
Previsioni e stime, la lotteria delle candidature incalza e va configurandosi uno scenario ricco, nemmeno tanto scontato, ma come al solito frammentato. Una lista civica, Pdl, Pd e partiti minori esprimeranno ciascuno un candidato sindaco.
Ma nel centrodestra, mentre si vocifera sull'identità dell'espressione partitica, le primarie si allontanano. Ne abbiamo parlato con Franco Pignataro.
Pdl: primarie invocate, primarie confermate? Che orientamento si prevede?
Ho avuto modo, proprio su questa testata, di dichiarare il mio favore a una forma di coinvolgimento diretto del “popolo di centrodestra” nella scelta del candidato-sindaco.
Va considerato tuttavia che, introdurre una pratica che non appartiene alla tradizione del centrodestra, necessita del più ampio consenso delle forze politiche che si riconoscono nella coalizione. Ad oggi mi sembra che su questa ipotesi non vi sia grande consenso.
È possibile cominciare a tracciare un minimo di programma di governo che il Pdl vuole avviare su Casamassima?
La ringrazio per la domanda, non fosse altro perché molti si concentrano sui candidati dimenticandosi che il programma di governo è certamente importante tanto quanto gli uomini e le donne chiamati a realizzarlo. Anche il programma va naturalmente condiviso con gli alleati, ma provo a riassumere i temi più importanti che a mio parere andrebbero focalizzati con attenzione.
Intanto bisognerebbe partire dal bilancio del Comune di Casamassima, oggetto sconosciuto ai più, le cui caratteristiche dovrebbero frenare i facili entusiasmi e l’attitudine a fantasticare di tanti che con superficialità gareggiano a chi la spara più grossa su idee e interventi da realizzare.
A parte alcuni debiti fuori bilancio che ben presto si manifesteranno, Casamassima dispone di circa 10 milioni di euro di spesa corrente annua, di cui solo un 3-5% flessibile, il resto ingessata anche da scelte errate operate dalla sinistra. Il primo atto del centrodestra dovrà necessariamente essere quello di “scrostare” l’ingessatura della spesa vincolata ed aumentare il margine di disponibilità.
Sul versante delle spese di investimento inoltre, ma anche della spesa corrente, il ragionamento va impostato in funzione della imminente riforma federale che rivoluzionerà il sistema della finanza pubblica.
Un secondo elemento di riflessione, prima di impostare piani e programmi, è quello di fotografare le caratteristiche economiche del nostro territorio. Sull’argomento ho letto una recente intervista pubblicata proprio su questa testata. L’ho trovata interessante anche se considera comparti economici e vocazioni di altri comuni piuttosto che del Comune di Casamassima.
In realtà Casamassima vanta un terziario che incide per poco meno del 90% sul valore aggiunto annuo (circa 250 milioni di euro), con oltre l’80% di occupati, collocandosi al primo posto fra i comuni di terra di Bari. Si aggiunga inoltre che si colloca all’ultimo posto per quota di valore aggiunto proveniente dal comparto industriale (circa il 7%) e poco rilevante risulta il valore aggiunto agricolo. Anche se i dati ricavati dal “Piano Strategico Metropoli Terra di Bari 2015” risalgono al 2004, dubito siano intervenuti grossi cambiamenti nel frattempo.
Questi elementi inducono la riflessione che Casamassima, al netto di una imprenditoria di sopravvivenza in campo agricolo, sembra abbia sviluppato una particolare attitudine al lavoro dipendente nella Gdo e nel commercio all’ingrosso.
Penso sia doveroso riflettere sul necessario sviluppo di altri comparti economici, ma soprattutto sulla debolezza di una imprenditoria locale che appare spenta. Forse il nostro comune somiglia troppo a un deposito merci e cala la vivibilità e l’attrattività anche turistica (uno dei dieci assi prioritari del QSN Italia)?
