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«Con il termine progetto si identifica il complesso di attività correlate tra loro e finalizzate a creare prodotti o a pubblicare servizi rispondenti a obiettivi specifici determinati. I criteri di esecuzione, controllo e completamento in termini di tempi, costi e qualità, sono definiti in un contratto». Secondo la definizione di Wikipedia. Che altro non è che intelligenza collettiva, cioè progetto condiviso: tutti possono arricchire secondo conoscenza e competenza l’enciclopedia virtuale. Un meccanismo concreto di partecipazione che ha visto crescere il numero degli utenti registrati che interagiscono per arricchire la cultura comune.
Assai simile è “La bottega del futuro”, proposta dal Comune di Casamassima e Formez, giunta, giovedì 8 luglio, alla seconda f ase: quella, appunto, progettuale, dopo la prima di mera indagine e confronto. Nell’atrio di Palazzo Monacelle, infatti, si sono ritrovati i cittadini che avevano partecipato alla prima fase e molti nuovi curiosi. Ripre
ndendo quanto ideato martedì, i rappresentanti dei quattro gruppi di lavoro hanno esposto la loro visione di Casamassima proiettata nel 2020. Comuni denominatori: la vivibilità del paese; la felicità, la libertà e l’amicizia quali fattori di crescita e aggregazione; la sostenibilità dello sviluppo territoriale e il lavoro. I progetti: Paese azzurro, città amica e sostenibile di Cittadini e associazioni; Liberare la libertà di Politici e amministratori; Un mondo da vivere per tutti di Operatori economici e associazioni di categorie; Provaci ancora Casamassima di Tecnici ed esperti di tecnologia.
Parola d’ordine per tutti: il cittadino al centro, in una dimensione a prova di bambino.
Si è discusso anche del tipo di intervento da adottare, che ha visto un risultato, in fin dei conti, paritario tra pubblico e privato. Curioso come cittadini e amministratori siano più propensi all’iniziativa privata, mentre operatori economici e tecnici sponsorizzino un’attivazione pubblica.
Il grande motore del fermento comunitario è sempre lo stesso: il lavoro, con l’abolizione delle forme contrattuali e atipiche, il recupero della persona e delle quote rosa, la dialettica intelligente con le ampie realtà economiche presenti sul territorio. Il riferimento è ai centri commerciali, croce e delizia di un popolo che vuole conquistare il suo riscatto, ma consapevole, tuttavia, di alcuni benefici derivanti dalla presenza degli stessi; ed ecco che rielaborando le ipotesi, i punti di debolezza possono diventare punti di forza. Del resto si disquisisce di sistema produttivo, e operatori di varie filiere e ricercatori di Economia dell’Università Lum sono presenti.
Stavolta, partendo da quanto sviluppato nel primo laboratorio, e sulla scorta di quanto illustrato, i gruppi di lavoro, moderati dagli esperti del dialogo di Formez, sono andati componendosi secondo l’interesse o la propensione di ciascun partecipante. Semplici cittadini, associazioni, amministratori, politici, tecnici, associazioni di categorie, imprenditori, sindacati e associazioni di categorie, esperti di tecnologia, si sono ritrovati a discutere e progettare insieme la Casamassima del futuro.
Il compito assegnato: elaborare uno o più progetti per gruppo con tanto di proiezione temporale (tempi di start up ed esecuzione) e finanziaria (costi). Le aree tematiche le medesime: Benessere e qualità della vita; Ambiente, città e territorio rurale; Innovazione, cultura e conoscenza; Economia e lavoro.
A fine gio
rnata i progetti ideati sono stati otto.
Per Benessere e qualità della vita:
CreArt: liberaMente insieme, ispirato alla creatività partecipata (e la creazione di un’urbanistica olistica);
Fragilità come valore, che mette al centro la realizzazione di una struttura con servizi sociosanitari avanzati integrata con centri sociali;
per Ambiente , città e territorio rurale:
Progettazione coordinata, che mira a sostenere la bioedilizia e le energie rinnovabili, la mobilità sostenibile diffusa, laboratori di educazione civica nelle scuole, la geocultura, il Parco Lama San Giorgio (con lo sviluppo dell’agricultura); un piano regolatore innovativo sostanzialmente;
per Innovazione, cultura e conoscenza,
Paese azzurro, con la visione del recupero del centro storico, la valorizzazione dell’identità sociale, e la ricaduta economica, turistica e culturale per la comunità;
Agorà telematica, con l’integrazione e l’inclusione sociale mediante l’innovazione tecnologica: l’idea è quella di dare vita a centri di aggregazione con la creazione di aree wifi;
Politecnico della cultura, che ha come obiettivo quello di valorizzare le competenze sul territorio per favorire la cultura degli individui; spazi virtuali e fisici si fondono per dar vita all’integrazione sociale con una visione aperta sul mondo;
per Economia e lavoro:
Edoc (Etico di origine casamassimese), che guarda al futuro degli agricoltori locali immaginando un patto etico, con formazione, mappatura dei prodotti, scelta di quelli guida e annessa produzione – una fattoria sociale come progetto pilota – per sviluppare i mercati sociali e la creazione di un marchio di qualità;
L’unione fa la forza, di cui il punto cruciale è la creazione di una cooperativa agricola in continua evoluzione che riesca a valorizzare la produzione locale e competere sul mercato.
I progetti saranno presentati, valutati e votati per gradimento e fattibilità il prossimo 20 luglio, sempre a Palazzo Monacelle. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare e a esprimere il proprio voto.
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