
Come i lettori ben ricorderanno, nel consiglio comunale dello scorso 26 aprile, in cui l’amministrazione era chiamata a esprimersi sull’approvazione del nuovo schema-tipo di convenzione per piani di lottizzazione in applicazione al PRGC vigente, il suddetto schema non fu approvato: fu invece votata la proposta di un incontro fra la commissione autrice del regolamento, l’organo comunale che dovrà approvarlo in consiglio, tecnici e professionisti del settore cui spetta l’applicazione pratica e i cittadini che usufruiranno delle nuove infrastrutture e servizi.
Il primo dei due laboratori previsti si è svolto il 12 ottobre e ha visto la presentazione del nuovo schema e la raccolta delle idee e delle proposte dei partecipanti.
A moderare il dibattito l’assessore ai lavori pubblici Alessio Nitti, il capo del servizio tecnico comunale ing. Alessandro L’Abate, Andrea Gelao dell’associazione Made in People e Giovanni Guzzardo docente di Diritto urbanistico al Politecnico.
La priorità principale è sicuramente quella di snellire le procedure, soprattutto perché molti settori dell’economia casamassimese ruotano attorno all’edilizia, mentre a creare incertezza è soprattutto la questione relativa ai consorzi: sono obbligatori o facoltativi? Una volta chiarito questo argomento sarà più facile procedere perché il punto su cui sono tutti d’accordo è proprio questo: la realizzazione di questi consorzi è problematica e poco fattibile concretamente, perché può diventare un vincolo troppo grosso. Sono eventualità che vanno valutate singolarmente, ma nella maggior parte dei casi i privati preferiscono rinunciarci. Di conseguenza verranno creati solo se la legge non ammette altre soluzioni.
A questo punto i cittadini e i tecnici presenti sono stati invitati a esprimere le loro opinioni e dare i loro suggerimenti e i toni si sono un po’ scaldati, soprattutto da chi lamenta una certa lentezza dell’amministrazione nella valutazione delle lottizzazioni: infatti nell’ultimo anno e mezzo i lavori sono stati bloccati proprio per lasciare spazio alla stesura del piano, senza il quale tuttavia non si aveva uno schema di riferimento su cui basarsi.
Ad emergere nettamente è la richiesta di tutelare maggiormente le imprese casamassimesi che sono quasi scomparse dal nostro panorama edilizio: a lavorare sono in maggior parte imprese forestiere con manodopera già al completo, cosa che di certo non fa bene alla (dis)occupazione del paese.
La discussione è stata molto tecnica e i pareri molto discordanti, tanto che a un certo punto diversi dei presenti hanno preferito uscire e molti suggerimenti sono così rimasti orfani di autore e di spiegazioni.
La conclusione dei lavori è stata affidata al professor Guzzardo, il quale ha precisato che il piano non è a iniziativa privata ma urbanistica e consensuale: in questo modo l’amministrazione si spoglia del potere di esercizio e consente al privato di calibrare l’assetto di una parte del territorio al fine di raggiungere un equilibrio perfetto fra l’interesse di impresa e l’interesse dell’amministrazione.
Il materiale venuto fuori dal confronto sarà valutato e utilizzato per la stesura del nuovo schema di convenzione, la cui presentazione è prevista per martedì 26 ottobre.
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Commenti
La proposta fatta in consiglio dalla sottoscritta è stata molto chiara e chiedeva di partecipare lo schema, frutto del lavoro della prima commissione, ai tecnici, alle maestranze, alle imprese e a tutti quei cittadini che volessero dare un contributo.
Ciò significa che sebbene vi fosse un documento pronto tutti potevano contribuire a migliorarlo e persino a cambiarlo, rispettando le norme e contemperando gli interessi di tutti i cittadini. Altrimenti, caro addetto ai lavori, lo schema poteva essere approvato così com'era e sottoposto poi alla partecipazione ( come si è fatto con il bilancio già approvato). Tengo a precisare che il documento è in fase di nuova stesura, ad opera del prof- Guzzardo, che presente all'incontro, ha il compito di recepire tutte le istanze poste dai partecipanti, naturalmente nel rispetto delle norme. In seguito passerà in Commissione e poi in Consiglio per l'approvazione. Niente di pronto, quindi, caro addetto ai lavori.
Vorrei ricordare ai lettori quanto mi è costato, anche in termini personali (attacchi alla mia persona)portere avanti questo progetto di partecipazione e quanto, a fronte di tanto sacrificio, sia la delusione di chi parla come " l'addetto ai lavori" e che invece di portare il suo contributo in maniera costruttiva si limita a criticare. Il mio consiglio è di approfittare del prossimo incontro, non per le polemiche, ma per le proposte!!!!!!