, a cui però non è tuttora garantito il diritto ad avere energia elettrica e, nel caso del ex Socrate, anche di acqua corrente. Lo striscione, che riportava appunto una denuncia di attenzione alla tutela dei diritti civili delle persone e dei nuclei famigliari occupanti delle due strutture, è rimasto esposto per tutta la durata del comizio, sorretto da una trentina di giovani e da alcuni migranti che hanno atteso la fine del discorso di Vendola prima di tentare un approccio al governatore che coerentemente con le non-risposte istituzionali avute fino ad oggi in merito alla questione, è rimasto impassibile di fronte alla richiesta del portavoce della comunità somala di consegnargli una lettera in cui gli si spiegavano quelle che sono le esigenze primarie delle due comunità baresi e le difficoltà della loro situazione.
I manifestanti a fronte del rifiuto, di comunicazione e di dialogo da parte del governatore, hanno protestato per qualche minuto chiedendo a gran voce “acqua, luce, dignità per i rifugiati” criticando anche gli atteggiamenti assunti fino ad ora dal sindaco di Bari Emiliano –i ndisponibile a vedere quali sono i bisogni essenziali per una reale “Puglia migliore” -, riferendosi alla questione sulla residenza negata alle comunità occupate e al mancato protocollo d’intesa tra comune di Bari e Grandi Stazioni S.p.A. che avrebbe garantito, in parte, l’autonomia e un futuro più certo agli occupanti del Ferrohotel e distribuendo volantini per informare i cittadini casamassimesi sulle ragioni della rimostranza.
I giovani antifascisti a colloquio informale con il sindaco Vito De Tommaso hanno ribadito che l’azione non voleva rappresentare una mera contestazione nei confronti del governatore Vendola, bensì una richiesta di risposte sulla critica situazione dei migranti del Ferrohotel e dell’ex liceo Socrate.
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