Mercoledì 23 Maggio 2012
   
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SE NE VA IL 2011. BUON VENTIDODICI AI NOSTRI LETTORI

2012

Se ne va un anno spigoloso, eccessivo e stupefacente.

Se ne va un anno in cui periamo non di sola crisi economica e finanziaria. Lo scrivevamo nel saluto al 2010 alla fine dello scorso anno: “Quello che se ne va è un anno assai travagliato, carico di tensioni e disillusioni, amarezze e desolazioni; ché non solo la contrazione dell’economia a livello globale ha dettato i ritmi del disincantato scenario sociale (proprio della società, non della “povertà”): fattori politici, identitari, consuetudinari, sono stati stravolti da un intervallo drammaticamente spigoloso. Non di sola crisi finanziaria perisce questo 2010, carico pure di (non)eleganti sceneggiate politiche e cronachistiche”.

Pare la descrizione di questo 2011, nel quale si sono aggiunti i disastri ecologici, ambientali e geografici (si pensi a Fukushima o allo sversamento del petrolio in mare nel Golfo del Messico, o a Toscana e Liguria..), oltre a quelli politici: si pensi alla Primavera araba (con la morte di Gheddafi) e alle sceneggiate iraniane (tra annunci di chiusura dello Stretto di Hormuz e le centrali nucleari). Ma vi sono pure quelle giudiziarie: casi clamorosi di retromarcia illustri di illustri magistrati (nazionali e locali, per carità) che indefessi continuano a restare impuniti per i loro errori. È il caso di Amanda e Raffaele a Perugia, ma pure quello di Mills; non mancheranno sorprese nelle vicende sanitarie pugliesi in cui Vendola pare coinvolto quanto Tedesco; c’è ancora quello di Papa arrestato e Mora in ‘carcere cautelare’. E non ultimi i casi di Laudati (procuratore accusato e scagionato dalle accuse mosse da Scelsi) a Bari, e Lepore a Napoli (sulla vicenda Pisani – il capo della mobile che ha catturato il boss casalese Zagaria – il procuratore è filato dritto in pensione dopo la brutta figura proprio sulla vicenda Pisani).

E all’alba del nuovo anno muore persino don Luigi Maria Verzè, patron del San Raffaele, polo ospedaliero che molti ci invidiano per ricerca e struttura.

 

“E io pago”, sentenziava Totò.

 

Tzunami naturali si sono avvicendati a rivoluzioni civili.

Ma in Italia ci accontentiamo che governi l’Europa.


Il Wall street journal lancia la bomba: è stata la Merkel a chiedere le dimissioni di Berlusconi a Napolitano, ma poi si rincorrono le smentite in questa Italia dove chi riesce a credere in qualcosa è già a buon punto.

Se n’è andato Minzolini, ma anche senza di lui il Tg1 perde ascolti rispetto al Tg5.

 

E a Casamassima abbiamo una nuova amministrazione, nuove strade, nuove politiche culturali, un Pip pronto di zecca per l’espansione produttiva, capitali in arrivo per gli investimenti sul territorio, la popolazione ricca e soddisfatta.

Solo lo schema di convenzione per le lottizzazioni non è stato approvato durante l’ultimo consiglio comunale prenatalizio.

L’ironia è il sale del quotidiano, naturalmente, e almeno in questo il lettore ci conceda di pungolare affinché il suo ruolo sia tutelato: informarsi.

 

E per la nostra testata – lo scrivevamo anche nell’editoriale del settimanale in edicola il 24 dicembre scorso – il 2011 si chiude con un bilancio positivo: sito online senza sosta da quasi due anni, settimanale in edicola da un anno, prossimamente in rete anche con la webtv.

Nei nostri spazi da sempre trovano dimora i contributi dei cittadini che vogliono arricchire il sapere della comunità, segnalazioni e suggerimenti sono sempre ben accetti. Dall’inizio abbiamo puntato all’informazione partecipata, pur con il rispetto delle regole di buona educazione e di responsabilità.

La redazione si arricchisce di nuove collaborazioni e punta dritto sui giovani, generazione maltrattata da questi ingombranti anziani..

Grazie dunque ogni giorno anche a: Gianluca, Luna, Francesca, Roberta, Marina e Leo; a loro va il sincero affetto e la gratitudine per essere parte di una squadra (con età media 27 anni) compatta e poliglotta.

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