Qui si innesta il terzo elemento che va analizzato con attenzione. La posizione logistica di Casamassima, a metà strada fra il salotto cittadino di Bari e la vivacità turistica ed imprenditoriale del sud-est barese.
Credo sia prioritario volgere lo sguardo verso quest’ultimo per sfuggire al destino delle grandi periferie delle città metropolitane. Qualche brutto segnale d’altra parte lo abbiamo già avvertito (edilizia intensiva, forte immigrazione, tentativi di posizionare a Casamassima strutture a forte impatto ambientale…). Attenzione dunque alla scelta dei partner nei grandi progetti di governance intercomunale.
Citare tutti i punti sarebbe lungo. Vale la pena ricordarne ancora uno. Credo sia doveroso per la prossima amministrazione, ricostruire il tessuto culturale e sociale della nostra comunità che sinceramente mi appare lacerato e animato da un individualismo che tradisce le nobili tradizioni che hanno sempre distinto Casamassima. E la medicina non può che essere l’esempio di coerenza e rettitudine degli amministratori, insieme a un sistema di regole da far rispettare a tutti, senza eccezioni.
Candidati: sono nel Pdl o inseriti in una possibile coalizione di più ampio respiro?
Credo che il Pdl debba trovare la migliore convergenza con l’Udc e con la Puglia prima di Tutto. Se la domanda fa riferimento a eventuali liste civiche, le rispondo che personalmente non mi hanno mai convinto. Visto il precedente del 2008 poi, quella convinzione è diventata certezza.
Già nei partiti tradizionali manca la cultura politica del passato e spesso i consiglieri rispondono a sé stessi piuttosto che la patto con gli elettori, figuriamoci chi viene eletto nelle liste civiche. Di quali interessi sono portatori? Con tanti partiti presenti è possibile che cittadini che vogliano entrare in politica non ne trovino uno di loro gradimento per candidarsi?
Trovo più coerente che una lista civica si presenti in piena autonomia dichiarandosi contro tutti i partiti, piuttosto che entrare in una coalizione.
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Commenti
Ribadisco quanto a logorrea data l'abilità da saltimbanco che dimostra nel trovare delle connessione tra temi così differenti tra il contesto locale e la politica nazionale non m'avvicino manco un pò!
L' abilità politica nel conquistarsi il consenso nel fronte avversario ,attingendo ad una componente che 2 anni prima era stata letteralmente cacciata via dalla giunta,la stessa componente vantatasi di aver mandato a casa il De tommaso bis,minchia complimenti!
LA DIVERSITà DEL PD TANTO OSTENTATA DOV'è ANDATA A FINIRE,è SICURO DI MILITARE NEL PARTITO IN CUI SOSTIENE DI ESSERE ISCRITTO?
Il governo Berlusconi a differenza dell'amministrazione De tommaso godeva di una larga maggioranza,dissoltasi cammin facendo a seguito delle ben note vicende,De tommaso non aveva una maggioranza e il suo partito ha pensato che potesse durare con un consigliere in più facendo leva sulle divisioni in seno al centrodestra,abilmente accentuate con la designazione del presidente del consiglio il candidato Montanaro.
Se con suo sommo dispiacere le opposizioni non riescono a mandare a casa potrebbe suggerire al segretario nazionale BERSANI di trovare nei dintorni di ROMA un notaio di fiducia mettendosi daccordo con FINI CASINI ecc. e procedere sulla falsa riga di quanto fatto a Casamassima!
Diciamo la verità.....dopo essere stato cacciato Da Rifondazione e in seguito da SEL......sta cercando in tutti i modi di inserrSi nel PD!!!!
