
Il Consigliere regionale SeL, Franco Pastore, ha diffuso la seguente dichiarazione: “Se l’uomo assoggettasse alle leggi del mercato e dell’economia solo quello che lui crea e gestisce, le risorse di cui la terra è ricca, gli equilibri economici nel mondo, sarebbero differenti, ci sarebbero disparità minori e un benessere più generalizzato. Nella realtà, invece, le cose vanno nel verso contrario e si tenta di soggiogare al denaro e alle sue regole anche diritti fondamentali e imprescindibili per la vita degli uomini e di tutti gli esseri viventi: l’acqua.
La regione Puglia, con un proprio disegno di legge, dell’11 maggio scorso, sottolinea la sua volontà di intendere e gestire in maniera totalmente pubblica il bene acqua, trasformando l’Aqp da spa a totale partecipazione pubblica (87% quote regione Puglia, 13% regione Basilicata) in azienda pubblica regionale 'Acquedotto pugliese – AQP'. Di questo la V commissione discuterà domani, visto che siamo nella fase di acquisizione delle quote della regione Basilicata, pari a un valore di 12.200.000 euro.
La legge, in breve, consta di 15 articoli che riguardano l’affermazione del diritto fondamentale all’acqua, per uso potabile e irriguo, della realizzazione di due fondi a tutela dell’approvvigionamento idrico, uno per uso potabile, riservato ai residenti, e l’altro di solidarietà, per progetti in paesi poveri d’acqua; i principi ispirativi di tale soggetto sono la trasparenza, l’efficienza e l’economicità, strutturate su un sistema di controllo orizzontale di cui faranno parte anche i cittadini.
Il pubblico garantisce trasparenza e sicurezza negli appalti, i privati parlano di autority con funzioni di vigilanza: e i costi di tale autority li pagherebbero i cittadini? E chi decide chi sono i 'controllori'? L’esperienza dimostra che tutte le gestioni passate dal pubblico al privato non abbiano portato né benefici né economicità. Le situazioni sono solo peggiorate. Le tariffe pugliesi, inoltre, sono fra le più basse (41esimo posto in Italia) e le perdite, che pure sono in fase di recupero attraverso una sorta di officine mobili, non comportano aumenti del costo dell’acqua. La regione ha poi il sacrosanto dovere di dare seguito alla volontà popolare, del paese Italia e della Puglia dove, decine di migliaia di cittadini hanno firmato la legge di iniziativa popolare sulla gestione pubblica delle acque”.
Ora ci chiediamo: cosa farà la Regione Puglia per "tutelare" l'acquedotto, ormai cadente, e il sottosuolo dai vandalismi ambientali?
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