SOCIAL MAXIMA, IMPEGNO IN PRIMA PERSONA

social maxima

Social Maxima è un’associazione attiva sul territorio casamassimese, i cui obiettivi sono la lotta al degrado, la crescita dell’associazionismo e la promozione sociale, perseguiti anche attraverso la collaborazione attiva con altri gruppi casamassimesi.

Abbiamo incontrato il fondatore e presidente, Antonio Gengo, che ci ha raccontato come è nata l’associazione.

“Io sono un insegnante di informatica e nel privato ho realizzato a Casamassima una scuola di formazione professionale regionale, il cui ultimo obiettivo è stato un corso per assistenti alla consulenza del lavoro a cui hanno partecipato tredici ragazzi, che oltre alla formazione hanno percepito 2 € all’ora. La mia esperienza nello studiare e creare progetti mi ha portato a diventare operatore di sviluppo locale e ho deciso di far nascere, lo scorso marzo, questa associazione che ho chiamato Social Maxima proprio perché è mia intenzione dare il massimo nel sociale”.

Quali sono gli obiettivi di questa associazione?

Siamo un’associazione di promozione sociale apolitica e apartitica e operiamo nel campo del sociale e del cooperativismo, proponendo lo sviluppo di una cultura e di una sensibilità che mirino al rispetto dei diritti dell’uomo. Io sono abituato a fare il soldato, perché di generali ce ne sono tanti e non ne abbiamo bisogno; come buoni soldati possiamo vincere tutte le guerre sociali. Abbiamo scoperto questa comunanza di obiettivi e ideali con i membri di CivicaMente e stiamo lavorando insieme; ci sono tanti ragazzi che subiscono la mancanza di luoghi di aggregazione e noi cerchiamo di attirarli per creare un po’ di animazione o per coinvolgerli in diverse iniziative. Collaboriamo anche con l’associazione Emmaus, ma in particolare stiamo portando avanti tra mille difficoltà insieme a CivicaMente, il progetto di un parco giochi aperto a tutti, che vogliamo realizzare a Casamassima partendo da zero.

Realizzare un parco giochi a Casamassima?

Nella zona 167 c’è un terreno incolto che è in parte di proprietà della chiesa, in parte di un privato e in parte comunale, ma affidato all’associazione Comunione è Vita. Abbiamo avuto la disponibilità di don Giuseppe Saponaro e della professoressa Selvaggi e il comodato d’uso da parte di don Peppino Brancaccio e dal 2009 stiamo lavorando per creare una zona in cui i nostri bambini possano passare del tempo all’aperto. Abbiamo bonificato l’area insieme a gente che volontariamente e gratuitamente ha dato la disponibilità, ho avuto le autorizzazioni per utilizzare il terreno eliminato dai lavori per la circonvallazione, per colmare pericolosi dislivelli e sto cercando di coinvolgere le realtà commerciali, anche se non sempre c’è disponibilità. Il progetto prevede, nella zona di proprietà della chiesa, due piccoli campi da calcio, un campo di bocce per gli anziani, le giostrine per i bambini e perimetralmente una pista da jogging di 500 metri, per evitare che chi vuole correre si avventuri in campagna, mentre le altre due aree rimarranno zone verdi. Vogliamo creare un punto d’incontro che coinvolga tutte le fasce della società, dai bambini, agli adolescenti, ai genitori, agli anziani e naturalmente ci sarà possibilità di usufruirne anche per i bambini dell’asilo di fronte. Stiamo cercando di coinvolgere anche i ragazzi per dar loro un esempio di vita basato sul lavoro e sulla disponibilità verso il prossimo.

L’amministrazione vi sta aiutando?

L’ufficio tecnico chi ha rilasciato tutte le autorizzazioni, ma non abbiamo avuto alcun finanziamento. Stiamo andando avanti con il nostro lavoro e con le donazioni su un conto apposito per raccogliere fondi e in questi giorni stiamo avviando una raccolta di fondi porta a porta con i bambini, anche perché c’è ancora tanto da fare: il prossimo obiettivo è una recinzione, per evitare di perdere il lavoro fatto finora. Adesso abbiamo chiesto un incontro con la commissaria prefettizia, che ci ha ascoltati ed è stata molto ben disposta verso le nostre idee.

Altri progetti?

Credo che l’unica cosa che possa unirci e darci la forza di andare avanti sia proprio lavorare a dei progetti e dare un potenziale che faccia da guida per i ragazzi che ci seguono, perché sono sfiduciati e c’è bisogno di dar loro qualcosa che li convinca a credere e a darsi da fare in prima persona senza doppi fini, solo per un impegno che oggi può essere nel sociale, ma domani potrà diventare in una loro famiglia, sempre con alla base dei valori di rispetto, sincerità, continuità e molta buona volontà e determinazione. Proprio per dare a questi ragazzi una formazione pratica ho proposto, agli inizi di novembre, un corso di cultura amministrativa di base grazie al quale potranno capire come funzionano gli enti, imparare a districarsi nei concorsi e nella burocrazia e soprattutto sapere quali sono le leggi che ci tutelano in quanto cittadini e lavoratori; se infatti vogliamo dar seguito ai nostri progetti, dobbiamo anche avere una squadra pronta che sappia affrontare qualunque situazione. Il corso partirà dopo l’Epifania e abbiamo già avuto una ventina di iscrizioni, fra cui anche ragazzi di altre associazioni. Per i relatori ho avuto la disponibilità della dottoressa Mariella Ettorre, segretario generale di Altamura, del dottor Domenico Orofino e dell’ex ragioniere comunale Dell’Edera.

Oltre questo, insieme a CivicaMente, forti dell’esperienza alla Scacchiera, abbiamo organizzato una serie di feste a tema, completamente gratuite, nel Palazzetto dello sport; la prima è il 5 gennaio per sensibilizzare i ragazzi contro l’alcool, le droghe e la guida in stato di ebbrezza, infatti il tema sarà proprio Ballo, ma non mi sballo.

Insomma, un impegno in prima persona.

Si, perché vogliamo creare, vogliamo che a parlare siano i fatti per insegnare ai ragazzi a realizzare con umiltà e semplicità, perché solo con l’impegno pratico si può cambiare qualcosa. Noi vogliamo andare avanti e dare seguito a ciò che finora abbiamo detto e fatto per dare un esempio nel privato e nel pubblico. I ragazzi che ci seguono sono demotivati e sfiduciati perché vedono tutto quello che manca, nella realtà cittadina e più in generale: non hanno lavoro, ci sono poche prospettive e la nostra risposta sono progetti pratici, non il cosa vorresti, ma il cosa sai fare e cosa hai fatto, la gavetta, che ormai non vuole fare più nessuno. Anche chi si avvicina solo come uditore spesso finisce per diventare attivista e per noi è un bel traguardo riuscire a convincerli ad impegnarsi attivamente, anche se di schiaffi dai ragazzi ne abbiamo presi tanti, perché non è sempre facile gestirli nella loro fascia di età, ma insistendo riusciamo a fare quello che possiamo, e a parlare per noi sono proprio i progetti che abbiamo realizzato e quelli che abbiamo in cantiere.