Il buonsenso va sempre accolto in termini positivi e non ha una connotazione politica,elemento che purtroppo per tornare alle questioni di casa nostra ,non ha ispirato PD E SOCI DEL CLUB,allorquando all'indomani del ballottaggio,hanno voluto dare un governo al paese privi del consenso popolare,laddove nella situazione venutasi a creare, a seguito dell'esito delle urne, sarebbe stato opportuno fare un operazione sulla falsa riga di quanto fatto dal Pignataro nel corso degli incontri nella sede ex A.N.,OVVERO ASCOLTARE COSA NE PENSAVA IL POPOLO oltre il PD,OPERAZIONE PRESA IN CONSIDERAZIONE e messa in atto dallo stesso partito in fasi critiche della vita del paese ,tipo le manifestazioni contro il degrado,se 3 anni orsono il partito in cui lei è iscritto avesse prestato ascolto al popolo,dimostrando in questo modo nei fatti la qualità democratica insita nella denominazione, consentendo un ampia partecipazione di massa al processo decisionale alla luce dell'esito elettorale,probabilmente la storia del paese sarebbe stata diversa.
Per quanto concerne la sua domanda circa il mio pensiero inerente un provvedimento non passato in commissione bicamerale tra l'altro,ossia la fiscalità municipale ,non conosco nel dettaglio il provvedimento,tuttavia concordo con chi ritiene il medesimo un metro di valutazione dell'operato degli amministratori locali,le dirò di più concettualmente non sono contrario al federalismo tutt'altro,a mio avviso potrebbe costituire un elemento di crescita della nostra regione ,la quale sul piano delle potenzialità potrebbe collocarsi a livello delle regioni del nord,aggiungo inoltre sempre in tema di responsabilizzazione degli amministratori locali,un idea del PD che condivido circa la gestione dello smaltimento dei rifiuti
attribuito ai sindaci con il coinvolgimento tra gli altri dell'Auchan in qualità di soggetto atto allo smaltimento dei rifiuti differenziati acquistati dall'ipermercato,proposta di cui parlai al segretario del suo partito.
Che non sia nato a Casamassima l’ho già scritto; che Battista sia amico di Palmieri mi fa piacere; che non sia il suo pseudonimo non mi interessa più di tanto; tutto ciò le dovrebbe confermare l’onestà e la lealtà intellettuale con cui ho affrontato il tema. Non mi pare che la testata abbia, nel titolo, potuto trarre in inganno nessuno, perché lei dice testualmente “…(le primarie ndr) una pratica che non appartiene alla tradizione del centrodestra, necessita del più ampio consenso delle forze politiche che si riconoscono nella coalizione. Ad oggi mi sembra che su questa ipotesi non vi sia grande consenso.” Poiché ritengo assolutamente chiara e politicamente condivisibile questa riflessione e osservazione, ricavo che ad oggi questa ipotesi sia ancora impraticabile. La differenza quindi con Mirizio è lo strumento con cui far partecipare i cittadini e la necessaria volontà univoca dell’alleanza circa la necessità del loro coinvolgimento. Credo sia più preciso detto così. Cercherò di incontrare personalmente il Sig. Battista facendomelo presentare da Palmieir nella speranza di acquisire un nuovo amico qui a Casamassima. L’altro giorno Fini, in presenza di Salvatore, ha ricordato la figura di Tatarella e ha ricordato la riflessione di Pinuccio, che ormai siamo su una zattera che percorrendo il fiume approderà sulla riva destra o sinistra senza alcun problema. Colgo l’occasione per chiederle cosa pensa del decreto sul federalismo municipale che verosimilmente sarà approvato dal Governo. Cordiali saluti
mi permetta di precisare che Luca Battista è un nostro concittadino e non il mio pseudonimo. Ho l’abitudine di esprimere le mie opinioni senza nascondermi dietro nomi di fantasia.
Evidentemente lei tradisce origini non casamassimesi e non sa che Luca è reale ed è anche amico del segretario del partito nel quale lei dice di riconoscersi.
Quanto ha scritto Luca risponde a verità, non fosse altro perché ha partecipato in prima persona ad incontri e dibattiti nella sede del PdL.
Quanto all’identità di vedute circa un coinvolgimento del popolo nelle scelte, le posso confermare che il mio pensiero non si discosta affatto da quello di Mirizio, anzi.
Forse si è fatto ingannare dal titolo dell’articolo, deciso dalla redazione. Ho solo fatto osservare che ogni proposta necessita del consenso degli alleati che al momento non sembra esserci. Mi auguro che maturi tale convincimento.
Basta con i padroni che approfittano della buona fede di tanta gente del popolo di sinistra per accaparrarsi il consenso!
Basta con le natre zoppe e con le alleanze mascherate con il noto dell'ufficio tecnico che comanda con i suoi cari e con i suoi bravi il settore edilizio e urbanistico di Casamassima!
Vogliamo un profondo rinnovamento sia a sinistra sia a destra!
Un appello a tutti gli elettori: non facciamoci abbindolare da quanti si fanno comprare per un piatto di lenticchie da quelli che il potere lo gestiscono solo ed unicamene con i soldi e gli imbrogli!!!!!!!!!!
Intanto rilevo che sia Palmieri che Pignataro ritengono importante che il programma sia la base su cui impegnare le diverse coalizioni ed in relazione a ciò formare le liste. Questo, sul piano istituzionale, è molto importante, ma se Palmieri parla come segretario del PD, Pignataro in quale qualità parla? Senza voler togliere peso al suo pensiero ma oggettivamente il dibattito appare sbilanciato. Secondo, mi chiedo qual è la pratica democratica nel centrodestra per selezionare i vari candidati? Sia ben chiaro, sono tra coloro che ritengono non lo strumento, ma chi lo usa deve essere convinto della pratica democratica.
Suggerirei di introdurre nella sezione politica di Casamassima .web una rubrica dal nome"DILLO A CASSANO"le ragioni appaiono ovvie alla luce del fiume di parole che il signore sopra citato consuma per esprimere le sue opinioni su questioni di politica locale e nazionale,naturalmente esprime pareri di parte (PD);in riferimento ai temi rilevati dal Cassano relativi ai titoli del Pignataro e alla pratica democratica intendo manifestare la mia opinione,ritengo Pignataro e Palmieri con requisiti differenti esponenti di rilievo delle formazioni politiche di appartenenza,se il primo in qualità di segretario,di concerto con il direttivo e gli iscritti caratterizza l'attività del partito medesimo dando voce colleggiale alle decisioni assunte,dall'altra parte Pignataro non ha una formazione di pratito strutturato come il PD,QUESTO ACCADE A cASAMASSIMA COME IN TUTTO IL RESTO DEL PAESE,ciò non esclude anzi rende ancor più prezioso il contributo di esperienza e qualità POLITICA che il modesimo può fornire ad una conponente politica che al pari del PD si pone come guida della coalizione.
Vorrei ricordare al loquace Cassano che, spesso a livello nazionale un illustre esponente del PD MASSIMO DALEMA interviene nel dibattito politico prefigurando strategie quali "L'ALLEANZA COSTITUENTE "pur non rivestendo un ruolo all'interno dello stesso ma essendone un illustre esponente by-passando il suo segretario;quanto a pratica democratica intendo far osservare che il PD non consente una partecipazione popolare in senso lato alla sua attività a differenza di quanto accade nell'ex sezione di AN dove l'ex consigliere provinciale e comunale PIGNATARO ha consentito la partecipazione a persone non militanti nel partito di appartenenza dello stesso ,trovo singolare che un ex missino senta la necessità di far partecipe chiunque circa lE TEMATICHE, da esponente del PDL,inerenti la vita del paese,mentre dall'altra parte il tutto è circoscritto e riservato ai soci del club del PD!
Aggiungo a completamento del quadro,le accuse rivolte al PD da altre componenti della coalizione nella passata legislatura,concernenti un ruolo EGEMONE del partito ,quindi quando si parla di pratica democratica secondo me non è sufficiente la presenza dell'aggettivo nel nome del partito!
Non siete più liberi ADDIOOOOOOOOO